WebMail

22 Febbraio 2018 - 05:46

home cronaca sport sport g. giornali economia cultura messaggi links
Google
11/01/2016 homepage  
La Sanità pesarese secondo il PSI
Stiamo attraversando un periodo nel quale, anche nella nostra provincia, si cerca di razionalizzare le spese della sanità. In modo particolare al centro dell’attenzione c’è la questione dell’Ospedale unico, della chiusura dei piccoli ospedali dislocati sul territorio e i cosiddetti “Punti nascita”.
E’ di qualche giorno fa la notizia che 55 sindaci della provincia, in un’assemblea tenutasi ad Urbino, hanno chiesto la revoca di quanto deciso dalla Regione Marche sulla chiusura nelle ore notturne del Punto di Primo Intervento ed è di oggi quella che molti cittadini dell’entroterra, in particolare i cagliesi, si recheranno ad Ancona per una protesta contro la politica sanitaria della Giunta Ceriscioli.
Sulla questione della Sanità, abbiamo ricevuto da parte del Segretario Provinciale del PSI, Gaetano Vergari,la seguente nota che abbiamo il piacere di pubblicare.
Sulla Sanità, al di là delle sparate campanilistiche, il discorso è complesso e semplice allo stesso tempo. Dobbiamo, soprattutto, smetterla di mescolare SANITA' ed ECONOMIA nel calderone delle pur comprensibili lagnanze economico-sociali dell'entroterra.
La SANITA' è un'altra cosa e, soprattutto, troppo seria e importante, dato che tratta della vita o della morte delle persone, per essere presa a pretesto per polemiche politiche.
La rete dei 100 e più Ospedaletti sorti sui cucuzzoli collinari delle Marche nei primi del Novecento rispondevano ad esigenze allora naturali quando ancora la gente era costretta a spostarsi a piedi o a cavallo. Ora sono un non senso. Così come è ridicola la polemica sulla soppressione dei Punti Nascita in una delle regioni a più bassa natalità d'Italia ed alla luce delle recenti tragedie capitate a puerpere addirittura anche in grandi Ospedali.
Personalmente e per ripetute esperienze personali ma anche i base ad un minimo di buon senso, sono convinto che i cittadini, ovunque essi abitino, nel nostro Stato, abbiano diritto, anche in base alla Costituzione e quindi debbano pretendere dal Servizio Sanitario Nazionale, assolutamente, una cosa sola, quella che salva sul serio la vita alla gente: le AUTOAMBULANZE col MEDICO SOCCORRITORE A BORDO h 24 in numero sufficiente e in grado di raggiungere ogni paese, ogni frazione in meno di 15 min.per stabilizzare il paziente, portarlo all'Ospedale provinciale più vicino o nei casi più gravi in eliambulanza all'Ospedale regionale.
Questo serve veramente e bisogna pretenderlo per il principio di uguaglianza e universalità delle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini ovunque essi abitino. Il resto sono tutte rivendicazioni campanilistiche determinate da mediconzoli e infermieri locali che fomentano la protesta impaurendo la gente perchè non vogliano andare a lavorare altrove e dei commercianti che temono di perdere il movimento di clienti determinato dagli ospedaletti.
Se una persona ha una malattia seria o deve compiere un intervento chirurgico è necessario che venga trattata o nell'Ospedale provinciale o in quello Regionale d'eccellenza a seconda della gravità e complicazione del caso. A quel punto che importa se l'Ospedale si trova a 30, 40, 50 o 100 km.da casa. L'importante è che il paziente riceva cure appropriate da personale medico e infernieristico di alta specializzazione e soprattutto con una casistica alle spalle che gli assicuri di essere in mani esperte tali da salvargli la vita.
Questo trattamento oggi non può essere, assolutamente, garantito dagli exOspedaletti. Questi naturalmente dovranno essere utilizzati per ospitare tutti i servizi di diagnostica poliambulatioriale ed RSA rivolte soprattutto agli anziani visto che siamo la Regione più longeva al Mondo.
Quindi deve esistere un solo moderno Ospedale Provinciale col preciso significato del termine da edificare in una zona il più facilmente raggiungibile da ogni parte della Provincia attraverso le principali vie di comunicazione stradali, autostradali e ferroviarie con un Reparto di EMERGENZA/URGENZA che sia in grado di porre in essere tutte le azioni SALVAVITA pei i casi di incidentati politraumatizzati e per le patologie acute cardiorspiratorie, ictus ed emorragiche, blocchi renali ecc. cioè di tutte le situazioni patologiche per cui si può morire nel giro di pochi minuti.
Ma per realizzare tutto ciò servono risorse umane e finanziarie che non possono essere distolte per meri interessi territoriali mettendo a rischio la vita della gente. Tra l'altro sono oggi gli stessi medici, sempre più oggetto di denuncie dei familiari di pazienti deceduti, a non accettere più il rischio di lavorare in strutture inadeguate rispetto ai moderni standars di terapia.
Questo dice il Piano Sanitario Regionale 2012/2014 ma lo diceva anche il 1° Piano sanitario regionale redatto nell'1980 dal Socialista, Assessore alla Sanità Prof. Elio Capodaglio per cui noi Socialisti eravamo già avanti a tutti 35 anni fà.
Purtroppo le rivolte ospedaliere sorte ovunque nel corso di questi anni ne hanno rallentato enormemente l'attuazione, impedendo alla SANITA' MARCHIGIANA di essere sede come meriterebbe, grazie alla sua prestigiosa Università, di quelle strutture di eccellenza che eliminerebbero la mobilità passiva, attirando, al contrario, pazienti dal resto d'Italia.


Fonte:
 

Torna alle news della categoria "homepage"
Torna alla pagina delle news

Siti Web personalizzati di Euweb.it