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23 Luglio 2018 - 15:53

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31/10/2013 homepage  
Conferenza stampa sulla fusione dei Comuni di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola
Questa mattina, alle ore 11:00, presso la sala gruppi “Angelini” della Provincia, si è tenuta una conferenza stampa da parte del Comitato per il SI al prossimo Referendum del 1 e 2 dicembre.
Alla conferenza, oltre al sindaco del Comune di Colbordolo, Massimo Pensalfini, e a quello di Sant’Angelo in Lizzola Guido Formica, hanno partecipato Alessandro Mengarelli, responsabile della comunicazione del Comitato per il SI, Elisa Martellini capogruppo di Maggioranza e Gabriele Ugolini capogruppo di Minoranza del Comune di Colbordolo, Francesco Trapanese Presidente del Consiglio comunale di Sant’Angelo in Lizzola, Fernando Murgia, caporuppo di maggioranza e Roberto Renzi consigliere dello stesso comune.
Alessandro Mengarelli, aprendo la conferenza, ha spiegato che i motivi della conferenza sono legati all’apertura della campagna referendaria sulla fusione dei Comuni di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola. Il Comitato per il SI costituitosi recentemente ha visto l’adesione di molti cittadini, dei partiti rappresentati nei due Consigli comunali e di molte associazioni presenti sul territorio. Ha inoltre presentato la documentazione prodotta dal Comitato ed ha informato la stampa che attualmente si sta lavorando alla costituzione di un calendario degli incontri con i cittadini delle varie località al fine di informare il più possibile gli elettori.
Hanno preso, poi , la parola Massimo Pensalfini e Guido Formica , i quali hanno messo in evidenza le motivazioni che hanno spinto le due amministrazioni a perseguire il progetto della fusione. Di fronte alla situazione attuale in cui il sistema di gestione dei comuni è molto frammentato ed inadeguato, i territori sono sempre più in competizione tra loro e la loro capacità di risposta ai bisogni della gente è minacciata dalla crisi dello stato e dal piano di rientro del debito pubblico, c’è bisogno di una politica comune. La fusione dei due comuni è necessaria per rispondere alle sfide sulle varie questioni che interessano il futuro del territorio e della vita della gente. Lo sviluppo economico, la viabilità, i trasporti, la scuole, la sanità hanno bisogno di una pianificazione comune, di maggiori competenze e di unità d’intenti.
E’ da considerare, inoltre, che un comune unico di 15.000 abitanti, avendo una maggiore autorevolezza, permette di rappresentare unitariamente le esigenze di tutta la comunità nei confronti delle altre istituzioni. Se si considera poi che le province perderanno il loro peso politico il destino dei comuni più piccoli è quello di essere sempre meno autonomi ed influenti.
Non è da trascurare, in tale progetto, anche l’aspetto economico. Con la fusione dei due comuni, maggiori risorse economiche deriveranno dal migliore utilizzo del personale, da una migliore gestione degli acquisti, degli appalti, del costo dei servizi. Nuove entrate saranno garantite da finanziamenti statali e regionali, si potrà derogare dal patto di stabilità per tre anni, si potrà accedere in via prioritaria a bandi regionali. Si avrà un taglio immediato del 50% dei costi per sindaco, assessori e consiglieri comunali.
Si avrà una maggiore efficienza perché la fusione garantirà le stesse regole per persone e imprese, unificando le procedure e gli iter burocratici cottimizzando l’uso del personale, la reazionalizzazione delle risorse, la migliore gestione dei tempi burocratici e politici.
I servizi per i cittadini( anagrafe, stato civile, ecc.) saranno decentrati nelle sedi attualmente presenti sul territorio.
Si tratta insomma di cogliere un’opportunità per assicurare ai propri cittadini il mantenimento attuale dei servizi che altrimenti a lungo andare dovrebbero essere tagliati. Nella situazione economica attuale dell’Italia e in previsione di provvedimenti restrittivi futuri, si tratta di decidere se subire una scelta proveniente dall’alto oppure anticipare i tempi con il coinvolgimento e l’iniziativa di tutta la comunità resasi consapevole di partecipare ad un avvenimento storico per i due comuni.

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