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25/04/2013 homepage  
Il travaglio del centrosinistra
Quest’anno il 25 aprile, 68° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, inizia con le consultazioni del neoincaricato alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta. La ricorrenza, quindi, di un evento particolarmente importante per l’Italia, è inquinata dagli avvenimenti di questo periodo post elettorale e post elezione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Chi avrebbe mai immaginato l’11 febbraio scorso all’Olimpo di Talacchio che quell’Enrico Letta, venuto a chiudere la manifestazione elettorale del PD, qualche mese dopo sarebbe stato incaricato dal Presidente della Repubblica di formare il nuovo governo?
La sua presenza, insieme a quella di Ucchielli e Marchetti, in quell’occasione aveva galvanizzato i partecipanti alla cena, convinti, come non mai, che finalmente fosse arrivato il momento di chiudere definitivamente il lungo periodo berlusconiano. Considerato che il centrodestra aveva fallito miseramente il suo compito di governare il Paese, visto che il governo dei tecnici aveva scontentato un po’ tutti e che la crisi economica e sociale non accennava ad essere superata, tutto faceva pensare ad un successo elettorale del PD e ad una nuova fase della politica italiana.
Invece, a poco più di due mesi da quella data, il PD è praticamente allo sbando. Come sempre, e chi conosce un po’ la storia lo sa, le divisioni a sinistra tra riformisti e massimalisti non fanno altro che favorire lo schieramento avverso, in questo caso il centrodestra che in pratica è resuscitato dalle proprie ceneri.
Non si vuole qui ricordare i veti, le ripicche, i personalismi, gli scontri che si sono avuti all’interno del PD nell’elezione del Presidente della Repubblica e che, praticamente, hanno decapitato tutta la direzione del partito. I risultati sono conosciuti da tutti e non è possibile sapere, al momento, quale potrà essere il futuro del partito. Vogliamo solo far riflettere il lettore sul fatto che non sempre la storia è “maestra di vita”, che spesso gli errori commessi nel passato non insegnano nulla ed allora, come dice Giuseppe Tamburrano (Fondazione Nenni), la storia si ripete diventando una farsa.

La storia si ripete: “una farsa”

“La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Questa nota massima di Marx mi torna in mente- mi auguro inappropriatamente – a proposito di quel che avviene oggi nella sinistra italiana e alla lontana vicenda del PSIUP. Ricordiamo il precedente. Nella seconda metà degli anni 60', dopo il rapporto del segretario del Partito comunista sovietico Nikita Kruscev che denunciò al XX congresso “i crimini di Stalin”. Pietro Nenni leader del PSI prese le distanze dall'URSS e conseguentemente dal PCI, distanze che diventarono rottura dopo l'invasione dei carri armati sovietici dell'Ungheria che voleva distaccarsi dalla subordinazione all'URSS. La corrente filocomunista del PSI criticò Nenni per questo e per i rapporti con la DC, e quando il PSI entrò nel governo Moro alla fine del 1963 uscì dal PSI e formò un nuovo partito, il PSIUP, che qualche tempo dopo confluì nel PCI. Come allora la pietra dello scandalo era il rapporto con la DC, oggi è l’inciucio con Berlusconi.
E noi assistiamo a un analogo processo: SEL di Vendola e una parte del PD con il suo neo-iscritto ministro Barca annunciano la rottura col PD principalmente in vista di un accordo di governo con il PDL. A sinistra del PD non c’è un grande partito quale era il PCI ma spezzoni di comunismo fuori del tempo. E qui è la “farsa” della frase di Marx. A che cosa può dare vita il SEL che ha ottenuto meno del 3% alle recenti elezioni? A quale riva possono approdare i secessionisti del Pd anche con la barca di Barca? Ad una opposizione senza avvenire.
La sinistra italiana ha bisogno non di un inconcludente post-comunismo, ma di un partito socialista all’altezza della crisi economica del capitalismo finanziario. (V. “Il prezzo della diseguaglianza” di Joseph E. Stiglitz).E più che un rassemblement di sparsi gruppi e personalità avremmo bisogno di una feconda riflessione collettiva e di dare inizio alla ricomposizione delle sparse membra del socialismo italiano: personalità, circoli, clubs, Blog: un processo analogo a quello che alla fine dell’800 diede vita al Partito socialista. Ma dove sono i Turati, gli Andrea Costa, le Anna Kuliscioff? Anche le giovani star come Renzi sono prive di qualunque progetto.
Giuseppe Tamburrano


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