WebMail

23 Gennaio 2018 - 06:31

home cronaca sport sport g. giornali economia cultura messaggi links
Google
13/09/2011 homepage  
Pian del Bruscolo: siamo alle comiche finali !
I cinque Sindaci del Pian del Bruscolo (tutti marca PD) sono ad un passo dalle carte bollate. Per il momento si accontentano di mozioni ed ordini del giorno per farsi dispetti e ripicche come nelle più classiche diatribe adolescenziali, incuranti del fatto che, continuando di questo passo, stanno conducendo l’Unione Pian del Bruscolo verso il baratro.
Tutto è nato da una iniziativa delle minoranze dello scorso Giugno quando, dopo una partecipata assemblea pubblica (proprio nei locali della nuova sede del Pian del Bruscolo) alla presenza del vice presidente della commissione regionale Giancarlo D’Anna, venne predisposto un ordine del giorno per definire un percorso comune verso il futuro assetto del territorio in tema di servizi sanitari, alla luce dei problemi e delle carenze dell’attuale distretto di Montecchio e in vista dell’approvazione del Piano Socio-Sanitario.
L’obiettivo quindi era quello di fare fronte comune in previsione di un investimento regionale che potesse potenziare e migliorare l’intera offerta di servizi sanitari nel nostro distretto (il terzo per dimensioni in tutte le Marche e che copre un bacino d’utenza di oltre 32.000 persone).
In politica purtroppo puo’ accadere che, tra maggioranza e opposizione, non si trovino punti in comune nemmeno su temi importanti come questo ma che ciò avvenga all’interno delle stesse maggioranze e tra Sindaci dello stesso partito è un aspetto veramente demenziale.
Ebbene, a seguito di quel documento, nel giro di poche settimane e in pieno periodo estivo, si è scatenata una battaglia senza esclusione di colpi tra i primi cittadini del Pian del Bruscolo, intenti come non mai a difendere, coltello tra i denti, i propri confini, a recriminare visibilità per il proprio campanile (proprio quello che fino a ieri avevano giurato di non voler mai fare).
Ad aprire le danze è stato il Sindaco di Sant’Angelo in Lizzola che, a fine Giugno, ha fatto votare dal suo consiglio una mozione a convinta difesa della collocazione del distretto presso l’attuale sede di Montecchio. Il Sindaco di Montecciccardo lo ha seguito a ruota con identica mozione consiliare pro-Montecchio.
Presi in contropiede e alquanto stizziti dalla vicenda, i Sindaci di Montelabbate e di Tavullia non c’hanno pensato nemmeno due minuti e nel pieno dell’opprimente canicola di Agosto hanno preso carta e penna e hanno proposto ai loro consigli comunali di difendere l’onore del territorio.
A Montelabbate si è votato per chiedere che il nuovo distretto venga costruito nel centro commerciale di Apsella mentre a Tavullia (addirittura con un consiglio monotematico!!) hanno preferito optare per il terreno del Pian Mauro dove già sono presenti le altre strutture pubbliche del Pian del Bruscolo.
Da tutto questo assurdo bailamme si tenuta fuori Colbordolo che, quantomeno ha evitato di farsi coinvolgere in questa barzelletta.
Ricapitolando quindi, in pieno spirito unitario e nel solo interesse della “Città Futura”:
i Sindaci di Sant’Angelo in Lizzola e Monteciccardo vogliono il distretto a Montecchio;
il Sindaco di Montelabbate lo vuole all’Apsella;
il Sindaco di Tavullia lo vuole al Pian del Bruscolo !
Cosa diranno Mezzolani e Ucchielli che in più occasioni pubbliche avevano esortato i loro compagni di partito a prendere una decisione comune per facilitare l’investimento della Regione?
Cosa diranno i cittadini quando, tra qualche anno, saranno ancora costretti a subire servizi inadeguati in strutture altrettanto inadeguate perché i loro Sindaci hanno giocato a “il mio Comune è più bello del tuo!” e qualcun altro è passato avanti?
Una cosa è certa e adesso è anche scritta nero su bianco: il progetto Unione Pian del Bruscolo sta miseramente fallendo a causa di una guida politica di basso livello, accecata dai personalismi e fortemente legata al campanile. Non c’è un briciolo di coraggio, un benché minimo barlume di riformismo da parte di chi ogni giorno chiede a gran voce che cambi l’Italia ma guai a chi gli toccai il suo orticello di campagna.
Dove regna il disaccordo (su tutto o quasi) non c’è futuro, e il fatto che il nostro sia diventato territorio di conquista se ne sono accorti tutti, dai dirigenti di partito alle istituzioni provinciali e regionali.
Persino nella pagina che il Carlino aveva dedicato al Pian del Bruscolo ormai si preferisce parlare d’altro.

Luca Lucarini
Consigliere minoranza Unione Pian del Bruscolo

Fonte:
 

Torna alle news della categoria "homepage"
Torna alla pagina delle news

Siti Web personalizzati di Euweb.it