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07/01/2011 homepage  
E se cominciassimo a fare il Comune Unico in tre? di Alberto Cudini
Nell’ultimo mese dello scorso anno, l’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo è stata al centro delle discussioni sui quotidiani locali per la questione relativa alla nomina di un comandante unico del corpo dei Vigili Urbani dell’Unione dei Comuni con quello di Pesaro.
Dopo la comparsa di qualche articolo che insinuava che la suddetta soluzione fosse dovuta ad una crisi economica dell’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo, venerdì 3 dicembre su il “Resto del Carlino” compariva il seguente titolo “L’Unione non affonda…..naviga a vista” nel senso che lo stallo è totale a causa della crisi economica in atto e ai tagli governativi di oltre 470.000 euro.
Credo che i cittadini abbiano la percezione che la grande speranza, riposta nella realizzazione dell’l’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo e, di conseguenza, nella costituzione finale di un Comune Unico, si stia pian piano sgretolando, considerati i dimensionamenti avvenuti in questi ultimi anni.
Il ridimensionamento di Futura Servizi ( la società in house dell’Unione), dovuto a nuove normative, ma anche al fatto che non tutti i Comuni hanno conferito alla Società determinati servizi come ad esempio il trasporto scolastico, l’illuminazione pubblica, i servizi cimiteriali ed altri, ha portato ad una riduzione del personale.
La nomina dell'Avv. Gianni Galdenzi a unico comandante dei vigili urbani di Pesaro e Pian del Bruscolo, pur avendo portato dei vantaggi all’Unione, viene percepita come una nuova falla che si viene a creare nella prospettiva della realizzazione di una struttura sovracomunale unica, che gestisca il territorio in modo uniforme.
Nel 2004, in occasione delle elezioni amministrative, i partiti che aspiravano a governare i 5 Comuni dell’Unione sottoscrissero un documento politico intitolato “Io ho un sogno da realizzare, la città futura” che iniziava con queste parole:

Il nostro sogno da realizzare, il nostro progetto, è quello di costruire una città policentrica, che metta assieme, in un unico progetto territoriale ed urbanistico, i paesi dei Comuni di Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola e Tavullia.
Una città dove sia garantita l’occupazione, la sicurezza e la prosperità, immersa nel verde, con un traffico ordinato e con piste ciclabili e pedonali, dove la casa possa essere un diritto per tutti. Una città con servizi sociali e scolastici efficienti, dove gli anziani in stato di bisogno siano seguiti nelle loro case, con centri d’accoglienza e luoghi per lo svago, dove i ragazzi possano crescere in una contesto sano, usufruendo di parchi ed attrezzature sportive. Una città dove sia superata la povertà, e la solidarietà sia un patrimonio di tutti, dove la dignità del lavoro sia sempre assicurata a tutti, una città attraversata da un fiume pulito, con aria pura, una bella e orgogliosa città
.
Dopo una premessa di carattere generale continuava in questi toni:
Per dare più forza alle nostre esigenze bisogna potenziare lo strumento istituzionale della nuova Unione dei Comuni, accrescendone competenze, creando uffici unici in diverse materie con nuove professionalità in particolare nei settori dell'urbanistica e i lavori pubblici.
Bisogna unificare le due attuali gestioni dei servizi affidandoli ad un unico soggetto con la possibilità di espansione anche fuori della bassa Val del Foglia, integrandosi, se del caso, anche con la nuova società provinciale dei servizi pubblici locali.
Altri obiettivi amministrativi per la nuova legislatura oltre a quanto già evidenziato saranno i seguenti:
1)Urbanistica e LL.PP.- Pianificazione unitaria per il territorio dell’Unione e creazione di un Ufficio unico per la progettazione ed i lavori pubblici;
2)Mobilità - Programma delle infrastrutture di mobilità, riorganizzazione della viabilità e della sicurezza stradale, realizzazione di piste ciclabili e pedonali attraverso progetti e interventi integrati. Sviluppo dei sistemi di trasporto pubblico;
3)Centro Civico dell’Unione - dare visibilità e fisicità all’Unione dei Comuni, costruendo il palazzo dell’Unione che ospiti anche gli uffici decentrati della Provincia e delle aziende di servizi
.

Nel 2009, in occasione delle ultime elezioni amministrative, nel documento dei candidati sindaci del centrosinistra, sulla questione si legge:
……………La prima prova è quella di un comune disegno urbanistico nel quale l’armonizzazione delle destinazioni consenta, anche attraverso una unica regolamentazione edilizia, risparmio del territorio, risparmio energetico e rispetto ambientale.
I servizi da integrare sono prioritariamente quelli dei trasporti, i servizi scolastici, educativi, sociali, di manutenzione. In tali campi è possibile raggiungere al tempo stesso una maggiore funzionalità e un risparmio di risorse con vantaggi netti per i cittadini sia in termini di semplicità di utilizzo, rapidità delle prestazioni che di minori costi da sopportare.
Poi pensare in una logica di area piuttosto che di singoli comuni tutte le attività culturali, turistiche e sanitarie.
Il nostro territorio è un’area particolare, sospesa tra il mare di Pesaro e le nostre colline, che può favorire le attività di tipo turistico e culturale.

……………………I suddetti candidati sindaci decidono pertanto, in caso di vittoria, di:

1.dar vita ad un coordinamento che sulla base degli indirizzi qui sinteticamente indicati, getti le basi e stabilisca i passi per l’attuazione di un Piano Strategico relativamente alle linee, gli obiettivi e le azioni per il nostro territorio;
2.portare nei rispettivi consigli comunali, per la discussione e l’approvazione, un documento con contenuti chiaramente definiti in questo senso;
3.contribuire, con l’elaborazione culturale, oltre che con la pressione politico-istituzionale, a una definizione più ampia e compiuta di aggregazione funzionale, la concertazione delle politiche, l’armonizzazione dei processi decisionali tra i comuni
.

Anche in questo secondo documento le prospettive sembravano portare convintamente ad un maggiore potenziamento dell’Unione e ad un percorso sempre più coordinato verso il Comune unico.
Con il trascorrere degli anni, con il cambio degli amministratori avvenuto nel 2009, con l’attuale crisi economica generale e con le inevitabili e comprensibili spinte autonomistiche di ogni Comune, le aspettative, le speranze e gli entusiasmi sono andati pian piano scemando, tanto che oggi la situazione, come abbiamo detto all’inizio, è piuttosto ferma soprattutto dal punto di vista politico e strategico.
E’ vero, in questi anni si è realizzato un nuovo asilo sovracomunale, si sta completando e presto verrà inaugurata la sede dell’Unione, si è realizzata la Memoteca e il sistema bibliotecario unico, ma dove sono l’Ufficio Tecnico unico, la realizzazione della scuola superiore, Il centro di aggregazione per anziani, la stazione unificata dei Carabinieri, il completamento della struttura sportiva di Pian del Bruscolo ?

Quello che manca è una spinta convinta di tutte e 5 le amministrazioni comunali dal punto di vista politico verso lo sbocco naturale e inderogabile che è il Comune Unico.
In un momento di grande difficoltà economica del Paese e di sofferenza istituzionale, con gli enti locali che faticano a dare risposte alle sempre maggiori esigenze di servizi pubblici e sociali, un buon politico perseguirebbe con convinzione e con tenacia la necessità di sviluppare quel processo d’aggregazione degli enti e di semplificazione amministrativa, che è l’esatto contrario della disgregazione e del particolarismo che invece sempre più spesso è invocato, per confortare improbabili identità culturali o territoriali.
Le Unioni, com’era inizialmente previsto all’atto della loro introduzione legislativa, avrebbero dovuto avere uno sbocco finale nella unificazione dei comuni interessati. Questo processo avrebbe favorito la razionalizzazione della spesa e la specializzazione professionale dei dipendenti, permettendo di dare più servizi e con maggiore qualità.

L’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo è stata e resta un importante passo nella direzione giusta, considerato anche il fatto che in altre realtà della provincia, della regione o del territorio nazionale si sta seguendo lo stesso percorso.
Ora sarebbe necessario accelerare il cammino verso la creazione del terzo comune della provincia: un comune unico ci permetterebbe di accelerare notevolmente i processi di riorganizzazione amministrativa, altrimenti troppo lenti e suscettibili di continue frenate politiche e burocratiche; di accrescere la forza contrattuale e politica nei confronti della Regione, della Provincia e degli altri livelli di governo; di qualificare il territorio per azioni innovative e per il livello degli obiettivi da raggiungere.
Sarebbe ora di abbandonare ogni campanilismo e guardare con decisione al futuro per non compromettere definitivamente il nostro territorio; sarebbe ora di dialogare su tutto ciò che riguarda la programmazione e coordinamento territoriale, fermarsi a riflettere più complessivamente del nostro territorio e nel contempo fare uno sforzo per gestire insieme le politiche sociali, culturali e quelle della sicurezza.
Sarebbe ora di evitare polemiche inutili perfino su una convenzione che Sant’Angelo in Lizzola e Monteciccardo starebbero per sottoscrivere, con la quale il Comune di Monteciccardo intende assumere un operaio per gestire, insieme ai tre del Comune di Sant’Angelo in Lizzola, la manutenzione dei patrimoni comunali.
Il progetto del Comune Unico, costituito dai 5 territori del Pian del Bruscolo, non decolla per i motivi che abbiamo detto all’inizio, ma anche perché i 5 sindaci non riescono ad avere una visione univoca sul futuro di questo nostro territorio ed ognuno, nella propria autonomia, cerca di fare gli interessi della sua comunità.

Ed allora perché non pensare ad un’altra soluzione?

Considerato che una delle ultime delibere del Consiglio Comunale di Sant’Angelo in Lizzola della passata legislatura, approvato all’unanimità, auspicava la realizzazione del Comune unico; preso atto che il Comune di Monteciccardo collabora strettamente con quello di Sant’Angelo in Lizzola avendo in comune un ingegnere, il segretario comunale e presto anche gli operai; valutato il fatto che il Comune di Colbordolo, prima con il sindaco Rugoletti, poi con Fabi ed ora con il sindaco Pensalfini, ha sempre creduto nella bontà del progetto unificante dei comuni della bassa Val del Foglia, propongo di fare il Comune Unico fra queste tre realtà.
Si potrebbe cominciare con l’unificazione di un ufficio unico sui servizi sociali, sulla mobilità e traffico, sugli appalti, sul commercio e adottare un unico Piano regolatore che permetta una visione unitaria dello sviluppo territoriale.
Potrebbe essere un primo passo verso quella soluzione istituzionale più ampia , che sia in grado di progettare e gestire il futuro del nostro territorio di Pian del Bruscolo e spingere così le altre due amministrazioni comunali di Tavullia e Montelabbate a sciogliere definitivamente il nodo di fronte al quale ci troviamo tutti.

Fonte:
 

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