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22 Gennaio 2018 - 17:26

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22/01/2010 homepage  
66° anniversario dello scoppio di Montecchio
Gioved’ 21 gennaio, alle ore 20,00, si è tenuta a Montecchio la commemorazione del 66° anniversario dello scoppio della polveriera avvenuta la sera del 21 gennaio 1944.
La cerimonia, iniziata con una Santa Messa, officiata da Mons. Piero Coccia , Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Pesaro, ha visto la presenza del sindaco del Comune di Sant’Angelo in Lizzola, Guido Formica, del sindaco del Comune di Montelabbate,Claudio Formica, delle delegazioni dei Comuni di Colbordolo, con l'Assessore Tontardini,di Urbania con l'Assessore Talozzi e di Pesaro con il Vice sindaco dott.ssa Catalano, di Consiglieri ed assessori del Comune di Sant’Angelo in Lizzola, delle autorità militari e delle varie associazioni presenti sul territorio(Protezione Civile, Ex- combattenti, Carabinieri in congedo, Pro-Loco,ecc.).

La manifestazione si è conclusa con la formazione di un corteo accompagnato dal Corpo Bandistico “G.Santi” di Colbordolo e con la deposizione di una corona al Monumento ai caduti presso la scalinata di Piazza della Repubblica. Sono intervenuti, quindi, il Sindaco Guido Formica e il rappresentante del Comune di Urbania, città che, solo 2 giorni dopo l’evento tragico di Montecchio, subì un bombardamento da parte dell’aviazione alleata che la distrusse quasi completamente, causando la morte di centinaia di civili.
Nei loro interventi, le due autorità hanno ricordato gli avvenimenti di quel lontano gennaio del 1944, le distruzioni e i lutti subiti da persone innocenti che vennero coinvolte dalla crudeltà della guerra.

Gli avvenimenti ci dicono che nel gennaio del 1944, un deposito di mine che si trovava a Pesaro, nelle vicinanze del ponte sul fiume Foglia, per un puro caso non saltò in aria dopo un bombardamento navale ad opera di unità britanniche. I tedeschi allora spostarono tutte le mine a Montecchio dove, erano giunti, fin dal 6 novembre 1943, 125 militari italiani prigionieri dei tedeschi ed impiegati nei lavori di costruzione della Linea Gotica. Le mine, circa 10 mila pezzi, vennero ammassate nel campo della fiera (foro boario), oggi Piazza della Repubblica; inoltre diverse tonnellate di esplosivo vennero stipate nell'edificio del Dopolavoro che si affacciava sempre sul campo della fiera ed in cui erano alloggiati anche buona parte dei soldati prigionieri. A guardia dell'arsenale, che avrebbe contribuito alle opere di fortificazione della Linea Gotica, venne formato un corpo di guardia composto da 10 soldati (scelti fra i 125 prigionieri) con a capo il caporale Gulino Placido.
La sera del 21 gennaio, attorno alle nove di sera, una squadra di partigiani tentò un'azione di sabotaggio collocando un centinaio di metri di miccia tra le casse delle mine e appiccandovi il fuoco. Uno dei soldati di guardia si accorse delle fiamme ed avvertì il caporale Placido che ordinò immediatamente di avvisare gli altri soldati e soprattutto la popolazione del terribile pericolo. Mentre gli altri correvano lungo il paese urlando, Gulino Placido cercò di evitare il peggio tentando di spegnere le fiamme ormai alte qualche metro, ma non ci riuscì. L'esplosione fu tremenda ed il corpo del caporale fu trovato a circa cento metri di distanza riverso contro un muro. Il bilancio finale fu purtroppo tragico: trenta morti ed un paese quasi completamente distrutto.
Per la prima volta le due cittadine si sono ritrovate a commemorare i propri caduti PER NON DIMENTICARE, perché la conoscenza del passato deve insegnarci a non cadere negli stessi errori e a progettare un futuro sempre migliore fatto di democrazia, libertà, solidarietà fra i popoli.

Riportiamo per intero il discorso tenuto dal sindaco Guido Formica, in quanto lo riteniamo di alto valore morale e storico per tutti i cittadini.

"QUEST’ANNO ABBIAMO INTITOLATO LA RICORRENZA DEL 21 GENNAIO “PER NON DIMENTICARE”, COSI’ COME HA FATTO IL COMUNE DI URBANIA CON LA SUA RICORRENZA: IL 23 GENNAIO 1944, QUANDO BOMBARDIERI ALLEATI CAUSARONO LA MORTE DI OLTRE 250 PERSONE E MOLTISSIMI FERITI.
CELEBRIAMO QUINDI UNA SORTA DI GEMELLAGGIO TRA PAESI E TERRITORI FERITI DALLA GUERRA.
STASERA NOI RICORDIAMO GLI OLTRE 30 MORTI E NUMEROSI FERITI DEL 21 GENNAIO 1944 A CAUSA DELLO SCOPPIO DI UN DEPOSITO TEDESCO DI MINE E DINAMITE, DEPOSITO CHE FINO A POCO TEMPO PRIMA ERA DISLOCATO NELLA CITTA’ DI PESARO E CHE FU PER MOTIVI LOGISTICI TRASFERITO NEL NOSTRO PAESE PER SOTTRARLO AL RISCHIO DEI BOMBARDAMENTI ANGLO-AMERICANI.

NON POSSIAMO PERO’ FARE A MENO DI PORTARE IL NOSTRO PENSIERO ANCHE IN QUEST’OCCASIONE A QUANTO E’ DRAMMATICAMENTE ACCADUTO E CONTINUA AD ACCADERE IN UNO DEI PAESI PIU’ POVERI DEL MONDO: HAITI.
IL TERREMOTO, LA NATURA, HA PROVOCATO UNA PROFONDA FERITA UMANA: PER LA DISTRUZIONE A CUI ABBIAMO ASSISTITO INERMI E PER LA DESOLAZIONE UMANA E CIVILE CHE STIAMO VEDENDO TRAMITE I NETWORKS.
NIENTE PUO’ CANCELLARE L’IMPRESSIONE DI IMPOTENZA UMANA DI FRONTE A DETERMINATI FATTI, MA NIENTE DEVE IMPEDIRE LA NOSTRA VOGLIA DI SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DI CHI IN QUESTO MOMENTO SOFFRE E HA PERSO TUTTO, MA PROPRIO TUTTO.
E NULLA PUO’ E DEVE CANCELLARE LA SPERANZA CHE ACCENDE GLI OCCHI DEI BIMBI, DEGLI UOMINI E DELLE DONNE ESTRATTI VIVI DALLE MACERIE.

SONO IMMAGINI CHE CHI HA VISSUTO LA GUERRA HA SICURAMENTE GIA’ VISTO.
LE MACERIE CHE STASERA RICORDIAMO INFATTI SONO MACERIE DI GUERRA, ORRORI DI GUERRA, DATE, LUOGHI CHE DOBBIAMO SCOLPIRE IN MODO INDELEBILE NELLE NOSTRE MENTI E NELLE NOSTRE COSCIENZE.
21 GENNAIO, I MORTI DI MONTECCHIO
23 GENNAIO, I MORTI DI URBANIA
E TANTI ALTRI GIORNI E LUOGHI CHE RICORDANO DOLORE ED ORRORE.

MA ANCHE 27 GENNAIO 1945, LA DATA CHE SIMBOLEGGIA UNA PER TUTTE I MORTI DELLA PIU’ GRANDE E MALEDETTA OPERAZIONE DI STERMINIO DI MASSA PROGETTATA DALL’UOMO, LA SHOAH, IL CRIMINE DELL’UMANITA’ CONTRO L’UMANITA’.
LA GIORNATA DELLA MEMORIA RICORDA LE VITTIME DELL’OLOCAUSTO, DELLE LEGGI RAZZIALI, DELLE DEPORTAZIONI, LO STERMINIO DI EBREI, OPPOSITORI DI REGIME, DI ROM, DI OMOSSESSUALI, TUTTI COLORO CHE SI OPPOSERO AI MASSACRATORI, FINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO: ANTIFASCISTI, MILITARI, GENTE COMUNE, ANIMATA DA GENEROSO E INCOMPARABILE ISTINTO UMANITARIO.

VA CITATO ANCHE IL 10 FEBBRAIO, IL GIORNO DEL RICORDO, DELLE FOIBE, DELL’ESODO DI MIGLIAIA DI ITALIANI, TUTTE LE VITTIME DELLA PULIZIA ETNICA E DEL TERRORE JUGOSLAVO, TUTTE LE VITTIME DEL COSIDETTO CONFINE MOBILE, TUTTE LE VITTIME DELLA VENDETTA STORICA E POLITICA

MA PERCHE’ TUTTO QUESTO?
LA RISPOSTA E’ UNA SOLA: LA GUERRA, LA SECONDA GUERRA MONDIALE NELLO SPECIFICO.
EBBE A SCRIVERE INDRO MONTANELLI “SI ANDAVA ALLA CATASTROFE. TUTTI LO SAPEVANO, MA CI SI ANDAVA SORRIDENDO” E ALLA FINE FU SOLO MORTE E DISTRUZIONE E NESSUNA GLORIA.
C’E’ STATO UN PERIODO IN CUI L’EUROPA, IL MONDO E’ STATO SCONVOLTO, FEROCEMENTE SCONVOLTO, IN CUI PERVERSE IDEOLOGIE HANNO TRASCINATO IL NOSTRO, COME ALTRI PAESI, NELLA SPIRALE DELL’ORRORE.

“MEDITATE CHE QUESTO E’ STATO” DISSE PRIMO LEVI.
QUANTE GENERAZIONI ANCHE CULTURALMENTE PARLANDO, SONO PASSATE DA ALLORA? OLTRE 60 ANNI CI DIVIDONO DALLA FEROCIA DELLA GUERRA.

MI RIVOLGO AI GIOVANI, IN PARTICOLARE A QUELLI CHE NON HANNO PIACERE A STUDIARE, A CONOSCERE LA STORIA, QUELLA DEGLI UOMINI, DELLE DONNE, DEGLI UMILI, DI QUELLI CHE HANNO LAVORATO, SOFFERTO, RESISTITO, ED HANNO RICOSTRUITO NAZIONI RIDOTTE A MACERIE, DI QUELLI CHE HANNO AVUTO LA VOLONTA’ DI VIVERE PER SE’ E PER GLI ALTRI.

IL FUTURO NON ESISTE SENZA MEMORIA.
PER OGNI SITUAZIONE DEL PRESENTE ABBIAMO DA RICHIAMARE UN RICORDO DEL PASSATO DAL QUALE ATTINGERE ESPERIENZA E SAGGEZZA.
IL MALE PEGGIORE DEL NOSTRO TEMPO, INVECE E’ LA FUGA IN AVANTI, QUEST’ANSIA DI SVILUPPO, DI CRESCITA SENZA QUALITA’, DI CRESCITA SENZA FINE CHE CI CONDANNA FORSE A SCOPPIARE.

RICOSTRUIAMO LA MEMORIA E DIAMO UN GIUSTO PESO ALLA STORIA.
L’ITALIA E’ UN PAESE SMEMORATO? DOVE SISTEMIAMO OGNI SCHELETRO NELL’ARMADIO? IN CUI TUTTO VIENE RIMOSSO? IN CUI TUTTO CADE NEL POZZO DELL’INDIFFERENZA?
RIPARTIAMO DA ZERO, GUARDIAMO INDIETRO PER VEDERE MEGLIO AVANTI, RIMETTIAMO LE COSE ANTICHE AL LORO POSTO E RIDIAMO UN VALORE A QUELLE DIMENTICATE.

QUINDI, NON POSSIAMO E NON DOBBIAMO TACERE PREOCCUPAZIONI CHE NON SONO SOLO NOSTRE MA CHE HANNO TROVATO GIUSTA CORRISPONDENZA NELLE PAROLE DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO E TRAMITE LE PAGINE DELL’OSSERVATORE ROMANO, DELLA CHIESA CATTOLICA.
PARLIAMO DEI RECENTI FATTI DI ROSARNO DOVE E’ STATO SVELATO UN QUADRO SOCIALE FORTEMENTE ALLARMANTE, UN QUADRO DI BRUTALE SFRUTTAMENTO DELL’UOMO E ANNULLAMENTO DEI DIRITTI.
UNA IGNOBILE SITUAZIONE DI TRASFERIMENTO DI COLPE TRA ISTITUZIONI, ASSENZA DI GOVERNO, ASSENZA DI RESPONSABILITA’, UMANITA’ E TRASPARENZA, PER ASSISTERE ALLA FINE ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLE VITTIME.
A ROSARNO PURTROPPO E’ VENUTA MENO L’AFFERMAZIONE DEI VALORI DI LEGALITA’ E DI SOLIDARIETA’, TRATTI COSTITUTIVI DI UNA COMUNITA’ MODERNA.
C’E’ STATO UN CHIARO EPISODIO DI RAZZISMO E DI XENOFOBIA, UN ODIO MUTO E SELVAGGIO CHE, ERRONEAMENTE, CREDEVAMO DI AVER SUPERATO.

MEDITATE, ANCHE NOI SIAMO STATI “IL PAESE DELLE LEGGI RAZZIALI”.
MEDITATE, L’ESSERE UMANO E’ CAPACE DI COSE MERAVIGLIOSE MA ANCHE DI INDICIBILI NEFANDEZZE.
LE GIORNATE DI MEMORIA COLLETTIVA SONO UN’OCCASIONE PREZIOSA PER UNA FERMA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ NEL PRESENTE E PER IL FUTURO AFFINCHE’ SI RAFFORZI QUELLA COSCIENZA CIVILE NECESSARIA A CONTRASTARE OGNI MANIFESTAZIONE DI RAZZISMO E ANTISEMITISMO, ANCOR OGGI TROPPO PRESENTI E DIFFUSI.
IL FUTURO E’ NELLA COSCIENZA DEI GIOVANI MA E’ NELLE NOSTRE MANI L’IMPEGNO NELLA TRASMISSIONE DELLA MEMORIA E DEI VALORI DI LIBERTA’, PACE E DEMOCRAZIA.


I TERRIBILI ANNI DEL 1943-1944 FURONO GLI ANNI DELLE SCELTE.
L’8 SETTEMBRE 1943 IN QUESTO PAESE, ORMAI COMPLETAMENTE OCCUPATO DAI TEDESCHI, DIVENTATI ALL’IMPROVVISO DA ALLEATI OCCUPANTI, CI FU UN ARMISTIZIO.
L’ESERCITO ERA STATO LASCIATO SENZA ORDINI.
NEL CAOS CHE NE SEGUI’ MOLTI RAGAZZI RESTARONO NELLE CASERME E VENNERO DISARMATI E FATTI PRIGIONIERI DAI TEDESCHI.
ALTRI SI AGGREGARONO O FURONO AGGREGATI ALLA TODT GERMANICA.
ALTRI SCAPPARONO E SI NASCOSERO.
ALTRI SI PRESENTARONO ALLA REPUBBLICA DI SALO’ VOLONTARI.
ALTRI ANCORA PARTIRONO PER LE MONTAGNE E SI ORGANIZZARONO IN BANDE PER COMBATTERE GLI OCCUPANTI TEDESCHI E I REPUBBLICHINI.
I RAGAZZI CHE COSTITUIRONO LE PRIME BANDE ERANO DUNQUE RAGAZZI DI LEVA, RAGAZZI NORMALI.
NASCE COSI’ LA RESISTENZA.
I GIOVANI DI QUEGLI ANNI EBBERO SICURAMENTE DIFFICOLTA’ A COMPIERE QUELLA SCELTA: IL FASCISMO LI AVEVA EDUCATI SIN DA PICCOLI, L’INFORMAZIONE E LA PROPAGANDA DI REGIME NASCONDEVANO LE ATTIVITA’ SECONDARIE DEL FASCISMO.
MA ESSI FECERO LA SCELTA GIUSTA.

IL SABATO POMERIGGIO DEL 30 GENNAIO PRESENTEREMO UNA PAGINA IMPORTANTE MA NON ANCORA CONOSCIUTA COMPLETAMENTE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE ATTRAVERSO LA PRESENTAZIONE DA PARTE DEI SUOI AUTORI DI UN LIBRO: “GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI NEI LAGER NAZISTI”.

DOPO L’8 SETTEMBRE 1943 TRENI E TRENI CARICHI DI SOLDATI E DI CIVILI SEGNARONO L’INIZIO DELLA DEPORTAZIONE DEGLI ITALIANI NEI CAMPI DI LAVORO IN GERMANIA, “IN UN ALTROVE TEMUTO”.
IL NOSTRO PICCOLO IMPEGNO DI PROTEGGERE LA MEMORIA CI PORTA A RICORDARE QUEI GIOVANI MILITARI CHE NON CEDETTERO NE’ AL FASCISMO NE’ AL NAZISMO E MORIRONO MASSACRATI PER QUESTO, COME A CEFALONIA, O PERIRONO PRIGIONIERI NEI CAMPI DI LAVORO, NEI LAGER NAZISTI, SCHIAVI DI HITLER.
CONSERVIAMO IL RICORDO DI QUESTO SACRIFICIO, DEL SACRIFICIO DELLA GIOVINEZZA DI QUESTI RAGAZZI, DI UN SACRIFICIO, QUELLO DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI, FATTO NELLA SPERANZA CHE QUESTO NOSTRO PAESE POTESSE RITORNARE LIBERO E GIUSTO E IL LORO SACRIFICIO HA DATO SICURAMENTE VALORE ALLA NOSTRA DEMOCRAZIA.

COS’ERA IL NOSTRO TERRITORIO NEL 1944, I NOSTRI PAESI, LE NOSTRE CAMPAGNE, LE NOSTRE COLLINE IN PIENA GUERRA?
QUI PASSAVA LA FAMOSA E MALEDETTA LINEA GOTICA O LINEA DEI GOTI.
TUTTA LA LINEA DESTRA DEL FIUME FOGLIA ERA STATA SGOMBRATA DA OGNI OSTACOLO.
CASE, ALBERI, FILARI DI VITI ERANO STATI ABBATTUTI, DEMOLITI.
MONTECCHIO ERA RIDOTTO AD UN CENTRO LOGISTICO PER LA WERMACHT, UN DEPOSITO DI MINE E DINAMITE.
TUTTO ERA STATO FATTO PER FERMARE L’OTTAVA ARMATA DEGLI ALLEATI, TUTTO ERA PRONTO PER LA MATTANZA DI INGLESI, CANADESI, POLACCHI.
IL CIMITERO DI GUERRA DI MONTECCHIO, IL MONUMENTO DI MONTELURO AI CADUTI CANADESI RICORDANO ALTRE GIOVANI VITE SPEZZATE.
LO SFONDAMENTO DEL FRONTE AVVENNE POI ALLA FINE DELL’ESTATE.
IL SABOTAGGIO DELLE BRIGATE PARTIGIANE, NELL’OTTICA DI AGEVOLARE IL PASSAGGIO AL NORD DELLE TRUPPE ANGLO-AMERICANE, FECE ESPLODERE IL DEPOSITO E CONSEGUENTEMENTE IL PAESE INTERO.
FATALITA’, IMPERIZIA, DISGRAZIA, SOTTOVALUTAZIONE DEGLI EFFETTI, ERRORE?
DISSE ENNIO BARBANTI, PROPRIO QUI NEL 1984, “DOMANDE CHE NON HANNO E FORSE NON AVRANNO MAI UNA RISPOSTA. LA GUERRA E SOLTANTO LA GUERRA E’ STATA LA VERA ARTEFICE DI TANTE ROVINE. ERAVAMO IN PRIMA LINEA E IL NOSTRO TERRITORIO ERA ATTRAVERSATO DALLA LINEA GOTICA, ED ERA ESPOSTO QUINDI AD OGNI ATTO DI GUERRA”.

NEL 1974 FU INAUGURATO, ANCHE PER OPERA DEI PARENTI DELLE VITTIME CIVILI DELLO SCOPPIO, IL MONUMENTO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI CHE LA FURIA DELLA GUERRA NON HA RISPARMIATO.
L’AVVVENIMENTO DEL 21 GENNAIO 1944 FA ORMAI PARTE DELLA NOSTRA STORIA, SIA ESSO DI MONITO A NOI E ALLE FUTURE GENERAZIONI: NON E’ CON LA GUERRA CHE SI COSTRUISCONO MONDI MIGLIORI.
LA COMMEMORAZIONE DELL’EVENTO FA IN MODO CHE LE GENERAZIONI CHE SI SUSSEGUONO NON DIMENTICHINO MAI L’ORRORE ED IL DOLORE CHE PORTA UNA GUERRA.
LA GUERRA, CHE ANCHE QUI PASSO’, NON LASCIA MAI NULLA DI QUELLO CHE GLI UOMINI, LE DONNE, I RAGAZZI CUSTODISCONO, NE’ CASE, NE’ CAMPI, NE’ ALBERI.
ANZI ALLA FINE RIMANGONO SOLO E SEMPRE DISTESE DI MACERIE.
LA GUERRA CHE ANCHE QUI PASSO’ CI HA PERO’ LASCIATO UN’EPOPEA DI UMANITA’ RITROVATA, GENTE CHE HA CERCATO UNA NUOVA VOLONTA’ DI VIVERE, DOPO IL LIMITE ESTREMO DELL’ORRORE, DELL’ATROCITA’ E DELLA MISERIA.

DOBBIAMO QUINDI ESSERE TUTTI TESTIMONI, UTILI PER DIGNITA’ E CONSAPEVOLEZZA, PER DIRE CHE LA GUERRA VA GIUDICATA DAI SUOI EFFETTI E DALLE SUE EFFIMERE CAUSE E QUANTO ESSA SIA UMANAMENTE SCANDALOSA.

COMPIAMO UN VIAGGIO NEL TEMPO, NEL PRESENTE E NEL PASSATO, SENZA RANCORI E SENZA VOGLIE DI RIVALSA, MA COME UN ATTO D’AMORE VERSO UNA TERRA, QUESTA, DOVE C’E’ STATO UN TEMPO IN CUI SI E’ RISCHIATO DI PERDERE LA VITA, MA CHE HA DATO TANTO E CI HA DATO TUTTO.


IL SINDACO
GUIDO FORMICA"


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Fonte:
 

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