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19/09/2013 homepage  
Il Nuovo Comune ValleFoglia
Dopo l’approvazione da parte dei due Consigli Comunali di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo dell’istanza rivolta alla Regione Marche per la fusione dei due Comuni, sul telegiornale delle Marche(ieri) e sui quotidiani locali (oggi) compaiono articoli dedicati alla questione.
L’iter che dovrebbe portare alla fusione dei due comuni in uno, denominato per il momento “ValleFoglia” , nel giro di poco tempo chiamerà i cittadini al referendum attraverso il quale nascerà o meno il futuro comune. Pertanto è bene che tutti i cittadini siano informati sulla questione al fine di esprimere con convinzione il proprio SI o il proprio NO.
Come sanno bene i nostri lettori, ci siamo sempre espressi a favore della fusione dei comuni dell’Unione Pian del Bruscolo ed ora che Sant’Angelo e Colbordolo, rotti gli indugi e le paure del nuovo, decidono di percorrere tale strada, non possiamo che plaudire all’iniziativa.
Crediamo di aver svolto in questi mesi un compito importante: abbiamo stimolato la discussione, ospitato interventi di vario genere, diffuso quanto in varie parti d’Italia si stava e si sta facendo sul problema delle fusioni dei comuni e tenuta viva la fiammella ,che si stava spegnendo, del Comune Unico di Pian del Bruscolo.
Certamente, da qui a qualche mese sarà necessario organizzare sul territorio assemblee pubbliche, manifestazioni, volantinaggi e quant’altro per esporre il progetto all’attenzione dei cittadini.
Già oggi, sul quotidiano”Il Resto del Carlino”, sono comparsi due articoli che esprimono due posizioni completamente diverse.
Da una parte Don Orlando Bartolucci, parroco di Montecchio, che, pur criticando il nome ValleFoglia, si esprime favorevolmente alla fusione dei due Comuni, sostenendo che “L’unità è già realtà, al di là dei confini che risalgono al medioevo……….Invito tutti a puntare in alto, a non rimanere prigionieri di un passato o di un modo ormai superato di intendere la politica”.
Dall’altra parte Davide e Daniele Ciaroni che sostengono: ”A cosa serve fondersi con Sant’Angelo in Lizzola, poco più grande?.....Piuttosto, dopo che per vent’anni abbiamo pagato stipendi per un’Unione dei Comuni che ha dato i risultati che sappiamo, meglio sarebbe diventare satellite di Comuni come Pesaro o come Urbino”. ( I due articoli in questione si possono leggere nella Rassegna stampa sulla questione della fusione dei comuni presente in questo stesso sito)
Ecco i due schieramenti che presto si formeranno.
Da una parte coloro che saranno favorevoli al SI lo faranno perché ritengono che la nostra realtà debba acquisire sempre più autorevolezza ed autonomia, altro che diventare satelliti di qualcun altro. Guardano al futuro, vogliono correggere gli errori del passato, cercano di immaginare una realtà più ampia nella quale crescere e migliorare, nella quale ci siano speranza ed opportunità per tutti e soprattutto in cui i servizi alla cittadinanza vengano mantenuti e possibilmente migliorati. Sono favorevoli alla fusione dei comuni non solo tra Sant’Angelo e Colbordolo, ma tra tutti e cinque i comuni di Pian del Bruscolo, proprio per eliminare quei “carrozzoni” evocati dai fratelli Ciaroni .
Dall’altra parte coloro che saranno per il NO, presumibilmente, ritengono che, con la fusione dei comuni , aumenteranno le spese , perché nascerà una nuova sovrastruttura e quindi è necessario mantenere le cose così come sono. Ritengono che bisogna difendere a tutti i costi il proprio territorio comunale, i propri confini, i propri interessi; sono legati al passato e guardano con sospetto alle novità senza rendersi conto che per i piccoli comuni sarà sempre più difficile riuscire a soddisfare le esigenze dei propri cittadini. Non hanno, dunque, una visione sovracomunale nella quale il territorio di Pian del Bruscolo diventi il fulcro di un nuovo sviluppo economico e sociale.
Sarà, dunque, di vitale importanza che la partecipazione al referendum sia massiccia e che prevalgano i SI, perché poi sarà la Regione Marche a valutarne il risultato e ad assumere le decisioni conseguenti.

Fonte:
 

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