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22/04/2013 homepage  
Aggregazione tra Comuni
Su Il Resto del Carlino di giovedì 18 aprile 2013 è apparsa un’intervista al Capogruppo PSI in Consiglio Provinciale Gaetano Vergari sulla proposta di riordino territoriale approvata dalla Conferenza provinciale delle autonomie.
L’intervistato, Segretario provinciale dello stesso partito, si schiera apertamente per l’aggregazione fra Comuni aventi la stessa affinità territoriale, proponendo l’unificazione fra Mondolfo e Fano .
Dunque la questione che da tanto tempo stiamo cercando di affrontare, cioè quella della creazione di un solo comune nella zona di Pian del Bruscolo, sembra diventare uno dei temi di attualità anche in altre realtà provinciali. Giustamente Gaetano Vergari , fine osservatore della situazione politica, sociale ed economica attuale, non vuole essere travolto dagli eventi che, prima o poi, costringeranno i piccoli comuni a fondersi.
La sua analisi ci sembra molto significativa in quanto sostiene le stesse idee sulle quali si fonda il progetto del Comune Unico a Pian del Bruscolo. Proprio per questo motivo riportiamo integralmente l’intervista, realizzata da Sandro Franceschetti , a dimostrazione del fatto che i responsabili politici, ad ogni livello e di ogni schieramento, devono interrogarsi su tali questioni , promuovendole e facendone il fulcro delle proposte politiche future.

Vergari e l'aggregazione tra Comuni:
«La crisi sta cambiando gli scenari»

Per il consigliere provinciale «sta franando l’architettura istituzionale»

LA RECENTE approvazione da parte della Conferenza provinciale delle autonomie della proposta di riordino territoriale fatta in base alla legge regionale 101 del 18 dicembre scorso, che prevede un ambito territoriale amministrativo da Pergola a Fano, dà nuova linfa all'idea del maxi-comune lanciata da Gaetano Vergari, capogruppo Psi in consiglio provinciale.
Vergari, sembra che il suo progetto si stia facendo strada, nonostante le resistenze locali?
Non che io abbia inventato chi sa che cosa; SONO le circostanze drammatiche della finanza pubblica che impongono un drastico ridimensionamento delle spese della rappresentanza democratica e degli apparati, a cominciare ovviamente dai vertici istituzionali e giù, giù a cascata fino ai piccoli comuni. E' quindi semplicemente ridicolo continuare a difendere il "particulare" quando, fra non molto, potrebbe franarci addosso l'intera architettura istituzionale. Ho preso atto con dispiacere dell'opinione espressa le settimane scorse dal capogruppo di minoranza mondolfese Carlo Diotallevi, contraria all'unificazione con Fano. Pur apprezzando le sue doti intellettuali, devo dire che la sua posizione, in questo caso, è nettamente di retroguardia. Diotallevi, comunque, è in buona compagnia, perché l'ambito territoriale Pergola-Fano emerso dalla Conferenza provinciale delle autonomie, in cui è brillato per assenza il solo comune di Mondolfo, è fortemente osteggiato da molti amministratori locali.
Ma quali sono i confini più auspicabili?
Bisogna stabilire a monte i criteri. Se si considera l'omogeneità non v'è dubbio che Fano è molto più affine con la sua vallata, quella del Metauro, e Mondolfo con quella del Cesano. Se consideriamo però il dato degli abitanti ci accorgiamo che tutti insieme arriviamo a 103.136, poco più della sola Pesaro.
E dunque?
La questione, purtroppo, come la giriamo è sempre la stessa. Una costa densamente popolata con un entroterra ridotto al lumicino, e quindi se seguissimo la logica degli abitanti dovremmo immaginare solamente tre grandi comuni. Due sulla costa (Pesaro e Fano con gli attuali comuni della prima fascia collinare, compresi ovviamente Gabicce e Mondolfo) e tutto il resto con Urbino. Oppure seguire un altro criterio, quello dell’affinità territoriale che risponde alle aggregazioni vallive, prevedendo 5 o 6 entità. Dobbiamo, pertanto, ragionare e discutere ma con la mente aperta senza pregiudizi, tanto meno di campanile. Capire quante risorse avremo a disposizione dopo questa crisi devastante che sta ridefinendo completamente lo scenario. I problemi vanno aggrediti e non lasciti incancrenire, pensando in modo conservatore e sperando nel "ha da passa a nuttata”, perché nulla sarà come prima... bisogna saper leggere con lungimiranza il futuro e non aspettare che gli eventi ci cadano addosso per poi, "abbaiare alla luna" come sta avvenendo ora coi piccoli ospedali dell'entroterra il cui destino era già segnato 20 anni fa o per la Rsa di Mondolfo che non compare in alcun documento ufficiale della Regione.
Sandro Franceschetti


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