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01/10/2015 homepage  
Di qua o di là dal fiume?
Domenica 27.09.2015, su Il Resto del Carlino, è comparso un articolo nel quale il Sindaco di Montelabbate, Cinzia Ferri , annuncia il referendum consultivo sull’uscita dall’Unione di Pian del Bruscolo per il 20 e 21 marzo 2016.(Vedi documento)
Nell’articolo il Sindaco afferma che senza l’Unione, il Comune di Montelabbate avrà solo dei vantaggi. Non voglio entrare nel merito delle questioni economiche che spingono il Comune a voler uscire dall’Unione, perché ognuno, dal suo punto di vista politico, ha le sue convinzioni.
A me interessa solo mettere in evidenza la coerenza e la linearità politica delle Amministrazioni Comunali montelabbatesi che si sono succedute in tutti questi anni a partire dalla fine degli anni ’70 tanto che l’interrogativo che posi oltre 35 anni fa continua ad essere valido: “Montelabbate preferisce stare di qua o di là dal fiume?”.
Mi spiego meglio, riportando alcune date ed avvenimenti che non tutti forse conoscono:
1) Alla fine degli anni ’70 tutte le scuole del nostro territorio dipendevano dalla scuola “Carducci” di Pesaro ed ogni volta che c’era una riunione i rappresentanti dei genitori dovevano recarsi in “città”. In quegli stessi anni, dopo il Piano Regolatore Intercomunale, sorse un movimento tendente ad ottenere per le scuole una certa autonomia da Pesaro con la richiesta di una Direzione didattica. All’idea aderirono i Comuni di Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo e Tavullia, mentre Montelabbate preferì continuare a dipendere da Pesaro e quindi a “stare al di là del fiume”. Nasceva così, la Direzione Didattica di Montecchio-Sant’Angelo in Lizzola nel nuovo edificio della scuola elementare di Via Leonardo da Vinci da poco costruito. Nel dicembre del 1979 si ebbe l’inaugurazione ed io fui chiamato a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio della Direzione suddetta.
2) Negli anni ’80 Montelabbate, pur facendo parte del Consorzio Intercomunale pesarese insieme agli altri Comuni della valle, continua a gestire le sue scuole . Nonostante ciò tutti insieme decidono di imboccare la via della solidarietà e della collaborazione sovracomunale, pensando ad uno sviluppo sempre più accentuato della realtà locale non più dal punto di vista egoistico e campanilistico, ma proiettata verso il futuro. Nasceva così la scuola media di Pian del Bruscolo, nella quale venivano ospitati non solo gli alunni di Montecchio e delle frazioni del Comune di Tavullia, ma anche quelli provenienti dai comuni limitrofi (Osteria Nuova, Pozzo Basso, Montegridolfo) e dunque Montelabbate non aveva ancora deciso la sua prospettiva futura.
3) Nel 1998 nasce il Consorzio Pian del Bruscolo, costituito dai Comuni di Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo, Monteciccardo e Tavullia. Montelabbate non aderisce e preferisce restare ancora “al di là del fiume”, continuando nella sua politica di isolamento nei confronti degli altri Comuni della valle.
4) Un anno dopo, aprile 1999, l’Amministrazione guidata dal Sindaco Lisotti decide di entrare nel Consorzio Pian del Bruscolo, cedendo la gestione degli istituti scolastici e della palestra del comune di Montelabbate al Consorzio. Decide cioè di “stare al di qua del fiume”, unendo le sue forze a quelle degli altri Comuni .
5) Nel gennaio del 2003 c’è l’atto costitutivo dell’Unione Pian del Bruscolo secondo il quale i Comuni di Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate e Tavullia decidono di continuare sulla via della solidarietà, della collaborazione e di una politica sovracomunale, mettendo insieme determinati servizi. Anche in questa occasione fui scelto a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dell’Unione, la quale diventa, in tutta la provincia, un esempio da seguire per quanto riesce a realizzare sul territorio. Montelabbate, in questa occasione, conferma la sua volontà di “stare al di qua del fiume”.
6) Nel 2004 diventa sindaco di Montelabbate Claudio Formica. Uno dei suoi primi atti sarà quello di far votare in Consiglio Comunale una delibera, nella quale si chiede che gli Istituti scolastici di Montelabbate tornino a dipendere dal Comune. Questo è, forse, il primo di tanti altri episodi che porteranno alla crisi dell’Unione Pian del Bruscolo, perché tutte le altre Amministrazioni, di fronte al fatto compiuto, si vedono costrette ad adeguarsi e quindi a rivedere la suddivisione degli istituti scolastici, facendo emergere di nuovo il desiderio di “stare al di là del fiume” .
7) Nel 2009Formica, oltre ad essere Sindaco del Comune di Montelabbate, diventa Presidente dell’Unione Pian del Bruscolo e, sotto il suo governo, si avrà la nuova organizzazione scolastica con il ritorno definitivo degli istituti di Montellabbate sotto il controllo e la gestione del Comune stesso. Continua, così , il desiderio di tornare a vedere e considerare Montelabbate una entità a se stante, minando alle fondamenta l’esistenza stessa dell’Unione.
8) Nel 2014 diventa sindaco di Montelabbate la Sig.ra Cinzia Ferri che vorrebbe, definitivamente, continuare a “stare al di là del fiume”, perché ritiene che l’Unione Pian del Bruscolo sia finita poiché quello che si doveva realizzare, “conferire servizi all’Unione”, non si è realizzato e quindi, standone fuori, se ne conseguiranno solo dei vantaggi. Per questo motivo si terrà un Referendum consultivo per conoscere l’opinione della popolazione sull’Unione Pian del Bruscolo.
Da quanto detto, credo che si capisca molto bene che nella politica del Comune di Montelabbate, in questi 40 anni, non vi è stata una progettualità sicura, chiara e di lungo respiro, ma vi è stato un continuo ripensare e ritornare sui propri passi come se la cosa più importante fosse quella di far prevalere la propria autonomia e il proprio territorio.
Mentre vi è un proliferare continuo di Comuni che, per superare il patto di stabilità e le difficoltà economiche, perseguitano ogni forma di collaborazione, dall’Unione (Pesaro-Gabicce-Gradara-Monteciccardo) alla Fusione (Vallefoglia) all’incorporazione in un altro Comune( Monteciccardo con Pesaro – Tavoleto con Urbino), Montelabbate invece torna a chiudersi in se stesso e ad uno splendido isolamento che a lungo andare la penalizzerà.
Speriamo che i cittadini di Montelabbate facciano sentire la propria voce e che decidano una volta per tutte, baipassando la volontà di questo o quel sindaco, di questo o quel partito, quale destino vorrà avere: restare al di là del fiume continuando a difendere il proprio campanile, il proprio orgoglio e autonomia oppure decidere di stare al di qua del fiume e scegliere di essere coinvolto alla pari nel destino degli altri Comuni della Valle.
Alberto Cudini

Fonte:
 

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