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27/04/2012 homepage  
Proposta di Legge ad iniziativa del Consigliere Regionale Moreno Pieroni
La situazione economica e sociale che stiamo attraversando è piuttosto critica e tutti i cittadini l’avvertono sulla propria pelle.
La recessione in atto, il ristagno degli stipendi e delle pensioni, l’aumento del costo della vita, delle tasse e delle tariffe legato agli scandali di questi ultimi tempi ad opera di esponenti politici dà vigore all’antipolitica e al demagogismo. A tutti i cittadini vengono richiesti sacrifici da parte dei politici per superare le difficoltà in cui versa il Paese e per questo trovano difficoltà a far quadrare i bilanci familiari mentre alcune categorie, fra cui gli amministratori dei vari enti statali e locali, godono di privilegi che non possono più essere sottaciuti. I primi a dare l’esempio di morigeratezza, di sobrietà e di solidarietà verso le classi sociali più deboli dovrebbe essere proprio la classe dirigente. Se devono essere fatti dei tagli è bene cominciare proprio dall’alto.
A tal proposito abbiamo ricevuto dal Presidente del Gruppo PSI al Consiglio Regionale delle Marche, Moreno Pieroni, una proposta di legge che riportiamo integralmente.

Al Presidente
dell'Assemblea Legislativa
delle Marche
Sede

Proposta di Legge ad iniziativa del Consigliere Moreno Pieroni
concernente
Modifiche alla legge regionale 13 marzo 1995, n.23
(Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali)
Moreno Pieroni
Presidente Gruppo PSI

RELAZIONE


Signori Consiglieri,
la presente proposta di legge modifica la l.r. n. 23 del 13 marzo 1995, recante le disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali.
La proposta, consiste nella modifica dell'art. 2 (Indennità di carica) del vigente testo.
Infatti l'Assemblea Legislativa delle Marche, dopo aver messo mano lo scorso dicembre all'istituto dei vitalizi e delle indennità di missione dei consiglieri regionali, non ha invece modificato per nulla l'entità dell'indennità di carica, misura che invece ritenevo e ritengo indispensabile modificare.
Non a caso, come amministratori della cosa pubblica, siamo sempre più avvertiti dai cittadini, che ogni giorno sono chiamati a fare enormi sacrifici per far quadrare i conti dei propri bilanci familiari, come una “casta” che gode di ingiustificati privilegi.
Ciò è ulteriormente amplificato dalle severe norme fiscali messe in atto dal Governo Monti e dal recente scandalo dei rimborsi elettorali ai partiti.
Da sempre la Regione Marche, rispetto ad altre regioni, si è data un ordinamento ispirato a criteri di sobrietà, ma ora anche questa, non è più sufficiente.
Occorre intervenire sull'entità dell'indennità di carica dei consiglieri regionali, sia per dare un segnale di solidarietà e comprensione verso le difficoltà economiche in cui versano i cittadini marchigiani, sia per ottenere importanti risparmi per le casse del bilancio regionale, da reinvestire in altri settori, come ad esempio quello del welfare.
Tuttavia, tale importante quanto necessario obiettivo, può essere raggiunto percorrendo strade diverse, una che mina alle basi il tessuto democratico, l'altra più virtuosa che contribuisce ad avvicinare ai cittadini la figura del consigliere regionale.
Purtroppo il Governo ha inteso percorrere la prima strada che si caratterizza sia per una diminuzione della partecipazione democratica (vedi il taglio del numero dei consiglieri comunali nei piccoli centri, che rivestono tale ruolo pressoché gratuitamente) che per una diminuzione della rappresentatività democratica, e mi riferisco alla drastica riduzione del numero dei consiglieri regionali.
Infatti il taglio di 12 consiglieri regionali, da 42 a 30, come prevede una proposta di legge ad iniziativa della Giunta Regionale, è una stortura della rappresentatività, in quanto sarebbero solo tre/quattro formazioni politiche, che rappresentano però solo il 35-40% del consenso degli elettori aventi diritto, a costituire il prossimo consesso regionale. Ciò significa che un 60% di cittadini marchigiani si vedrebbero privare di qualsiasi rappresentanza, sia in maggioranza che all'opposizione. Certo, il risparmio economico sarebbe importante, circa 1.550.000,00 €.
La strada più virtuosa, che invece è quella che intendo percorrere attraverso la presentazione di tale proposta di legge, che si compone di un solo articolo, prevede la riduzione di circa il 50% dell'attuale indennità di carica lorda mensile, in modo che non venga intaccata la rappresentatività democratica, rimanendo quindi il numero dei consiglieri regionali pari a 42, incrementando però il risparmio che si otterrebbe con la riduzione dei consiglieri, in quanto il beneficio per le casse regionali sarebbe di circa 1.800.000,00 €.
In questo modo potremo avere un Consiglio Regionale complessivamente rappresentativo delle istanze e delle idee dei cittadini marchigiani, composto da amministratori che non rappresentano più una “casta” da abbattere, che percepisce elevate indennità, ma da uomini e donne prestati alla politica, che vivono con passione questa esperienza, che non può essere ridotta a mero strumento di arricchimento personale, ma deve continuare ad essere intesa come servizio per la comunità in cui si vive.

Ancona lì 18/4/2012 Pieroni Moreno



Art. 1
Modifiche all'art.2 della lr. 23/95

1. Al comma 1 dell'art. 2 della l.r. 13 marzo 1995, n.23 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali) le parole “65 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “33 per cento”
.

Fonte:
 

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