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12/11/2012 homepage  
Pesaro: Socialisti e democratici a confronto
Venerdì 9 Novembre, alle ore 17,30 nella Sala del Consiglio provinciale, si è tenuto un dibattito pubblico fra Bobo Craxi , componente del direttivo nazionale del Partito Socialista Italiano, e Matteo Ricci, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, sul tema Socialisti e democratici a confronto- L’unità dei riformisti per il futuro del Paese.
L’iniziativa, organizzata dalla Federazione provinciale del PSI nell’ambito delle manifestazioni per la ricorrenza del 120° anniversario della nascita del partito, ha visto la presenza in sala di un folto numero di cittadini che hanno seguito attentamente il dibattito.
Al tavolo della presidenza, oltre ai già citati Craxi e Ricci, sedevano anche Giancarlo Parasecoli, Assessore Ambiente-Energia e Salute al Comune di Pesaro , Gaetano Vergari, consigliere provinciale e segretario del PSI provinciale, Massimo Seri, Assessore alla Formazione e al Lavoro della provincia di Pesaro e Urbino, Darvini, presidente dell’assemblea provinciale del partito e il giornalista del Carlino Paolo Angeletti, che aveva il compito di moderare il dibattito.
Dopo i saluti da parte di Giancarlo Parasecoli e Massimo Seri, il segretario Vergari ha introdotto i lavori lasciando poi al giornalista Paolo Angeletti il compito di intervistare i due protagonisti.

Il dibattito si è sviluppato soprattutto sul fatto che il nostro paese sta attraversando una fase di transizione che segna da una parte la fine di un’epoca, la fine del berlusconismo e di tutto quello che esso ha rappresentato a livello nazionale e internazionale, ma che ancora non delinea chiaramente il futuro.
Il Paese sta attraversando un periodo di forte crisi economica e sociale: la disoccupazione è alle stelle, la ricchezza del paese è andata sempre più diminuendo e la distribuzione della stessa non è stata equa, il ceto medio si è sempre più impoverito, il governo dei tecnici sta cercando di evitare il peggio gravando soprattutto sulle stesse fasce sociali e la ripresa economica e dei consumi non riparte.
In questa situazione il PSI e il PD intendono dare una nuova prospettiva all’Italia, ritrovandosi su una stessa visione riformista. I valori del socialismo che da 120 anni continuano a segnare il destino dei popoli in tutto il mondo devono essere, soprattutto oggi, messi al centro di una nuova visione politica e sociale.
Il lavoro, la solidarietà, la libertà, la giustizia sociale e l’Europa, sempre più unita dal punto di vista politico, non sono parole vuote, superate dai tempi. Anzi, di fronte ai personalismi, alla ricerca del facile successo, all’arricchimento facile, alla corruzione dilagante, al populismo e al demagogismo di alcuni personaggi politici, devono diventare il fulcro della politica del centro sinistra.
Dopo aver ricordato le esperienze diverse negli anni passati che hanno spesso messo in forte contrasto socialisti e comunisti, i due interlocutori si sono ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda: unire i riformisti e sostenere Pierluigi Bersani nelle primarie del 25 novembre per dare all’Italia, nelle prossime elezioni politiche di primavera, un governo politico che sappia fare scelte e provvedimenti a vantaggio di tutto il Paese e soprattutto che sappia far coesistere lo sviluppo con l’equità sociale.
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