WebMail

21 Aprile 2018 - 00:22

home cronaca sport sport g. giornali economia cultura messaggi links
Google
11/06/2012 homepage  
Congresso Provinciale del Partito Socialista Italiano
Gaetano Vergari nuovo Segretario della Federazione di Pesaro e Urbino

Ieri 10 giugno 2012, alle ore 9,30 presso la Sala Conferenze Centro Civico di Soria a Baia Flaminia, si è tenuto il Congresso Provinciale del PSI.
Dopo l’insediamento della Commissione provinciale di Garanzia e l’elezione del Presidente dell’Assemblea Congressuale nella persona del Segretario Regionale del PSI Luciano Vita, il segretario uscente Giovanni Roselli ha tenuto la sua relazione che riportiamo integralmente in fondo al presente articolo.
Successivamente hanno portato il loro saluto ai congressisti il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, il segretario del PDC Alvaro Piccinetti, Claudio Olmeda dell’IDV, il segretario comunale Daniele Vimini che ha portato i saluti anche della segreteria federale del PD.
Tutti hanno posto l’accento sul fatto che in un momento di crisi come l’attuale il congresso di un partito, che ha alle spalle 120 anni di storia, è significativo sotto tutti i punti di vista, soprattutto perché viene ancora una volta ribadita la validità della democrazia interna in un partito piuttosto che l’arrivismo o il trasformismo di un solo uomo. Nella situazione attuale di profonda recessione, con un governo di “tecnici” che cerca vanamente di risolvere le gravi questioni del nostro Paese, è necessario che, in vista delle prossime elezioni politiche, in autunno o nella prossima primavera, i partiti del centro sinistra trovino una sintesi su un programma che permetta loro di vincere le elezioni e di poter governare l’Italia di domani. Il lavoro da fare è enorme, risollevare il Paese dalle macerie del berlusconismo non è semplice, riportare la fiducia fra gli elettori è altrettanto difficile, ma con l’impegno e con il rispetto delle idee di tutti, con la ricerca dell’equità e della giustizia, con progetti aventi come obiettivo la crescita economica, sarà possibile migliorare le condizioni di vita dei cittadini.
Il welfare è stato poi l’argomento (riportiamo l’intero intervento in fondo a questo articolo) che Maurizio Tomassini, Presidente provinciale delle Acli di Pesaro e Urbino e Portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore, ha trattato, mettendo in evidenza la necessità di una confluenza fra il riformismo cattolico e il riformismo socialista se si vuole ricostruire il paese sulle macerie lasciate dal berlusconismo di questi ultimi venti anni.
Dopo una breve illustrazione dei problemi sociali che il paese è chiamato ad affrontare (la forbice tra ricchi e poveri si è allargata, i salari dei lavoratori sono tra i più bassi d'Europa, il tasso d'invecchiamento molto elevato, lo scivolamento della classe media verso la povertà, le questioni legate alla sanità) ha chiuso il suo intervento con un pensiero di Sandro Pertini che ha commosso l’intera sala " Per me libertà e giustizia, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi delle libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero."
Uomini politici di questo stampo non ce ne sono più in circolazione e tali parole dovrebbero essere scritte a caratteri cubitali sulle bandiere anche di altri partiti che si dicono di sinistra.

E’ toccato poi all’Assessore all’Ambiente del Comune di Pesaro Giancarlo Parasecoli , a Sandro Biscaccianti e al segretario della sezione di Cagli Giancarlo Siligeni, a Stefano Gattoni della sezione di Pian del Bruscolo, al segretario della sezione di Lunano Salvatori Ezio, al segretario della sezione di Urbino Sandro Ambrogiani, a Berti M.Adele di Fratterosa e De Carolis Maria Grazia di Fossombrone contribuire al dibattito con i loro interventi.
Tutti hanno voluto ringraziare l’operato del segretario uscente Giovanni Roselli che, in questi due anni, ha tenuto in piedi la Federazione tra innumerevoli difficoltà, completando il suo mandato con la soddisfazione di vedere riuniti nella stessa assise compagni di partito che si sono ritrovati, di approvare all’unanimità i documenti congressuali e soprattutto l’elezione del nuovo segretario provinciale.
Dal punto di vista politico si è messo in evidenza il fatto che il partito socialista, sia a livello locale che a livello nazionale, nelle recenti elezioni amministrative ha recuperato in consensi e in percentuali, il che vuol dire che le idealità del socialismo ( solidarietà, giustizia sociale, difesa dei più poveri, libertà) sono radicate sul territorio. In un momento di crisi finanziaria, economica, sociale e morale, in una parola “crisi culturale”, le idee del socialismo devono essere diffuse fra la gente.
La vittoria in Francia del socialista Francois Hollande e la vittoria dei socialisti al parlamento francese, con la conquista della maggioranza dei parlamentari, inorgoglisce il partito socialista italiano che, diversamente da altri partiti, fa parte di diritto del Partito Socialista Europeo. Crede nel ruolo fondamentale dei partiti che ( chiaramente devono rinnovarsi) considerano il sale della democrazia dialettica e partecipata.
Ha preso poi la parola Gaetano Vergari che, dopo aver ringraziato Giovanni Roselli per l’opera prestata in questo periodo di transizione, ha spiegato i motivi della sua candidatura, della sua volontà di ricostruire il partito sulle radici del glorioso PSI, nato 120 anni fa fra la gente, per amore della gente più diseredata e in difficoltà e che nel corso della sua storia è stato in grado di dare all’Italia grandi uomini come Nenni e Pertini. E’ necessario tenere ben presenti le proprie radici per poter migliorare il futuro. Il Partito dovrà muoversi fra la gente, avere punti di riferimento in ogni angolo della Provincia, progettare il futuro sulla base dei principi socialisti e fino a che qualcuno continuerà a parlare di libertà, giustizia sociale e solidarietà, il partito non scomparirà.
Ha infine chiuso gli interventi l’Assessore Provinciale al lavoro Massimo Seri, il quale ha ringraziato Giovanni Roselli, Gaetano Vergari per il suo contributo di idee a livello provinciale e tutti coloro che hanno lavorato per tenere in piedi il PSI, che ora inizia un nuovo cammino. E’ necessario che il partito sappia interpretare la situazione attuale, proponendo delle soluzioni che, certamente sono difficili da trovare, ma che con coraggio e determinazione si possono inventare. E’ necessario caratterizzarsi per degli obiettivi validi che diano al partito la spinta propulsiva per conquistare nuovi adepti, ma anche per affermare la necessaria autonomia all’interno del centro sinistra per far valere le proprie ragioni a vantaggio di tutta la comunità.

Vedi foto in Photo Album

DOCUMENTI APPROVATI ALL'UNANIMITA'


Relazione del Segretario uscente Giovanni Roselli
UNA POLITICA NUOVA HA RADICI ANTICHE
II 3° Congresso provinciale del Partito Socialista Italiano di Pesare e Urbino si tiene a distanza di 19 mesi da quello precedente, un congresso che, oltre a delineare il futuro percorso politico del Partito nella nostra provincia, ha definito democraticamente e unitariamente I' attuale assetto degli organismi della Federazione ed anche eletto i delegati al successivo Congresso regionale.
Non è ozioso rammentare questo dato per sottolineare come, fra le molte decine di partiti e raggruppamenti oggi ufficialmente riconosciuti, il PSI oggi costituisca una vera rarità per le solitamente rispettate regole interne di formazione dal basso del proprio gruppo dirigente , dalla piccola sezione fino ai vertici nazionali.
In questo periodo di attività la Federazione provinciale è stata chiamata a svolgere una consueta varietà di funzioni e compiti in cui va, tuttavia, segnalata la molto impegnativa fase, per organizzazione, contatti e comunicazione, della campagna elettorale intermedia che ha interessato importanti comuni pesaresi come Fermignano, Fossombrone o Mondolfo
Su questo specifico tratto di vita politica locale, non può essere ignorato il forte recupero generale dei consensi socialisti rispetto ad altre consultazioni, assicurando così al Partito, negli ultimi due centri, la possibilità di importanti ruoli negli esecutivi municipali.
A parte queste punte di impegno politico-elettorale, l'attuale gruppo dirigente della Federazione ha rivolto la sua attenzione costante a mantenere viva la partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti socialisti alle vicende interne ed esterne del Partito nell' intera provincia, promuovendo ogni sforzo possibile per superare episodi critici ed anzi assecondando tutte le iniziative volte a riavvicinare tutti coloro che, per rispettabili ragioni di dissenso o di sconcerto, fossero usciti dalla militanza attiva nel corso degli ultimi anni.
E sotto questo profilo, fanno ben sperare annunciati rientri di compagne e compagni, nei maggiori centri come nelle più piccole realtà, confidando naturalmente che non si spengano in questi ritrovati militanti le nobili ragioni della rinnovata adesione e la riaccesa speranza di una ripresa effettiva del movimento socialista.
Questo Congresso vede il territorio provinciale interessato da una gravissima crisi economica e finanziaria, nell' ambito di una crisi economica e finanziaria continentale ed extracontinentale, di cui il PSI ha avuto occasione di parlare già nell' ottobre del 2008, durante un apposito convegno a Pesaro, con una pregevole relazione di Agostino Cesaroni sul tema "La crisi fra paure e speranze".
Allora i socialisti pesaresi riflettevano sulla ipotesi di una severa depressione economica o di una recessione, convinti che il Governo italiano dovesse con tempestività presentare un piano straordinario di intervento in merito all' occupazione, al sostegno alle famiglie e alle fasce più deboli della popolazione, per I' innovazione tecnologica e per dare "fiato" alle imprese, avanzando precise proposte per le economie della nostra provincia e della nostra regione; tutti temi che, dopo quasi quattro anni e la negativa esperienza di centro destra centrale, saranno certamente ripresi durante il dibattito congressuale.
Lo scenario europeo è quello in cui, ultimamente, diversi stati hanno incontrato una dura verifica delle politiche economiche e sociali attuate dai rispettivi governi: una verifica senza elezioni come in Italia, con la soluzione Monti, o attraverso consultazioni elettorali, come in Francia, Inghilterra, Germania, che hanno fortemente arriso ai socialisti/laburisti/socialdemocratici, o come in Spagna e Grecia, che hanno dato risultati diversi, ma sempre affidando ai socialisti deleghe preponderanti nella sinistra.
Fra questi suffragi positivi, assume per noi particolare importanza quanto avvenuto nel territorio d'Oltralpe, dove nelle elezioni presidenziali è prevalso il candidato socialista Francois Hollande, confermando così, peraltro, i sondaggi della vigilia.
Molti i politici italiani non socialisti che si sono precipitati a vantare un successo che proprio non appartiene loro, dal Pd che non ha ancora definito un ruolo preciso internazionale, ai vendoliani di Sinistra Ecologia e Libertà, ai comunisti di diversa matrice.
Il P.S.I., invece, può rivendicare con piena legittimità un legame genuino, storico e ufficiale con il Partito Socialista francese, protagonista di questo successo nonché di una ripresa politica eccezionale. Come ricorda I' attuale nostro simbolo, il PSI fa parte del Partito Socialista Europeo ed è componente non sostituibile ed unica, nel quadro politico nazionale, del movimento socialista internazionale.
In questo avvenimento, su cui si è concentrata ovviamente I' attenzione più viva dell' intera Europa, anche i socialisti italiani individuano una tendenza politica di grande significato per il nostro continente, probabile segno che anche nel nostro Paese una forza socialista non sarà relegata mai più all' esterno della vita parlamentare.
Nelle recenti elezioni amministrative, che non hanno interessato la nostra provincia, salvo che nella piccola realtà di Frontino, veramente confortanti sono stati i responsi popolari per la rosa socialista nei comuni al di sopra dei 15.000 abitanti, dato che si è registrato in tutto il territorio nazionale, anche se non lievi errori del PD nelle candidature in località importanti hanno fatto pendere la bilancia finale verso il campo avverso. A parte gli episodi di divaricazione nel centro sinistra dovuti a scelte diverse operate localmente da IDV, Sei o Federazione delle Sinistre, è il caso di sottolineare i deludenti risultati totalizzati da IDV e Sei, così come da API, FeL e UDC sul piano nazionale, malgrado sondaggi generosi e insistiti. E in particolare il Pd, che continua ad innalzare il solito peana verso il "modello Marche", citando puntualmente tutti gli attori della coalizione, ma sottovalutando o addirittura ignorando specificamente il PSI, dovrà prendere atto del solido consenso elettorale riscosso dalle liste e dai candidati socialisti.
C'è oggi una situazione che possiamo definire "sospesa" a livello regionale, per quanto concerne I' alleanza governante di centro sinistra, in attesa di soppesare, con un' energica verifica di maggioranza, ruoli ed apporti di ogni alleato, momento di verifica già da tempo annunciato con un documento approvato dal Comitato direttivo regionale del PSI nei mesi scorsi.
In merito alla politica delle alleanze, soprattutto in vista della stagione delle elezioni amministrative future, ma anche tenendo conto delle consultazioni politiche che la precederanno, per cui occorre attrezzarsi politicamente fin da oggi con i necessari contatti, I' elaborazione dei programmi relativi agli specifici territori, I' individuazione di persone, compagne e compagni, aderenti e simpatizzanti, da candidare, va condiviso il citato documento approvato dal Direttivo regionale con cui " i socialisti delle Marche:
a) auspicano lo sviluppo del federalismo politico e I' autodeterminazione nella scelta dei propri candidati al Parlamento italiano;
b) rivendicano alleanze variabili, esclusivamente all' interno del centro sinistra, a partire da quelle forze di tradizione socialista, laica, socialdemocratica, repubblicana, radicale, ambientalista e popolare".
Oggi, l'attività politica complessiva, i protagonisti di questa ad ogni livello, soprattutto il peso economico per la collettività dei partiti e delle liste ufficiali per dare vita anche al più elementare agonismo democratico, incontrano ovunque un' aspra contestazione, con espressioni che vanno dallo scetticismo liquidatorio alla condanna, all' invito all' astensione e perfino all' insulto.
Tante le ragioni all' origine di questo atteggiamento antipolitico di una parte della popolazione, fra le quali il famoso e ricorrente riferimento sul cosiddetto "teatrino della politica "; le formazioni ruotanti attorno a personaggi dalla disinvolta navigazione politica; simboli e sigle di movimenti e liste in cui si perde ogni traccia storica credibile di obiettivi, dottrine ed ideali ; procedure elettorali collegate all' ultracondannata legge definita "porcellum"; I' uso delle risorse pubbliche per la politica e così via.
I socialisti, che pensano, si confrontano ed agiscono in un partito nato 120 anni fa, sono convinti del ruolo fondamentale dei partiti per una democrazia dialettica e partecipata.
Pesaro, 10 giugno 2012

WELFARE E CRESCITA ECONOMICA.
Quando l'amico Giuseppe Belbusti con cui ho condiviso anni d'insegnamento presso l'Università di Urbino a formare assistenti sociali e specialisti del sociale, mi ha informato della disponibilità del Psi di Pesaro d'inserire nel dibattito del suo congresso provinciale alcuni temi tra cui quello del welfare che è la garanzia di diritti inviolabili quali quelli della salute, del lavoro e del contrasto ad ogni forma di povertà, ho accettato perché che in questo momento storico che attraversa il nostro Paese non possiamo non ritrovarci cattolici e laici uniti a partire dai nostri territori.
Oggi 10 giugno riccorre l'anniversario del martirio di Giacomo Matteotti, questi grandi uomini hanno dato la loro vita per far sì che noi vivessimo in un Paese democratico.
Come nel dopoguerra i nostri padri responsabilmente misero da parte ciò che li divideva per unirsi nella scrittura della costituzione così oggi dobbiamo rigenerare le nostre comunità e ricostruire il Paese.
Questo era il motto del Congresso Nazionale della nostra organizzazione le Acli.
Come sostiene ormai da anni il Prof. Stefano Zamagni, emerito docente dell'Università Alma-mater di Bologna, il Welfare è lo strumento con cui si costruisce su un territorio quelle condizioni che danno all'impresa le capacità per competere sul mercato della globalizzazione. Il nuovo modello da seguire per coniugare le esigenze di crescita economica con quelle di tutela della qualità dell'ambiente e della riduzione delle disuguaglianze sociali è quindi l'obiettivo su cui far convergere in un'ottica di responsabilità sociale tutti gli attori del territorio sia del prof it che del non- prof it.
I criteri esclusivamente economici di valutazione dello sviluppo non sempre costruiscono un indicatore esauriente della corretta direzione di sviluppo di un territorio e delle forme che esso dovrebbe assumere.
Sono quindi sempre più evidenti i segnali di aspirazione a un modello che abbia come obiettivo la "qualità della vita", quindi il benessere e il welfare nell'accezione più ampia del termine. Le relazioni umane devono essere poste tra gli indicatori e non solo il reddito per far favorire le condizioni di uno sviluppo per la crescita di una città non disgregata. Quei beni relazionali (come la famiglia, la vita associativa, la comunità locale) che hanno rappresentato il modello marchigiano di sviluppo. Una società povera di relazioni oltre ad essere una società dove si vive peggio, è anche paradossalmente una società meno produttiva perché la disgregazione del tessuto sociale finisce per agire come un boomerang sulla capacità di sviluppo economico e sulla stessa produttività. In questo Paese negli ultimi dieci anni, si è progressivamente e con determinatezza deciso di smantellare e di abbandonare la legge 328/00 con la quale si era cercato di dare un sistema integrato di servizi sociali. Il Ministro del welfare Maurizio Sacconi in tandem con il Ministro all'Economia Tremonti hanno di fatto svuotato il Fondo Unico per le politiche sociali, hanno azzerato il fondo nazionale sulla non autosufficienza, nell'anno Europeo di Lotta alla Povertà in Europa hanno lanciato lo slogan "Aiuta l'Italia che Aiuta", quando il nostro Paese è l'unico assieme ai soliti Paesi Mediterranei a non avere uno strumento contro la povertà a non avere il reddito minimo d'inserimento. Fatta questa premessa non possiamo non sottolineare sempre negli ultimi dieci/venti anni in questo paese è andata fortemente aumentando la forbice tra chi possiede ricchezza e chi invece è andato progressivamente impoverendo. Sia l'Ocse che l’Istat lo hanno certificato visto che il 10% degli Italiani detiene il 50% della ricchezza, a questo aggiungiamo che i salari dei lavoratori sono tra i più bassi d'Europa, aggiungiamo le difficoltà evidenti che con la crisi in atto hanno prodotto "morti e feriti" Don Milani sosteneva con forza che non c'è nulla che sia più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali. La nostra Provincia Felice, felice non l'ho è più, i flussi migratori che avevano imperversato soprattutto dal 2000 al 2007, ci rimandano alla stagione del miraggio di uno sviluppo economico "drogato" dalla cantieristica fanese, all'edilizia, ai tanti settori del manifatturiero nel quale erano .specializzate le nostre piccole aziende.
Ora noi "autoctoni" vorremmo il controesodo, che in parte è certamente iniziato perché quella manodapera che era venuta a fare lavori che mai e poi mai i nostri figli avrebbero fatto, non serve più anzi è un costo sociale che non ci possiamo più permettere. Ma ricordatevi che non abbiamo importato braccia, ma persone, famiglie bambini tanti bambini che ci sono serviti in tanti piccoli comuni a riempire le scuole e a salvaguardare il posto di lavoro delle maestre, ma anche a mantenere in equilibrio il tasso di crescita demografica. Questa nostra provincia è una provincia di vecchi, con tassi d'invecchiamento che fanno paura se proiettati nei prossimi 20 anni visto che ormai si progetta la provincia 20/20. I nodi di un sistema di welfare fortemente centrato su un familismo che non potrà reggere sono gli alti tassi d'invecchiamento e i bassi tassi di natalità. I giovani non fanno figli e ne faranno sempre di meno a causa della crisi e della precarietà del lavoro.
Da questo quadro assai complesso di criticità parlando di welfare non possiamo fare un cenno, solo un cenno visto la complessità di un pilastro quale la salute su come va intesa partendo proprio da analisi di scenario demografico. Più della metà che definiamo utenti dei servizi sanitari sono cittadini avanti in età, il 60% dei ricoveri ospedalieri riguarda una fascia di età di over 65.
In un'ottica ormai consolidata delle regioni più virtuose in materia di sanità il 60% della spesa viene impiegata nella sanità del territorio e solo il 40% nell'ospedale. Una sanità ospedale centrica è una sanità dell'altro secolo, vecchia. Ma l'ospedale rimane nell'immaginario collettivo di tutti quel luogo salvifico con il pronto soccorso intasato e alcuni politici hanno capito bene da anni che le battaglie sull'ospedale sono quelle che aggregano la gran parte dei cittadini.
L'impoverimento anche di quelle classi sociali che fino a ieri vivevano in una situazione di protezione, famiglie con due lavori, piccoli imprenditori artigiani, piccoli commercianti che mai avrebbero immaginato di trovarsi in queste difficoltà sono i nuovi poveri. Nei nostro front office quotidiani dei servizi ci troviamo a sommare quelli "classici" che naturalmente sono piombati più in basso, ma che erano già coscienti di stare nello scalino inferiore, con quelli nuovi che iniziano a porre il problema prima noi e poi loro. Questo è un Paese in cui o si inizia a pensare a ridistribuire l'equità dei redditi o rischiamo derive politiche molto pericolose. La casta dei politici è diventata il simbolo di una diseguaglianza che conduce a mettere tutti assieme i buoni e i cattivi della politica, non si salva più nessuno. Che cosa fare?
Noi crediamo che i corpi intermedi, l'associazionismo di promozione sociale, il volontariato e la cooperazione sociale, coordinati nel terzo settore, che non è terzo anche per capacità di stare tra la gente e promuovere coesione sociale, debbono "rigenerare comunità, per ricostruire il paese": II Paese va rifondato, purtroppo c'è poco tempo, la sfida è quella di rimettere assieme il riformismo socialista con il riformismo cattolico. Solo con questa alleanza si potranno creare le condizioni di ripensare ad un paese nel quale risultano profetiche le parole di un grande socialista dello scorso secolo " Per me libertà e giustizia, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi delle libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero." Sandro Pertini.
Maurizio Tomassini
Presidente Provinciale Acli Pesaro e Urbino
Portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore


COMPONENTI DEL NUOVO DIRETTIVO DI FEDERAZIONE


SEGRETARI di SEZIONE

PESARO: SCHIARATURA Ugo;
FANO: PAGNETTI Mirco;
URBINO: AMBROGIANI Sandro;
MONDOLFO: BONACORSI Anteo;
FOSSOMBRONE: CATANI Sandra;
CAGLI: SILIGENI Giancarlo;
PERGOLA: ABBONDANZIERI Rinaldo;
ACQUALAGNA: GIORGI Giorgio;
FRONTONE-SERRA: MARCHIONNI Oliviero
PIANDIMELETO: SEVERI Riziero;
LUNANO: SALVATORI Ezio;
SASSOCORVARO: PIRRAGLIA Vittorio
AUDITORE: GIORGI Giorgio;
CASININA: CONTI;
PIAN DEL BRUSCOLO: CUDINI Alberto

Amministratori locali

PESARO : Parasecoli GianCarlo;
URBINO: Spallacci Massimo, Bartolucci Raniero;
MONDOLFO: Carloni Alvise, Canicattì Giuseppe;
FOSSOMBRONE: Bonci Stefano, De Carolis M.Grazia;
CAGLI: Biscaccianti Sandro, Buraia Luca;
S.COSTANZO: Giorgi Gabriella;
SANT’ANGELO IN LIZZOLA: Urbinati Urbano
MONTECICCARDO: Vagnini Giuliano
PROVINCIA di PU: Capo Gruppo VERGARI Gaetano;

RAPPRESENTANZA FEMMINILE

BERTI M.Adele (FRATTEROSA),BIAGIOTTI Laura (PESARO), CAPPONI Daniela (URBINO), DI TIZIO Costantina (URBINO), FARINELLI Loredana (PESARO), FELIGIOTTI Liliana (URBINO),GENOVA Francesca (FERMIGNANO), PROFILI Caterina (PESARO)

RAPPRESENTANZA DI PESARO

ANGELINI Corrado, BRUSCOLINI Maurizio, CECCHINI Riccardo, GATTONI Stefano, GIORGINI Giorgio, OLIVA Fabrizio, OVANI Gilberto, SERTORI Sergio

RAPPRESENTANZA DI FANO

BURESTA Aldo, CAPORELLI Paolo, DARVINI Aldo, FACCHINI Giannino, GIARDINI Efrem, PATERNIANI Euro, ZACCHILLI Odino

RAPPRESENTANZA URBINO - MEDIO ALTO METAURO

FRANCI Gabriele, FRANCI Alberto, ZAZZERONI Romano (URBINO)
GASPARRI Sauro (MONTEFELCINO), ROSELLI Giovanni (CAGLI)
VANDINI Luciano (PIOBBICO),VENEZIANO Domenico (FERMIGNANO)

MEMBRI di DIRITTO

RIGHETTI Giuseppe, ROSASPINA Vito, SCRIBONI Giancarlo, TRAPPOLI Franco,
SERI Massimo

INVITATI PERMANENTI

VAMPA Patrizio (Vice-Sindaco di CARTOCETO),CAPPELLINI Andrea (candidato a SALTARA)




Fonte:
 

Torna alle news della categoria "homepage"
Torna alla pagina delle news

Siti Web personalizzati di Euweb.it