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18/03/2011 homepage  
Comune Unico: Ammnistratori troppo assenti, occorre un segnale
Cari amici di Città Futura, il 3 marzo ero presente all’incontro da voi organizzato sul tema del Comune Unico; è innanzitutto doveroso farvi i più sinceri complimenti per l’ottima organizzazione e la positiva riuscita dell’iniziativa.
Desidero peraltro raccontarvi un senso di insoddisfazione scaturito in quella serata e che – mi sembra aver percepito – era comune in parecchi partecipanti; per dovere di chiarezza, preciso che intervengo a mio nome personale (quale “libero cittadino”), senza spirito polemico.
Sono inoltre consapevole che amministrare oggi gli enti pubblici locali è un’impresa titanica, come forse mai prima d’ora e certo non invidio sindaci, assessori e consiglieri di questa complicata legislatura.
La crisi economica mondiale e nazionale, il desolante panorama della politica italiana, l’inadeguatezza (e sono gentile!) del Governo italiano e del suo Presidente, il declino e l’irrilevanza sociale dei partiti politici (abili tutt’al più di dare la linea sulla chiusura o meno di un circolo cittadino!): tutto ciò rende oggettivamente difficile, se non impossibile, gestire la “cosa pubblica”.
Eppure, eppure quella sera si sono rinnovate perplessità, sensazioni, timori che da tempo gravano sul tema oggetto di dibattito: l’Unione di Pian del Bruscolo e il futuro “eventuale” comune unico.
In molti, me compreso, abbiamo sofferto due palesi e pesanti assenze: l’una fisica, quella degli amministratori e dei politici di maggioranza del comune di Montelabbate (il cui sindaco, ricordiamo, è presidente dell’unione di PdB); l’altra più a livello dibattimentale, ovvero la totale assenza di interventi da parte degli amministratori attualmente in carica.
Entrambe le assenze – a mio modesto parere, eminentemente politiche – denotano una situazione che non può essere sottovalutata e che di fatto dimostra l’attuale stallo, se non il radicale fallimento, della politica nella zona di Pian del Bruscolo.
Come spesso accade, in tempi recenti, l’intervento più lucido è stato – dal mio punto di vista – quello di Alessandro Pieri (capogruppo di minoranza a Tavullia); onore a lui, ma per sindaci e maggioranze dei cinque comuni un piccolo esame di coscienza sarebbe forse utile e necessario!
Palmiro Ucchielli ha sì tentato di metterci una toppa, in senso politico, ma non poteva che limitarsi a rivendicare i successi del passato, non potendo (o non volendo!) influire sul presente e sugli scenari futuri.
Siamo, è vero, ancora nel pieno di una transizione epocale, sebbene molti analisti tratteggino quest’epoca come una sorta di Rinascimento; come allora, anche oggi, per fuoriuscire dalle paludi di questo terribile “tecno-medioevo” si rendono necessari almeno tre pre-requisiti sostanziali: un innalzamento generale della cultura politica dei protagonisti, una visione quasi messianica verso le opportunità che può riservarci il futuro ed il coraggio di assumere scelte spesso in contraddizione nei confronti dei particolarismi e degli egoismi di campanile.
Temo di dover constatare, con amarezza e sconforto, che i nostri amministratori odierni non riescono a fornire prova alcuna di voler esprimere anche una sola di tali qualità!
Presto potremo assistere all’inaugurazione della nuova sede dell’Unione di PdB; sogno che – in quell’occasione – i sindaci vorranno presentare un programma concreto, condiviso e fattibile di azioni e contenuti, tramite cui riempire e rendere vivi, al servizio dei cittadini, quei locali altrimenti inutili e ridondanti.
Mi accontenterei dei soli interventi di manutenzione e di illuminazione della pista ciclabile intercomunale: chiedo troppo?!
Sarebbe sufficiente un solo servizio, un servizio ulteriore, uno qualsiasi, che venga attivato ex-novo a livello di unione comunale, magari con un business plan dei risparmi e dei benefici!
Segnalo infine un’emergenza che ritengo si stia recentemente aggravando: la situazione di oggettivo svantaggio che i nostri giovani devono patire, nei confronti dei loro coetanei di città, in termini di opportunità sociali, culturali e scolastiche, di spazi di aggregazione, di prospettive occupazionali a livello medio-alto, ecc. Che ne dite di un approfondito studio sociologico su questo tema?
Mi scuso per l’eccessiva lunghezza del mio intervento e vi ringrazio anticipatamente per la cortese ospitalità che vorrete allo stesso riservare.
Cordiali e fraterni saluti a tutti da Francesco Bernardini

Fonte:
 

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