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19/07/2011 homepage  
Montecchio: Il PD e la sanità
Ieri sera, in Piazza della Repubblica, si è tenuto l’incontro pubblico, organizzato dal Partito Democratico della Bassa Val del Foglia, sul tema: Sanità: nuovo ospedale unico provinciale e prospettive future della città di Pian del Bruscolo.
All’incontro sono intervenuti l’Assessore alla Sanità della Regione Marche Almerino Mezzolani, il Segretario Provinciale del PD di Pesaro e Urbino Marco Marchetti e il Segretario Regionale dello stesso partito Palmiro Ucchielli.
Di fronte ad un folto pubblico hanno risposto alle domande di una giovane intervistatrice, toccando i temi più scottanti e attuali della Sanità locale e regionale.
Dagli interventi dei tre intervistati sono emerse i seguenti argomenti:
- Ticket sanitari. Su tale questione l’Assessore Mezzolani ha affermato che si tratta di un balzello che grava soprattutto sulle classi più deboli e disagiate e pertanto si tratta di una tassa odiosa. Altro che “Non mettiamo le mani nelle tasche degli Italiani” sbandierato ampiamente da Berlusconi e dai suoi, qui si tratta di una vera e propria ingiustizia e quindi la Regione Marche, come altre, ha per il momento sospeso l’applicazione della norma. Si tratterà di trovare le risorse in altro modo per non gravare ulteriormente sulle spalle dei cittadini marchigiani. Altre regioni hanno dovuto applicare immediatamente il provvedimento governativo in quanto già in difficoltà economiche. La Regione Marche risulta essere una delle poche regioni virtuose con il bilancio in ordine, raggiunto dopo anni di lotta agli sprechi e quindi cercherà in ogni modo di mantenere l’attuale standard e nel contempo di evitare tale forma di prelievo.
- Ospedale Unico. Anche su questo argomento l’Assessore Mezzolani è stato molto chiaro esponendo il suo punto di vista che è anche quello della Giunta regionale: riorganizzare le strutture sanitarie regionali con l’obiettivo di ridurre i costi, eliminare gli sprechi. Dopo 25 anni di discussione sulla questione degli ospedali di Pesaro e Fano, finalmente si è giunti alla definizione del luogo dove costruire il nuovo ospedale unico. La località individuata è Fosso Sejore a metà strada tra Pesaro e Fano; qui sorgerà il nuovo ospedale unico che si distinguerà per l’alta specializzazione, per l’utilizzo delle tecniche più avanzate, insomma dovrà diventare un polo medico ospedaliero di grande eccellenza. Chiaramente per rendere fruibile l’ospedale anche alle popolazioni dell’entroterra dovrà essere adeguata anche la viabilità. Valutata la situazione della Provincia di Pesaro e Urbino fatta da tanti piccoli ospedali diffusi sul territorio ma nessuno di alta specializzazione, considerato che nel pesarese in questi anni si è avuto un forte incremento della popolazione, ritenuto impossibile mantenere in piedi gli ospedali di Pesaro e Fano, si è giunti finalmente alla decisione di costruirne uno nuovo, superando i campanilismi e guardando esclusivamente al bene della comunità. Certo, le strutture sanitarie come quella presente a Montecchio non vanno eliminate, ma vanno potenziate e rese più efficienti; basta che gli amministratori dei Comuni interessati definiscano le localizzazioni sul territorio dove fare sorgere questi centri che dovranno soddisfare le esigenze della comunità, lasciando all’ospedale unico la gestione delle patologie più gravi.
- Dualismo Pesaro-Ancona. Il Segretario Regionale Palmiro Ucchielli, chiamato a rispondere su questa questione, sostiene che non esoste tale dualismo e che personalmente si trova bene sia nell’una che nell’altra realtà. I pesaresi sostengono che Ancona faccia la parte da leone sia nelle questioni politiche che in quelle economiche o nella realizzazione di infrastrutture; gli anconetani, da parte loro, sostengono che sia Pesaro a dettare l’agenda politica avendo un Segretario Regionale, un Presidente del Consiglio Regionale oltre all’Assessore alla Sanità. In realtà l’accordo politico raggiunto nella Regione con l’alleanza di centro sinistra più l’UDC di Casini è un esempio per l’Italia che potrebbe essere anche trasferito in altre regioni. Le ultime elezioni amministrative e il referendum del mese scorso hanno dimostrato che la situazione politica italiana è in evoluzione e che il vento è cambiato. La gente ha voltato la schiena al governo Berlusconi ed ora, di fronte alla manovra del governo di oltre 70 miliardi di euro che colpisce i più deboli e le famiglie, che blocca l’adeguamento delle pensioni e reintroduce il ticket è all’esasperazione e chiede di cambiare la situazione. In una situazione del genere, il PD, maggiore partito dell’opposizione, deve farsi carico di favorire il cambiamento, coagulando intorno a sé tutte quelle forze riformiste che credono nella giustizia e nell’equità.
- Casa per anziani. Anche su tale questione l’Assessote Mezzolani si dice favorevole alla realizzazione di una Casa per anziani, visto che le esigenze sono completamente cambiate. Una volta gli anziani vivevano in famiglie allargate dando il loro contributo al benessere della famiglia, oggi la realtà è molto cambiata. L’invecchiamento della popolazione, i nuclei familiari sempre più esigui, le difficoltà economiche, le pensioni inadeguate rendono la situazione degli anziani sempre più precaria e quindi una Casa per anziani, in un territorio di oltre 30.000 abitanti, è indispensabile. La Regione farà la sua parte, ma è necessario che le amministrazioni locali decidano dove realizzare una tale struttura.
- Alleanze politiche. Su questo argomento ha parlato il Segretario Provinciale Marco Marchetti, il quale dopo aver informato i presenti che proprio a Pesaro si terrà la Festa Nazionale del partito, ha ripreso gli argomenti politici trattati da Palmiro Ucchielli. Sostiene che per i prossimi impegni elettorali il PD farà la sua parte, ma che le alleanze non devono essere solamente una sommatoria di sigle e di uomini, ma devono essere una fucina di idee da cui dovrà scaturire un progetto per il futuro, una prospettiva fattibile che dovrà entusiasmare e perfino far sognare gli elettori.
Al dibattito è intervenuto Aldo Frulla che ha criticato vivamente la scelta dell’ospedale unico sostenendo che vadano potenziate le strutture sanitarie presenti sul territorio perché il cittadino più indifeso, quello più in difficoltà dal punto di vista economico, quello con gravi patologie non potrà mai accedere all’ospedale unico. Dunque ritiene che vadano potenziate le strutture locali ripristinando quei servizi che sono stati tolti in passato e realizzando anche un pronto soccorso.

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