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16/09/2011 homepage  
I Comuni e la manovra economica del Governo Berlusconi
Lettera aperta del Sindaco Guido Formica ai cittadini
Ieri, 15 settembre, in tutt’Italia c’è stato lo sciopero dei Sindaci contro i tagli ai Comuni operati dalla manovra economica del governo. Come si è arrivati a questa inconsueta protesta, però, non tutti forse l’hanno capito. Allora vediamo di capire meglio come stanno le cose, cominciando dal documento del Consiglio Direttivo dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) dell’8 settembre scorso.


IL COMITATO DIRETTIVO

• Visto il testo della manovra approvata con il voto di fiducia al Senato e visto l’annuncio del voto di fiducia alla Camera;
• Considerato che è mancata con il Governo una forma di concertazione istituzionale improntata alla leale collaborazione;
• Ritenuto che i contenuti della manovra mortificano la dignità dei Comuni Italiani eliminando sostanzialmente ogni forma di autonomia;
• Verificato che gli effetti della manovra sulla crescita saranno fortemente negativi e che le regole del PSI impoveriranno ancora di più le imprese e le famiglie italiane.

Tutto ciò premesso

il Consiglio Direttivo dell’Anci

• proclama l’innalzamento del livello di mobilitazione e annuncia per il 15 settembre l’indizione di una giornata nazionale di protesta (giornata in comune) che si svolgerà contemporaneamente in 8094 Comuni durante la quale i Sindaci riconsegneraanno al Governo la delega su Anagrafe e Stato civile e saranno aperte le porte dei municipi alla cittadinanza per dare notizie sui costi dei comuni e per dare informazioni sugli effetti della manovra nei singoli enti. Invita altresì i comuni italiani ad avviare azioni legali per il recupero delle somme dovute dallo stato per il funzionamento degli uffici giudiziari;
• annuncia il ricorso alla Corte Costituzionale contro gli art. 4 e 16;
• invita i gruppi parlamentari della Camera di maggioranza e opposizione ad approvare un odg per istituire una commissione mista e paritetica con la quale avviare il processo di riordino istituzionale e sulle regole del PSI come già promesso dal Governo
• richiede l’immediata convocazione di un incontro per discutere il DDL costituzionale sul pareggio di bilancio ed in materia di province
• procede alla formulazione di 4 proposte per il rilancio del Paese da condividere con le Province e le Regioni, le parti sociali ed il Terzo settore, da approvare a Brindisi in occasione della prossima assemblea congressuale, in materia di:
1. Riorganizzazione istituzionale
2. Welfare, sociale e servizi
3. Spending review e priorità della spesa
4. Crescita e nuove regole del Patto di Stabilità Interno.
• Invita le Anci Regionali a procedere a forme di mobilitazione regionale
• Conferma la riunione degli amministratori locali per il 23 settembre a Perugia e la contestuale convocazione del Consiglio Nazionale.

Roma, 8 settembre 2011



Dopo questa presa di posizione, l’Anci ha inviato a tutti i sindaci d’Italia la seguente lettera





Prot. n. 45/SG/AR/VN
Roma, 9 settembre 2011
Caro Sindaco,
il Comitato Direttivo di ieri 8 settembre ha deciso di indire per giovedì 15 settembre la giornata nazionale di protesta contro la manovra economica che si realizzerà attraverso la riconsegna al Prefetto ed al Ministro dell’Interno delle deleghe in materia di anagrafe e stato civile e la chiusura simbolica dei relativi uffici. Ogni Comune, inoltre, potrà aprire alla cittadinanza gli uffici comunali per “mettere in piazza” i conti dei comuni e verificare la gestione dell’ente locale.
Questa decisione così forte è stata assunta all’unanimità da tutto il Comitato Direttivo ed è la prova dello stato di profondo disagio che oggi i sindaci e gli amministratori locali di ogni colore politico stanno vivendo.
L’autonomia dei Comuni è stata sostanzialmente cancellata da norme che indicano anche l’ora di convocazione dei consigli e delle giunte. I piccoli Comuni sono stati mortificati e ridotti a enti virtuali.
I tagli ed il patto di stabilità bloccano di fatto ogni possibilità di migliorare le città ed i municipi, strangolano le imprese e obbligano a scegliere fra aumento della pressione fiscale e riduzione dei servizi. Tutto questo è contrario alla nostra Costituzione, porterà ad una ulteriore contrazione della crescita e renderà ancora più povere i cittadini, le famiglie e le imprese.
Queste le ragioni della protesta. Queste le ragioni per cui è importante che Tu aderisca a questa iniziativa che è soprattutto finalizzata a spiegare ai Tuoi cittadini come scelte prese lontano dai territori e distanti dagli interessi dei cittadini possano compromettere servizi essenziali.
Con l’occasione ti ricordo che dal 5 all’8 ottobre a Brindisi si svolgerà l’assemblea congressuale della nostra associazione e che comunque troverai sul sito dell’ANCI ogni informazione utile.
Dobbiamo essere tanti per far sentire la nostra voce. Auguri di buon lavoro.
Angelo Rughetti


A seguito di queste iniziative il Sindaco di Sant’Angelo in Lizzola, Guido Formica, ci ha inviato la seguente lettera aperta a tutti i cittadini in cui lamenta lo stato di difficoltà del Comune per i tagli subiti e le inevitabili conseguenze sui servizi sociali.

I TAGLI AI COMUNI SONO TAGLI AI TUOI DIRITTI


Carissimi cittadini,

oggi dirò al Prefetto e al Ministro dell’Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile.

Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali.

Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti.

Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.

Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi.

Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e le associazioni delle autonomie stanno facendo non è la protesta della “casta” ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili.

Il Sindaco


SERVIZI SOCIALI, TAGLI E CRISI


La manovra mette a rischio servizi essenziali per i cittadini, come il trasporto pubblico locale, le politiche sociali e di sviluppo dei territori.
C’è una sproporzione enorme tra i tagli della manovra economica rispetto al minor contributo dello Stato centrale.
Non si è tenuto conto della diretta proporzione tra la partecipazione alla creazione del deficit e la spesa pubblica amministrata, valutando così l’effettiva incidenza della finanza degli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni).
Inoltre con la manovra attuale la spesa per investimenti subirà l’ulteriore sensibile contrazione, provocando effetti recessivi sull’economia locale e sullo sviluppo economico dei territori.
L’appesantimento del Patto di Stabilità interno comporta infatti effetti depressivi sull’economia, non consentendo l’erogazione di servizi e di realizzare opere pubbliche.

La manovra anticrisi rischia di innescare l’effetto domino.
Tra il 2011 ed il 2012 maggiori spese, tagli al welfare, nuovi prelievi, costeranno alle famiglie italiane 1.500 euro.
Avranno liquidità ridotta e contrazione dei consumi.
Gli italiani avranno un autunno depresso: peseranno i tagli del governo.
Il comparto più a rischio è quello dei pubblici servizi, un comparto che raccoglie di tutto. Dalle residenze per disabili, agli anziani “fragili”, alla mensa scolastica, all’assistenza domiciliare, a nidi d’infanzia, alle case famiglia, ai trasporti scolastici, ai trasporti pubblici, ai contributi alle famiglie in difficoltà.
Un maxi ammortizzatore senza il quale il vero pericolo è la disgregazione sociale.
Le conseguenze saranno per gli enti territoriali, e quindi anche per il nostro Comune, l’obbligo di riduzione della spesa. E’ presto parlare di criteri ma le opzioni non saranno molte. O tagli a pioggia o concentrati solo in alcuni settori?
Comunque sarà una scelta complessa e comunque quel che è certo che il prossimo anno con questa situazione e con questa manovra i Comuni, compreso il nostro, saranno costretti a non garantire le stesse prestazioni e gli stessi servizi garantiti quest’anno.
Tutti i Comuni d’Italia, nessuno escluso, hanno protestato nei confronti della manovra, ma il governo, come al solito, non ha ascoltato le richieste delle Autonomie Locali e ha proceduto a colpi di fiducia imponendo una manovra che sarà pagata esclusivamente dai cittadini più poveri con l’aumento dell’iva e con la riduzione delle detrazioni fiscali e la riduzione dei servizi e delle prestazioni dei Comuni nei confronti delle famiglie.


Il Sindaco Guido Formica
L’assessore ai Servizi Sociali Barbara Torcolacci
L’Amministrazione Comunale di Sant’Angelo in Lizzola


Fonte:
 

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