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18 Agosto 2018 - 10:51

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11/10/2010 homepage  
Anniversario Unità d’Italia

I Socialisti delle Marche ricordano il 150° anniversario della battaglia di Castelfidardo e manifestano in difesa dell'Unità d'Italia

Il prossimo anno ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e già molte iniziative vengono prese per ricordare questo evento che dovrebbe essere sentito profondamente da ognuno. Soprattutto in questo periodo in cui certi valori vengono messi in discussione, in cui le spinte localistiche e territoriali tentano di minare l’unità del Paese e gli egoismi hanno il sopravvento sulla solidarietà, è necessario che ognuno di noi rifletta sulla storia del nostro Paese.
Proprio in questi giorni assistiamo ad uno spettacolo davvero poco edificante per gli italiani: un ministro della Repubblica che tocca il culmine della sua offensiva contro l’unità d’Italia, offendendo pesantemente e in modo sguaiato i cittadini di Roma; la bisbocciata riappacificatrice fra Leghisti e romani che però non risolve la frattura fra il nord ed il resto d’Italia.
E’ in questo clima che vogliamo mettere in evidenza la manifestazione che si è tenuta a Castelfidardo il 4 settembre scorso, quando i socialisti delle Marche hanno tenuto una manifestazione in difesa dell’Unità d’Italia, di cui ci hanno inviato una sintesi dell’intervento che il Presidente del Gruppo Alleanza Riformista alla Regione Marche, Moreno Pieroni, ha pronunciato in quella occasione.
Riteniamo che il discorso abbia un valore politico, storico e morale e pertanto lo riportiamo integralmente:

“ Care Compagne, Cari Compagni
oggi è un'altra giornata molto importante per la storia del Movimento Socialista nelle Marche
Ci troviamo infatti, a vivere un momento in cui il sistema politico italiano, all'interno di un pericoloso stato confusionale complessivo, sembra dimenticare, calpestare, mettere in discussione o non dare il giusto significato, soprattutto con la Lega di Bossi, all'identità e all'Unità Nazionale. E' per questo che crediamo sia fondamentale sottolineare questo valore per costruire un futuro dove coesione e solidarietà siano i valori cardine della nostra società.
Per questo ritengo importante e significativa la scelta della segreteria nazionale del Partito Socialista, di concludere proprio qui a Castelfidardo, in occasione del 150° anniversario di una battaglia fondamentale per l'Unità d'Italia che si svolse in questi luoghi il 18 settembre 1860, il percorso dei luoghi più significativi di una lunga lotta, sviluppata per decenni, per conquistare il bene supremo dell'unità, e quindi dell'identità nazionale.
Nel 1815 al Congresso di Vienna, l'Italia era stata sprezzantemente definita una .."mera espressione geografica", a questo si sono ribellate intere generazioni di patrioti attraverso tre Guerre d'Indipendenza ed un impegno che è stato, innanzitutto, culturale e di diffusione dei valori di libertà, di autodeterminazione, di sovranità nazionale. Una lotta che ha unito, su terreni diversi tra loro, il liberale Cavour con il cattolico Manzoni, il laico e repubblicano Mazzini con il socialismo umanitario e
non marxista di Giuseppe Garibaldi. E non è, quindi, per caso che oggi proprio quelle culture, tornano a battersi insieme per difendere e consolidare, nel quadro del mondo globalizzato del terzo mlflenn/o, i
valori sempre attuali che vennero conquistati 150 anni fa con l'Unità d'Italia ....basta leggere le pagine di questi 150 anni per
affermare come faceva Pietro Nenni, che la vicenda politica del movimento socialista si intreccia in modo indissolubile alla Storia d'Italia attraverso la spedizione dei Mille, quindi addirittura sin da prima
della nascita del PSI avvenuta nel 1892.
Ignazio Silone, sull'Avanti del 10 giugno 1946, appena proclamata ufficialmente la Repubblica, titolava: "Grazie a Nenni". Una storia quindi quella socialista, che non a caso, quando è stata sconfitta e relegata in un angolo, l'Italia a conosciuto i suoi momenti peggiori: dal ventennio fascista al periodo del "Centrismo" con la Celere di Sceiba e i licenziamenti politici di massa durante gli anni 50', al "Compromesso storico" e negli anni 70', con i socialisti deboli e divisi e il terrorismo dilagante che culmina con il barbaro assassinio di Aldo Moro,
....... arriviamo infine ai giorni nostri, alla falsa rivoluzione di Mani Pulite, del biennio del Terrore Giacobino 1992-1994, in cui i socialisti hanno pagato per tutti un sistema politico basato sul finanziamento illecito che funzionava così sin dal 1948, che riguardava tutti, e che nulla aveva a che vedere con una corruzione e un arricchimento personale, che pure esisteva e che d'altronde non è stato realmente perseguito, perché diverso era il vero obiettivo, tant'è che oggi dopo 16 anni di una 11° Repubblica mai nata, il fenomeno della corruzione è più esteso e radicato di allora.
Quando, invece, i socialisti e il PSI sono stati uniti e forti, è sempre la storia, quella oggettiva, a dirlo, l'Italia ha conosciuto i suoi momenti migliori, quelli di maggiore sviluppo e di crescita civile, sociale ed economica.
E' da questo che il PSI vuoi e deve ripartire, avere davvero un™Nuovo Inizio", non per noi ma per il bene dell'Italia.
I nostri errori li abbiamo pagati tutti, per tutti, ad un prezzo altissimo. Siamo gli unici, oggi, ad avere tutte le carte in regola per essere credibili contro l'affarismo dilagante per batterci per una vera fase Costituente da cui possa nascere finalmente la Terza Repubblica, attraverso quella Grande Riforma Costituzionale che proponemmo, inascoltati, per primi con Bettino Craxi e Claudio Martelli negli anni 80 insieme alla "Società che valorizza i Meriti e sostiene i Bisogni".
Siamo credibili contro il falso federalismo razzista della Lega, che vuoi dividere e discriminare ed a favore di un federalismo solidale delle autonomie regionali perché siamo stati, come socialisti, quelli che le regioni le hanno davvero volute! Siamo, infine, credibili contro il Giustizialismo e il Populismo di Di Pietro e Berlusconi, due facce della stessa medaglia di cui abbiamo conosciuto gli effetti sulla nostra pelle.
Anche qui nelle Marche tocca a noi! Dobbiamo ripartire dalla nostra cultura, dai nostri valori, ideali, possiamo farcela anche con le nostre, attuali, piccole forze. Proviamoci insieme, care compagne e cari compagni, perché mai come oggi possiamo affermare con forza e grande dignità che "IL NOSTRO FUTURO HA RADICI ANTICHE".”

Fonte:
 

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