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15/02/2011 homepage  
Gianluca Rossini, consigliere comunale di Sant’Angelo in Lizzola, interviene nel dibattito sul Comune Unico rispondendo alle domande di Fabi.
Nel dibattito apertosi sul nostro sito sulla questione del “Comune unico”, continuano ad arrivare interventi di vario genere che regolarmente pubblichiamo, in quanto siamo convinti della necessità di coinvolgere il maggior numero di persone su un nodo che prima o poi dovrà essere sciolto in un modo o in un altro.

Questa volta pubblichiamo quanto fattoci pervenire dal Consigliere di Maggioranza del Comune di Sant’Angelo in Lizzola, Gianluca Rossini, che, con grande senso civico e politico, ha voluto inserirsi nella discussione, rispondendo alle domande che l’ex Presidente dell’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo, Flavio Fabi , aveva indirizzato agli attuali amministratori dei cinque comuni dell’Unione.

Vorrei intervenire anch’io nel dibattito nato grazie ad Alberto a proposito dell’apparente stallo nella creazione della Città Futura o Comune Unico che dir si voglia.
Come consigliere di maggioranza di Sant’Angelo in Lizzola, nonché delegato a consigliere dell’Unione Pian del Bruscolo, mi sento pienamente coinvolto dalle domande poste da Fabi e dalle critiche di Lucarini.
Innanzi tutto mi fa piacere constatare che i vecchi oppositori del progetto per la Città Futura (oppositori a parole più che nella forma) oggi si ritrovano essere tra i più ferventi sostenitori della causa! Evidentemente chi è da sempre abituato solo a criticare le decisioni della maggioranza deve continuare a farlo sempre e comunque, senza troppo curarsi di mantenere salda una linea o un’idea. Ricordo la campagna elettorale recente in cui vari esponenti dell’attuale minoranza ci accusavano di voler “fagocitare” Monteciccardo per renderlo un quartiere periferico di Sant’Angelo: alla faccia dello spirito unitario! Ma le polemiche mi interessano poco, piuttosto invece preferisco discutere di idee e punti di vista riguardo il tema del Comune Unico.

Fabi pone a noi consiglieri alcune domande alle quale vorrei dare le mie risposte del tutto personali
.

1. Gli attuali amministratori dei 5 comuni conoscono nel dettaglio il progetto della Città Futura che era stato elaborato insieme nel 2008 tra comuni e Provincia?
Se Fabi intende se abbiamo letto le “carte”, come si dice di solito, la risposta per quanto mi riguarda è certamente si. In genere sono abituato ad informarmi prima di prendere una posizione su un qualsiasi argomento (non so se la stessa abitudine è valida anche per Fabi). Ma non credo che la sola lettura e comprensione delle “carte” sia sufficiente a stabilire la propria posizione riguardo questo tema. L’idea di Città Futura va infatti oltre il formalismo burocratico o la mera valutazione di risparmi economici. Credo che il progetto di realizzare un Comune Unico debba basarsi prima di tutto nel riconoscimento delle comuni origini del territorio, nell’affermare gli stessi bisogni e le stesse visioni di sviluppi futuri, nel ricercare in maniera quanto più condivisa le modalità per una vera fusione di intenti prima che di uffici e regolamenti edilizi. Questa volontà, esiste all’interno degli amministratori dei vari comuni? Ma prima ancora, siamo certi che i cittadini siano ben consci di cosa significhi realizzare un Comune Unico? Di quali siano gli impatti sulla loro vita quotidiana?
Per quanto mi riguarda io sono fermamente convinto che la creazione di un Comune Unico sia il naturale approdo per il nostro territorio, un bisogno di cui non si può fare a meno; allo stesso modo credo che non tutti (cittadini ed amministratori) siano disposti a cambiare le proprie abitudini e “comodità”, cambiamenti che, inevitabilmente, la creazione del Comune Unico comporterebbe. Se c’è una critica che mi sento di fare alla maggioranza di cui faccio parte è infatti quella di non aver discusso ed informato in modo capillare ed esaustivo la cittadinanza, compito che gli amministratori che ci hanno preceduto avrebbero dovuto in primo luogo svolgere. Ma d’altra parte credo che le cose fatte
“un nuovo asilo sovracomunale, si sta completando e presto verrà inaugurata la sede dell’Unione, si è realizzata la Memoteca e il sistema bibliotecario unico”, solo per citare Cudini, non siano cose da poco anche se tante altre si potevano e possono fare.

Fabi afferma che
“non ci si può nascondere solamente dietro i tagli di bilancio, che seppur importanti, non impediscono di progettare e continuare in maniera organica un progetto fondamentale”. Ovviamente capisco che da “ex-amministratore” sia un’affermazione facile da fare ma difficile da sostenere in termini concreti. E’ innegabile, infatti, che le difficoltà economiche nelle quali tutte le amministrazioni locali si trovano, grazie ad una superficiale e maldestra gestione del governo nazionale, in qualche modo smorza ogni spinta verso un’accelerazione di processi che esulano dal contesto amministrativo immediato. E’ naturale che le amministrazioni si concentrino sul garantire i servizi al cittadino, servizi che, grazie alla continua azione delle maggioranze finora susseguitesi (con buona pace della minoranza), sono un fiore all’occhiello del nostro territorio: guai se non lo facessero! A chi la pensa come noi della maggioranza, il benessere di chi ha di meno o di chi è più sfortunato è infatti la strada maestra, il faro che ci guida. La ricerca ossessiva di reperire fondi sufficienti al mantenimento dei servizi alla cittadinanza è, purtroppo, diventata l’occupazione principale di noi amministratori (Sindaci e Giunte in primo luogo), grazie al ministro Tremonti ed ai suoi colleghi. Ciò comporta un “allentamento” nella azione propulsiva verso la Città Futura così come ogni altra azione verso ciò che non è considerato essenziale alle contingenti necessità della popolazione. Provate a chiedere a qualsiasi cittadino se l’amministrazione di debba concentrare sul trovare le risorse che lo stato centrale ha tagliato per continuare a garantire lo scuolabus o la mensa oppure se preferisce che ci si impegni nel redigere documenti e procedure per realizzare un unico piano regolatore? La risposta sarebbe ovviamente scontata.

2. Gli stessi amministratori (esclusi i sindaci) sono d’accordo con le “non scelte” che stanno portando ad una totale paralisi dell’Unione ed all’affossamento di essa e di un progetto che vada verso il Comune Unico.
Fabi, in qualità di ex sindaco e di esponente politico di primo piano, sa bene quale ruolo sia riservato ai consiglieri, ruolo a parole di indirizzo e di proposta ma che in realtà è spesso ridotto ad una mera presa d’atto delle deliberazioni adottate da più alti livelli decisionali (tale cosa vale sia per la maggioranza che per la minoranza, tanto per anticipare eventuali dichiarazioni di indipendenza e integrità che i colleghi di minoranza sicuramente vorranno ribadire).
Mi sento di dire che noi consiglieri (o almeno tutti quelli della mia parte politica) siamo ben disposti a dibattere e a proporre riguardo il tema della Città Futura. Io personalmente sono per andare anche oltre. Mi piacerebbe, infatti, che si potesse attivare un tavolo cui possano partecipare anche i cittadini, in modo rappresentativo e paritetico, nel quale discutere apertamente di ogni aspetto che la realizzazione di un Comune Unico comporterebbe. Come si pensa che debbano essere distribuiti gli uffici pubblici? A cosa si è disposti a rinunciare e cosa invece no? Insomma ogni cosa che quotidianamente dovrebbe affrontare il cittadino della Città Futura. Vorrei che questo tavolo fosse gestito dai consigli comunali dei 5 comuni (e non dai Sindaci o dalle Giunte), in modo congiunto, con la presenza della minoranza oltre che di rappresentanti della cittadinanza. Vorrei che fosse affidato a tale tavolo la possibilità di redigere un progetto esecutivo, contenente i dettagli della creazione del Comune Unico, dettagli visti dal lato del cittadino e non dal lato del formalismo burocratico. Tale progetto esecutivo dovrebbe essere poi sottoposto ai tecnici per le loro valutazioni e studi di fattibilità. E’ possibile tutto questo? Siamo sicuri che tale tavolo avrebbe la piena e continua partecipazioni di tanti cittadini? A voi le risposte.
Concordo, ovviamente, con Fabi quando afferma che
“le cose sono fatte dagli uomini e che se essi non vogliono, le cose non si fanno da sole” ma gli uomini che vogliono impegnarsi devono essere messi in condizioni di farlo e non sempre questo è possibile!

3. Conoscono strumenti migliori per gestire un territorio che è ormai unico sotto tutti i punti di vista?
Se Fabi si riferisce a strumenti giuridici, credo che la risposta dovrebbe essere si certamente esistono. Ma non è questo il punto. Il punto è se siamo o no convinti che la strada verso il Comune Unico sia una buona idea per il nostro territorio o no. La ricerca della perfezione e della infallibilità ha portato nella storia ad immani catastrofi o all’immobilismo. Quindi non mi appassiona la domanda di Fabi. Preferisco invece discutere su come, in pratica (e non solo formalmente) meglio affrontare i nodi essenziali del passaggio al Comune Unico.

Ancora Fabi, alla fine del suo intervento, dice:
“Infine anche chi ci amministra e i politici dei vari schieramenti devono assumersi le loro responsabilità su questo tema e dire chiaramente cosa ne pensano e cosa vogliono fare della Città Futura, ma non solo a parole, ma con fatti e atti.”
Io non ho problemi a manifestare le mie idee. Forse chi mi conosce sa bene che è una peculiarità che mi caratterizza e che, proprio per questo, spesso mi sono trovato su posizioni “carbonare”! La mia posizione è chiara: sono per il Comune Unico. Vorrei che il Comune Unico possa nascere il più presto possibile e che coinvolga tutti i 5 comuni dell’Unione del Pian del Bruscolo. Non sono invece pienamente convinto che un primo nucleo di 3 comuni che si uniscono sia la miglior strategia per raggiungere la Città Futura. Ma sono anche per darci una scadenza entro la quale bisogna ricercare il consenso di tutti, scadenza che se raggiunta senza che questo sia stato possibile, autorizzi i comuni che ci stanno a proseguire il loro cammino.


Saluti,
Ing.Gianluca Rossini
Consigliere di Maggioranza di Sant’Angelo in Lizzola


Fonte:
 

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