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13/11/2011 homepage  
I Comuni e la crisi
La crisi economica, che attanaglia il nostro Paese, ha raggiunto il limite oltre il quale ci sarebbe la bancarotta, tanto che il governo Berlusconi, abile a superare gli ostacoli presentatisi sul suo cammino,(dagli scandali sessuali alle questioni della giustizia fino alla ricerca a tutti i costi dei voti in Parlamento) è stato costretto a dimettersi.

In questi anni i Comuni della nostra valle, come tutti gli altri, hanno dovuto affrontare le conseguenze di tale situazione soprattutto per quanto riguarda i servizi sociali perché, chiaramente, i più colpiti sono i soggetti più deboli. Con i tagli subiti da parte del governo, con gli oneri di urbanizzazione in continua flessione per la crisi dell’edilizia, i comuni a stento riescono a soddisfare le richieste che sempre più pressanti vengono rivolte loro.
A tal proposito pubblichiamo alcune riflessioni dell’Amministrazione Comunale di Sant’Angelo in Lizzola con le quali si cerca di informare e senzibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni appena ricordate.

SANT'ANGELO IN LIZZOLA, COMUNE ATTENTO AI SERVIZI SOCIALI
II Paese intero sta attraversando una fase difficile, segnata dalla crisi economica che ha investito tutta l'Europa, con ricadute pesanti sulle condizioni di vita di molte famiglie. Un numero sempre maggiore di famiglie quindi si rivolge ai servizi sociali per essere aiutate tramite buoni, contributi, borse lavoro, esenzioni, riduzioni di ogni sorta (trasporto scolastico, mensa scolastica, rette asili, ecc.) rateizzazione utenze e pacchi alimentari. Molto spesso questi interventi sono realizzati in collaborazione con le Associazioni che operano sul territorio in ambito sociale (Banco Alimentare, Caritas, Centro Aiuto per la Vita, Croce Rossa Italiana, Fondazioni, ecc..). Purtroppo questa crisi ha colpito anche il nostro territorio e la nostra comunità portando così il Bilancio dei Servizi Sociali a toccare quota 1.650,00 euro (39% di tutto il bilancio comunale).
Gli anni 2004-2011 sono stati anni di amministrazione particolarmente intensi ed impegnativi, ricchi di servizi innovativi, di collaborazioni, di emergenze, di progetti, di soddisfazioni e purtroppo anche di qualche amarezza.
I servizi dell'area sociale, educativa, sportiva e culturale sono stati offerti con il presupposto, per noi essenziale, di garantire i seguenti valori: sviluppo sostenibile, innovazione, solidarietà, valorizzazione della persona e senso d'appartenenza.
Essi possono essere riassunti, a titolo d'esempio, quali servizi alla prima
infanzia (nidi, mini-nido, centro per l'infanzia), all'infanzia (pianeta infanzia, play togheter), servizi di refezione scolastica (mensa), progetti di educazione alimentare, servizio di scuolabus, servizi di supporto all'attività educativa scolastica, servizi ricreativi estivi (centri estivi educativi, colonia marina, corsi sportivi estivi, soggiorno montano, ludo bus), assistenza educativo- scolastica servizi di assistenza domiciliare, assegni di cura, sostegno per anziani non autosufficienti, interventi di assistenza economica, piani di difesa dei soggetti deboli (anziani soli, disabili, portatori di handicap), progetto di assistenza familiare domiciliare, progetti integrati a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, micro-progettualità di volontariato sociale (filo d'argento), progetti di attività ed educazione motoria con le scuole, gestione degli impianti sportivi e collaborazione con le associazioni
sportive, iniziative sportive e culturali patrocinate, progetti a difesa di minori, iniziative di socializzazione, servizi di alfabetizzazione per stranieri, servizi di mediazione culturale e promozione dell'integrazione, politiche per la casa (contributi per l'affitto, edilizia residenziale pubblica), valorizzazione e promozione della storia locale, attività teatrali, progetto memoria, progetto lettura e biblioteca, promozione della lettura, educazione ambientale, tutta la spesa relativa al mantenimento e al funzionamento delle scuole.
Questo è stato, questo è quello che difendiamo, ma questo è anche quello che con le ultime 3 manovre finanziarie è seriamente messo a rischio.
Settembre 2011
II Sindaco
La Giunta Municipale
L'Amministrazione Comunale


SERVIZI SOCIALI, TAGLI E CRISI
La manovra mette a rischio servizi essenziali per i cittadini, come il trasporto pubblico locale, le politiche sociali e di sviluppo dei territori. C'è una sproporzione enorme tra i tagli della manovra economica rispetto al minor contributo dello Stato centrale.
Non si è tenuto conto della diretta proporzione tra la partecipazione alla creazione del deficit e la spesa pubblica amministrata, valutando così l'effettiva incidenza della finanza degli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni).
Inoltre con la manovra attuale la spesa per investimenti subirà l'ulteriore sensibile contrazione, provocando effetti recessivi sull'economia locale e sullo sviluppo economico dei territori.
L'appesantimento del Patto di Stabilità interno comporta, infatti, effetti depressivi sull'economia, non consentendo l'erogazione di servizi e di realizzare opere pubbliche.
La manovra anticrisi rischia di innescare l'effetto domino.
Tra il 2011 ed il 2012 maggiori spese, tagli al welfare, nuovi prelievi, costeranno alle famiglie italiane 1.500 euro. Avranno liquidità ridotta e contrazione dei consumi. Gli italiani avranno un autunno depresso: peseranno i tagli del governo.
Il comparto più a rischio è quello dei pubblici servizi, un comparto che raccoglie di tutto. Dalle residenze per disabili, agli anziani "fragili", alla mensa scolastica, all'assistenza domiciliare, a nidi d'infanzia, alle case famiglia, ai trasporti scolastici, ai trasporti pubblici, ai contributi alle famiglie in difficoltà. Un maxi ammortizzatore senza il quale il vero pericolo è la disgregazione sociale.
Le conseguenze saranno per gli enti territoriali, e quindi anche per il nostro Comune, l'obbligo di riduzione della spesa. E' presto parlare di criteri, ma le opzioni non saranno molte. O tagli a pioggia o concentrati solo in alcuni settori?
In ogni modo sarà una scelta complessa e comunque quel che è certo che il prossimo anno con questa situazione e con questa manovra i Comuni, compreso il nostro, saranno costretti a non garantire le stesse prestazioni e gli stessi servizi garantiti quest'anno.
Tutti i Comuni d'Italia, nessuno escluso, hanno protestato nei confronti della manovra, ma il governo, come al solito, non ha ascoltato le richieste delle Autonomie Locali e ha proceduto a colpi di fiducia imponendo una manovra che sarà pagata esclusivamente dai cittadini più poveri con l'aumento dell'iva e con la riduzione delle detrazioni fiscali e la riduzione dei servizi e delle prestazioni dei Comuni nei confronti delle famiglie.



Di fronte a tali difficoltà, l’Amministrazione Comunale ritiene che si debbano salvaguardare ad ogni costo le attività ritenute essenziali e che si debba continuare nella politica di Bilancio Partecipato, coinvolgendo le Consulte di Quartiere nell’indicare la priorità nell’eventuale tagli di alcuni servizi sociali.
Non tutti i cittadini però, anche se ne hanno sentito parlare, sanno cosa sia il Patto di stabilità e quali siano i suoi effetti sul bilancio e sulla possibilità di operare da parte dei Comuni

PATTO DI STABILITA' E CRISI
Le ultime 3 manovre finanziarie del Governo incidono, in maniera immediata, pesante e negativa, sulla vita delle persone e delle imprese. Aziende e famiglie già oggi devono affrontare i danni della crisi economica, riducendo qualità e tenore di vita, aumentando ansie e angosce per il futuro. Stiamo parlando di giovani senza lavoro, di adulti dalle prospettive incerte, di anziani che non sanno se e come potranno essere assistiti. In questo quadro, il Governo infligge un ulteriore colpo i cui contenuti sono ormai noti a tutti. Con l'ultima manovra la spesa per investimenti subirà un'ulteriore sensibile contrazione, provocando effetti recessivi sull'economia locale e sullo sviluppo economico dei territori. Eppure il Comune di Sant'Angelo in Lizzola può a pieno diritto essere considerato un "comune virtuoso", che da anni persegue una linea di rigore nelle spese di gestione e del personale dipendente, fornisce servizi efficienti, rispettando le regole del patto di stabilità.
L'appesantimento del Patto di Stabilità interno comporta effetti depressivi sull'economia, non consentendo l'erogazione di servizi e di realizzare opere pubbliche.
Ecco cosa significa in concreto "Patto di Stabilità" ne/l'economia di un piccolo comune e di un territorio. Nelle nostre casse ci sono migliaia di euro pronti per essere spesi. Non per cose superflue ma per pagare le imprese che hanno realizzato opere pubbliche utili a tutti i cittadini. Esse hanno lavorato e noi siamo pronti a pagarle. Ma non lo possiamo fare. I piccoli e medi imprenditori, con i quali noi abbiamo rapporti quotidiani, giustamente, non comprendono perché non debbano essere pagati. E lo comprendono ancora meno quando apprendono che i soldi ci sarebbero ma non possono essere spesi. La loro reazione non è quella della "politica": loro non sono in grado di prendere tempo perché hanno, ogni mese, gli stipendi da pagare ai lavoratori e le rate dei mutui da pagare alle banche. E traggono le logiche conclusioni: resistono finché possono e poi portano i libri in tribunale e spediscono le lettere di licenziamento.
Noi siamo amministratori della "cosa pubblica" . Non siamo e non vogliamo essere una sorta di esecutori di pene capitali inflitte da altri. Riteniamo che tutti quanti dobbiamo avere senso istituzionale e quindi cercare, tra tutti i livelli istituzionali, le soluzioni migliori per i cittadini e per il Paese. In questo senso il nostro Comune sta facendo la sua parte, riducendo spese, ottimizzando i servizi, chiedendo un grande sforzo ai propri dipendenti. Ma anche il Governo deve fare la sua parte che non può essere del "furbetto" che taglia le risorse agli enti locali e trasforma quest'ultimi nei responsabili della crisi delle aziende e della riduzione se non della cancellazione dei servizi sociali.
Per queste ragioni sollecitiamo, a nome della nostra intera comunità, una revisione dei criteri del Patto di Stabilità che consenta ai Comuni virtuosi di rispettare i propri impegni e di assolvere ai propri compiti istituzionali.
Gli anni 2004-2011 sono stati anni di amministrazione particolarmente intensi ed impegnativi, ricchi di progetti e lavori.
La nostra Amministrazione ha investito in infrastrutture ben € 11.365.039,11 e ha garantito servizi tecnici-manutentivi per ben € 2.368.540,00 cioè ha garantito tutti gli interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio e del territorio.
E' chiaro che il susseguirsi di queste manovre restrittive e recessive non danno in alcun modo la certezza che tutti questi servizi possano essere garantiti completamente per il prossimo futuro.
Il Sindaco
La Giunta Municipale
L'Amministrazione Comunale


QUANDO I SOLDI CI SONO, MA IL GOVERNO NON TE LI FA USARE
IL GOVERNO BERLUSCONI NON PERMETTE AI COMUNI DI USARE I SOLDI DEI CITTADINI PER COMBATTERE LA CRISI. SONO STATI CAPACI SOLTANTO DI SPRECARE 2,7 MILIARDI DI EURO PER I SINDACI "AMICI" (CATANIA, PALERMO, ROMA ...)
A causa del Governo ci sono milioni di euro bloccati nelle casse dei Comuni, soldi che potrebbero essere spesi subito in investimenti locali per ridare ossigeno all'economia e rilanciare l'occupazione. Sono soldi versati dai cittadini ed è giusto che siano spesi subito per far ripartire l'economia del nostro territorio attraverso infrastrutture per l'ambierite, la mobilità, la scuola.
Ma il Patto di stabilità interno voluto dal Governo impedisce anche ai comuni virtuosi come quelli pesaresi di usare queste risorse, una legge incomprensibile che non aiuta i comuni che hanno saputo gestire il denaro dei cittadini.
Cifre enormi, soldi nostri immediatamente disponibili che potrebbero essere sbloccati per il rilancio della nostra economia. Ci sono poi i soldi sottratti ai Comuni col taglio dei trasferimenti e della spesa sociale.
Chiediamo lo sblocco immediato del patto di stabilità.
E1 necessario ridare fiato al nostro territorio e agli enti locali della nostra provincia in un momento di crisi eccezionale. Vogliamo mantenere il livello dei servizi garantito fin'ora ai cittadini, sostenere le famiglie in difficoltà e le imprese del territorio, avviare i cantieri delle opere pubbliche.
Basta coi tagli generalizzati ai comuni virtuosi e i contributi straordinari ai comuni dissestati, basta con regole speciali e contributi straordinari per i comuni amici (Catania, Palermo, Roma) e vincoli assurdi per tutti gli altri. Ogni giorno il PDL e la Lega Nord parlano di federalismo, investimenti straordinari, opere pubbliche faraoniche, sicurezza: ma lo stesso Governo blocca gli investimenti, taglia le risorse per il territorio, disinveste sulla scuola e la sicurezza nelle nostre città.
Il Sindaco
La Giunta Municipale
L'Amministrazione Comunale





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