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19 Ottobre 2018 - 05:36

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18/10/2016 homepage  
Riforma
Cosa c’è da sapere

Continua la campagna referendaria in tutt’Italia con l’obiettivo di far prevalere il SI oppure il NO. Ognuno assumerà una certa posizione per i motivi più svariati.
Semplificando al massimo, però, possiamo dire che il NO è abbracciato da una specie di armata Brancaleone che comprende D’Alema, Bersani, Salvini, Meloni, Brunetta, Grillo i quali cercano di cogliere l’occasione per defenestrare Renzi e il suo governo, tenuto conto che dal punto di vista politico non hanno nulla in comune. Si ritrovano tutti nella stessa armata perché ritengono Renzi arrogante, sbruffone e un pericolo per la democrazia.

Ma anche chi sceglierà il SI potrebbe sostenere che D’Alema sia ugualmente arrogante, Salvini sbruffone, Brunetta confusionario, Grillo comico per eccellenza. A questo schieramento appartiene la maggioranza del PD e gli altri partiti che compongono il governo, fra cui i socialisti.
E’ chiaro che non si può ridurre un Referendum costituzionale a un voto di simpatia o antipatia, ma è necessario far comprendere i reali contenuti che dovrebbero rendere più moderna la nostra Italia. Vediamo allora di chiarire ciò che gli elettori debbono conoscere prima di esprimere il proprio voto.

Il disegno di legge sulla riforma costituzionale introduce modifiche alla seconda parte della Costituzione, intervenendo in tre ambiti:

a) Struttura del bicameralismo parlamentare e poteri del Governo in Parlamento.
b) Rapporti tra Stato e regioni in materia legislativa.
c) Altre disposizioni.

A) Struttura del bicameralismo parlamentare e poteri del Governo in Parlamento

Il superamento del bicameralismo perfetto viene perseguito mediante una differenziazione tra Camera e Senato sia riguardo all’elezione che alle funzioni.
Alla Camera, eletta direttamente dai cittadini, viene attribuito il potere fiduciario nei confronti del Governo, mentre il Senato, composto di 95 membri eletti con procedimento di secondo grado dai Consigli regionali (ad essi si aggiungono i Presidenti emeriti della Repubblica nonché 5 senatori che possono essere nominati, per sette anni, dal Capo dello Stato), diviene organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali, con compiti di raccordo tra esse e lo Stato, oltre che in materia di politiche comunitarie.
Il nuovo procedimento legislativo si basa sulla prevalenza della Camera, con possibilità di intervento da parte del Senato per proporre modifiche, ma con potere di decisione finale riservato alla Camera. In alcune materie, come le leggi costituzionali, elettorali o relative all’UE, è previsto un ruolo paritetico di entrambe le Camere.
Con riguardo ai poteri del governo in parlamento, viene introdotto il c.d. “voto a data certa” che consente al Governo di richiedere alla Camera l’esame e l’approvazione entro 70 giorni dei disegni di legge reputati essenziali per l’attuazione del programma. In questo modo vengono garantiti all’esecutivo tempi definiti per lo svolgimento dell’attività legislativa su particolari settori.
A ciò si accompagna, per converso, l’ ampliamento dei limiti alla decretazione d’urgenza, con la previsione di materie sottratte a tale strumento, in linea con la giurisprudenza della Corte costituzionale.

B) Rapporti tra Stato e regioni in materia legislativa

La riforma opera una razionalizzazione delle competenze tra Stato e Regioni nel titolo V, mediante l’abolizione delle materie c.d. “concorrenti” che dal 2001 hanno dato luogo a numerosi conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. Inoltre, si procede ad un ritorno alla competenza statale di materie strategiche, come concorrenza, coordinamento della finanza pubblica, tutela e sicurezza sul lavoro finora inserite nella competenza concorrente.
Vengono fissati limiti retributivi ai consiglieri regionali nella misura dell’emolumento previsto per i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione.

C) Altre disposizioni

Il testo detta infine norme specifiche di riforma in altri settori, che concernono:
- Riduzione del quorum per la validità del referendum abrogativo, passando, in caso di quesito sottoscritto da 800 mila cittadini, dalla metà più uno degli aventi diritto alla metà più uno dei votanti alle ultime elezioni per la Camera. Resta fermo l’attuale quorum in caso di richieste con 500 mila sottoscrizioni.
- Introduzione del referendum propositivo e di indirizzo, da disciplinare con legge costituzionale apposita, mediante cui favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche.
- Previsione di un giudizio preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali di Camera e Senato qualora venga richiesto da un quarto dei componenti della Camera oppure da un terzo di quelli del Senato.
- Modifica del quorum per l’elezione del capo dello Stato, che a partire dal quarto scrutinio dovrà ottenere la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea (anziché la maggioranza assoluta prevista oggi), ridotta ai tre quinti dei votanti dal settimo scrutinio.
- Soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).
- Abolizione dell’istituzione Provincia dall’articolazione costituzionale dello Stato

Fonte:
 

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