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28/02/2010 homepage  
Montecchio, Cittadino anch’io
Sabato 27 febbraio 2010, alle ore 17,00, presso la sala conferenze dell’Hotel Bllu Arena di Montecchio,la Provincia di Pesaro-Urbino e il Comune di Sant’Angelo in Lizzola hanno tenuto una conferenza sul tema "Cittadino anch’io. L’integrazione nella realtà territoriale”.
Alla manifestazione sono intervenuti il Sindaco del Comune di Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica, l’Assessore Provinciale alla Integrazione Culturale Alessia Morani, il rappresentante della Redazione Dossier Immigrazione della CARITAS delle Marche Luciano Schiaroli e il responsabile del Centro Culturale di Integrazione di Macedoni Musulmani Ferat Sulemani. L’Assessore ai servizi sociali del Comune di Sant’Angelo in Lizzola Barbara Torcolacci, che avrebbe dovuto tenere la relazione introduttiva, ha dovuto disertare l’incontro per motivi di salute.
Gli interventi di tutti i partecipanti alla manifestazione hanno messo in evidenza gli elementi più importanti della questione legata all’immigrazione nel nostro territorio dell’Unione dei Comuni da parte di persone provenienti da altre realtà e da altri continenti.
Dall’analisi dei dati, presentati dal sindaco del Comune di Sant’Angelo in Lizzola e dal responsabile della CARITAS Marche, si è potuta valutare meglio la realtà che stiamo vivendo sia a livello comunale che a livello provinciale e regionale. Nel Comune di Sant’Angelo in Lizzola, così come negli altro Comuni dell’Unione, la presenza degli extra-comunitari è andata sempre più aumentando in questi anni tanto che risulta essere il doppio della media provinciale. Questo aspetto della realtà locale, che inizialmente è stato vissuto da noi come in tutta Italia, come un fenomeno nuovo e imprevisto, ora è diventato uno stato di fatto con il quale le istituzioni devono fare i conti. Se da una parte l’aumento della popolazione straniera ci fa capire che il nostro territorio in questi anni è risultato essere un polo attrattivo per motivi di lavoro, dall’altra ci impone oggi, che viviamo una stagione di crisi, una politica che miri all’integrazione di queste nuove forze lavoro.
Il problema viene affrontato dalle amministrazioni locali nel migliore dei modi , utilizzando i mediatori culturali, le strutture scolastiche ( dove per eccellenza avviene l’integrazione fra i bambini di diverse culture), una politica residenziale che non preveda la concentrazione in determinate aree di persone della stessa etnia, momenti di incontro in cui conoscersi meglio.
Si tratta, insomma, di governare la situazione e non permettere che i pregiudizi, la paura del diverso o le campagne mediatiche possano incrinare i buoni rapporti che si sono istaurati tra le diverse comunità locali, perché di fronte al problema dell’immigrazione si può rispondere solamente con il dialogo.
Anche l’intervento del sig. Ferat Sulemani è stato piuttosto illuminante sulla questione, perché ha messo in evidenza il fatto che, di fronte alla crisi attuale, i primi a trovarsi in difficoltà, a perdere il posto di lavoro, a sopravvivere senza un salario sono proprio gli extra-comunitari. Di fronte ad una tale situazione e per aiutare coloro che si trovano in gravi condizioni economiche è stato creato il Centro Culturale di Integrazione di Macedoni Musulmani , che è un luogo dove “la porta è aperta a tutti”, dove ognuno può trovare aiuto, solidarietà, comprensione e stimolo all’ integrazione con la realtà locale.
L’integrazione degli immigrati nel tessuto sociale può avvenire solamente con il dialogo, con il conoscersi meglio, con l’accettare il meglio delle diverse etnie, culture e religioni e non con gli steccati, con i muri o con l’indifferenza.
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Fonte: ``
 

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