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13/02/2011 homepage  
Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia 1939-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
Ieri, alle ore 17,00 nella sala Conferenze dell’Hotel Blu Arena a Montecchio, è stato presentato il libro “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia 1939-1945” di Mario Avagliano e Marco Palmieri.

La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione Comunale di Sant’Angelo in Lizzola in occasione della Giornata della Memoria, ha visto la presenza del Sindaco Guido Formica, del co-autore del libro Marco Palmieri, del direttore ISCOP di Pesaro Luca Gorgolini , di amministratori, consiglieri e di un folto gruppo di cittadini interessati.

Il Sindaco Guido Formica ha aperto la manifestazione ricordando sommariamente il periodo storico (1939-1945) in cui gli ebrei italiani hanno subito, da parte del regime fascista, prima le leggi razziali e poi le persecuzioni che li hanno condotti verso i campi di sterminio.
Ha poi messo in evidenza il fatto che la presentazione del libro non è altro che la continuazione di quel progetto che ha visto lo scorso anno la presentazione del libro degli stessi autori sull’internamento dei militari italiani dopo l’8 settembre del 1943.
L’impegno dell’Amministrazione Comunale, nel rendere viva la memoria dei fatti storici che hanno riguardato l’Italia, continuerà anche in futuro.

Ha preso poi la parola il direttore dell’ISCOP di Pesaro, Luca Gorgolini, che ha rivolto a Marco Palmieri una serie di quesiti sui fatti riportati e sui risultati emersi dalle ricerche effettuate per la stesura dello stesso.

Marco Palmieri, con grande lucidità e chiarezza, ma anche con una evidente passione per l’argomento trattato, ha chiarito il valore del libro.
Innanzi tutto si tratta di un libro che, attraverso diari e lettere , ricostruisce cronologicamente il periodo storico più buio della storia italiana, quello della persecuzione degli ebrei.
Diversamente da un libro basato su testimonianze o ricordi che, inevitabilmente vengono effettuati ad anni di distanza dall’evento e quindi anche trasfigurati dalla conoscenza di ciò che è accaduto, questo volume invece ci fa quasi respirare il momento in cui i diari o le lettere vennero scritti e dunque ci permette di capire l’atmosfera in cui gli ebrei italiani vennero a trovarsi.
Marco Palmieri divide in due periodi ben distini la persecuzione degli ebrei in Italia: dal 1938,anno dell’emanazione delle leggi razziali, all’8 settembre 1943, cioè giorno dell’armistizio e dell’occupazione da parte dei nazisti del territorio italiano.
Nel primo periodo gli ebrei italiani, che pure avevano combattuto durante il risorgimento e la 1° guerra mondiale per l’Italia, all’improvviso subirono un trauma drammatico: vennero banditi dalle scuole, dalle attività economiche ed artigianali, dagli uffici pubblici, vennero depredati dei propri averi, insomma vennero privati della propria identità.
Dai documenti raccolti emerge evidente l’incredulità e la disperazione per le nuove leggi tanto che inizia l’emigrazione all’estero di numerose personalità dalla preparazione e dalla cultura eccelse. Altri, invece, scelsero di continuare a vivere in Italia con la speranza che prima o poi la situazione sarebbe cambiata in meglio. Con l’inizio della guerra, però, gli ebrei italiani vengono internati e chiusi nei campi di concentramento.
Dopo l’8 settembre 1943, invece, sotto la Repubblica sociale italiana iniziano i primi eccidi e le grandi retate, la caccia all’uomo, la fuga, il terrore, la partenza e il viaggio verso i campi di sterminio da cui torneranno solamente 800 persone su 800.000 deportate.

Il libro, insomma, vuole sfatare quel lo stereotipo secondo il quale la persecuzione degli ebrei sia stata solamente opera dei nazisti . In realtà anche in Italia si ebbe lo stesso fenomeno e i documenti riportati assumono …..un significato particolare anche perché costituito di parole scritte dalle vittime di una persecuzione e di un crimine che il nazifascismo voleva mettere a tacere ed annientare, e che invece sono arrivate fino a noi, lasciandoci traccia tangibile, prova storica inconfutabile e memoria indelebile di ciò che è stato.

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Fonte:
 

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