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26/01/2014 homepage  
La Giornata della memoria
Domani, 27 gennaio, in tutto il Paese viene ricordata la tragedia della Shoa. Il 27 gennaio 1945, mentre l’esercito tedesco sull’orlo della sconfitta si ritira dalla Polonia verso ovest, il soldati dell’armata russa entrano ad Auschwitz rivelando al mondo intero le atrocità commesse dai nazisti .
Da quel momento Auschwitz diviene il simbolo delle persecuzioni contro gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali , i Testimoni di Geova e i prigionieri politici.
Quando si parla del campo di concentramento di Auschwitz, però, è bene sapere che si parla non di un solo campo, ma di un complesso costituito da tre campi diversi, ognuno con la sua funzione.

Auschwitz I fu utilizzato come centro amministrativo per l'intero complesso, convertendo delle vecchie caserme dell'esercito polacco in un campo di concentramento e campo di lavoro. I primi ad essere rinchiusi in questo campo furono intellettuali e membri della resistenza polacca. Più tardi vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed "elementi asociali" come mendicanti, prostitute, omosessuali ed ebrei.

Auschwitz II o Birkenau fu concepito inizialmente, secondo i piani di Himmler, come campo per i prigionieri di guerra russi. Il campo di Birkenau fu il principale campo di sterminio del complesso concentrazionario di Auschwitz. Qui furono imprigionate parecchie centinaia di migliaia di deportati, in diversi sotto-campo, e trovarono la morte più di un milione di persone. Lo scopo primario del campo era l'eliminazione di massa. Vi si trovavano 4 camere a gas con annessi crematori.

Auschwitz III o Monowitz sorgeva a circa 7 chilometri a est dal campo principale Auschwitz allo scopo di accentrare manodopera a basso costo per il grande impianto chimico Buna Werke, allora in costruzione, evitando lunghe marce tra il campo principale e il sito in costruzione e aumentando così la produttività. La Buna Werke, proprietà della IG Farben era un complesso destinato alla produzione su vasta scala di gomma sintetica, benzina sintetica e altri sottoprodotti del carbone. Il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, deportato italiano di religione ebraica e “Auschwitz, ero il numero 220543” di Denis Avey, descrivono le tragiche condizioni di vita degli internati a Monowitz.
Il complesso dei campi di Auschwitz, quindi, svolse un ruolo fondamentale nei progetti di "soluzione finale del problema ebraico" (sterminio degli ebrei) divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista e il simbolo universale del lager.

Sulla Shoa esistono numerosissimi documenti di ogni genere e soprattutto oggi, con i mezzi informatici che abbiamo a disposizione, è inammissibile che alcuni personaggi continuino a sostenere idee di negazionismo e cioè che tutto ciò che è avvenuto nei campi di sterminio sia solo una montatura.
Sono idee e posizioni molto pericolose che non fanno altro che fomentare l’antiebraismo e il razzismo più in generale. Proprio di oggi, vigilia della Giornata della Memoria, è la notizia che sono stati recapitati tre pacchi con dentro teste di maiali indirizzati alla comunità ebraica romana: uno alla Sinagoga, uno all’ambasciata israeliana e il terzo al Museo di Roma dove si tiene una mostra sulla Shoa. Che cos’è questo se non il disprezzo più assoluto nei confronti di una comunità e soprattutto nei confronti della memoria di ciò che è stato? Non ci sono parole per condannare tale gesto.
Tutti dovrebbero condannare simili gesti e ognuno nel suo ambito dovrebbe mettere in campo tutte le strategie possibili per evitare che la memoria di ciò che è stato venga sminuita, negata e, a lungo andare, dimenticata. In famiglia e poi a scuola è necessario educare i nostri giovani alla solidarietà, alla tolleranza, al rispetto dell’uomo in quanto tale, alla convivenza con chi è diverso, perché la diversità deve diventare una ricchezza e non un alibi per la discriminazione razziale o religiosa che sia. Nelle organizzazioni sindacali e politiche, nelle società sportive, religiose o di altro genere bisogna continuare a trasmettere tali valori, affinché tutta la comunità abbia sempre presente ciò che è avvenuto in Europa mezzo secolo fa ed eviti di cadere di nuovo in tragedie simili.

Per chi volesse approfondire l’argomento sulla Shoa suggeriamo di consultarenel nostro sito, alla pagina “Libri” le seguenti letture:
1) Nedo Fiano: A 5405 Il coraggio di vivere Editrice Monti, Saronno(VA), 2003
2) Tu passerai per il camino di Vincenzo Pappalettera (C. E. Mursia, Milano, 1965)
3)Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia 1939-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Casa Editrice Einaudi, Torino, 2011)
4)Auschwitz, ero il numero 220543 di Denis Avey con Rob Broomby, C.E. Newton Compton Editori,Roma, 2013
5)Il fotografo di Auschwitz di Luca Crippa e Maurizio Onnis, C.E. Piemme, Milano,2013
6)Su You-toube vedi il documentario trasmesso dalla rubrica Vojager L’uomo che sfidò Auschwitz:
http://www.youtube.com/watch?v=crZilOBRCA4 1a parte
http://www.youtube.com/watch?v=aZ7HD5ji_b4 2a parte
http://www.youtube.com/watch?v=PpJlGh3yolI 3a parte
http://www.youtube.com/watch?v=5-gELinoFgc 4a parte
7)Per notizie su Auschwitz e su altri campi di sterminio vedi Wikipedia, l’enciclopedia libera
8)Nella pagina "Photo Album" si possono trovare immagini relative ad Auschwitz I, Auschwitz II e Mauthausen

Fonte:
 

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