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23 Luglio 2018 - 16:00

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07/04/2017 homepage  
Città di Vallefoglia:
Nuovo PRG – Pianificazione sovracomunale

Continuiamo la pubblicazione degli stralci del documento programmatico “Linee Guida per il nuovo PRG di Vallefoglia”, presentato nell’ultimo Consiglio Comunale dall’Assessore alla Pianificazione del Territorio, Stefano Gattoni.

Con questa parte entriamo nel vivo delle proposte.
COSA VOGLIAMO PER VALLEFOGLIA
8.0) PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE
Diverse scelte per la loro natura e rilevanza non possono essere prese a livello comunale, per difetto di competenza o perché interessano un territorio ed una popolazione di dimensione superiori a quella del comune .
Le scelte di livello sovracomunale che ci interessano e che devono vedere la partecipazione attiva del nostro comune, sono quelle riassumibili in un contesto provinciale e di vallata che coinvolgono direttamente il nostro ambito intercomunale e di conseguenza il nostro comune.
Ci riferiamo in particolare a tutte le politiche di sviluppo economico (industria, turismo, agricoltura e servizi), assetto e difesa del territorio, alle politiche ambientali, alle infrastrutture a rete a quelle della viabilità e a quelle socio- sanitarie.
In particolare:
8.1 ) - RISANAMENTO ASTE FLUVIALI
Si deve procedere con urgenza al risanamento idrogeologico e ambientale delle aste fluviali, il rischio piene per i nostri corsi d’acqua è sempre presente e anche la storia che abbiamo raccontato del nostro comune è li da monito. Si deve intervenire con una programmazione per asta fluviale che consenta in primo luogo la regolazione delle piene attraverso la realizzazione di casse di espansione/laminazione anche naturali, regolazione che in primo luogo per il Foglia deve coinvolgere un utilizzo corretto del bacino e della diga di Mercatale che all’oggi è l’unico vero e importante strumento di difesa dalle piene.
Si deve attuare un programma straordinario di manutenzione e adeguamento degli argini.
Tali interventi dovranno essere integrati con una politica di salvaguardia ambientale riassumibile con lo slogan “ dal retrobottega al giardino”.
Per troppo tempo abbiamo considerato il fiume come un posto nascosto nelle cui vicinanze si potevano concentrare le “brutture” che non stavano bene nelle vicinanze dei centri abitati.
Questa logica va invertita le aree fluviali sono le uniche ad aver conservato un minimo di naturalità vanno valorizzate devono diventare appunto “il giardino” in cui si affacciano i centri abitati.
Per questo fine è importante garantire la fruibilità delle aree attraverso percorsi ciclabili e pedonabili. Questo discorso vale anche per il torrente Apsa, dove va recuperato e collegato con il sistema del Foglia lo storico Percorso Natura.
La presenza di cittadini responsabili è il primo strumento di salvaguardia degli ambiti fluviali.
I fiumi infine sono l’asse principale di unione dei centri delle vallate e delle sue emergenze ambientali e architettoniche.
Per questa finalità si rende necessario il raddoppio del depuratore civile di Montecchio e quello industriale di Talacchio.
8.2) - ASSETTO VIARIO DI VALLATA
Nella nostra vallata non esistono ferrovie e viste le dimensioni e le caratteristiche della valle la viabilità stradale rappresenta da sempre l’unica infrastruttura di mobilità. La nostra è una viabilità valliva e le direttrici sono quelle immutate da secoli, da Pesaro verso Urbino e Macerata con degli assi intervallivi che ci collegano alla valle del Metauro e alla Romagna. L’unica vera rivoluzione è stata la realizzazione dell’Autostrada A14 che rappresenta l’unico grande collegamento con il resto del Paese.
Questi collegamenti però da tempo hanno dimostrato di essere insufficienti, di rappresentare un limite notevole alla possibilità di muovere velocemente uomini e merci che un sistema economico moderno richiede.
In particolare la carenza maggiore è rappresentata dal collegamento transappenninico per Roma e per il Tirreno, di fondamentale importanza quindi è la possibilità per la nostra vallata e per tutto il territorio provinciale di completare la Fano – Grosseto, attraverso l’utilizzazione della galleria della Guinza che risolverebbe questo annoso problema.
In questa logica è anche assolutamente necessario prevedere il potenziamento della Montelabbatese e un suo collegamento migliore attraverso la piana di Talacchio con la Fogliense, da migliorare fino alla galleria di Piandimeleto che ci porta a Sant’Angelo in Vado e alla Guinza.
Altrettanto urgente è il miglioramento del collegamento diretto Pesaro – Urbino, i due comuni co-capoluogo di Provincia.
Nel bassa Val del Foglia è molto sentita anche la necessità di un collegamento migliore con la Romagna, attraverso un asse che colleghi la nostra città con il casello autostradale di Cattolica.
Tra Padiglione e Montecchio le colline hanno il loro punto più agevole di superamento e già strumenti di pianificazione sovracomunali avevano previsto tale possibilità che va riconfermata.
8.3) - SERVIZI A RETE E PER LA MOBILITA’
Per quanto riguarda i servizi a rete occorre distinguere tra quelli tradizionali, acqua, gas e rifiuti a quelli immateriali rete telefonica e internet. Sui servizi tradizionali pur nel quadro di una situazione sufficiente, scontiamo dei ritardi che nel tempo potrebbero creare anche problemi non secondari.
Nel Servizio Idrico Integrato abbiamo un sistema di ambito con possibilità di investimento limitate rispetto a quelle che sarebbero le esigenze, il nostro territorio provinciale è vulnerabile per quanto riguarda i rifornimenti idrici in quanto la dipendenza per l’emungimento dai corsi d’acqua superficiali è troppo elevata (75% circa).
Questo oltre a darci una scarsa qualità della risorsa, ci espone in presenza di estati siccitose e dell’interramento dei bacini del Metauro, da cui attingiamo la risorsa, al rischio di limitazioni o razionamenti nell’uso in periodo estivo/autunnale.
E’ necessario riequilibrare almeno al 50% con prelievi da acque profonde la situazione attuale, in particolare con quelle potenzialmente disponibili dei pozzi Sant’Anna e San Lazzaro nella zona di Fossombrone.
Sempre per il servizio idrico integrato abbiamo l’obbligo di adeguare tecnologicamente e potenziare il sistema di collettamento e depurazione anche per i nuclei di Gallo - Cappone e di Montecchio.
Importante per il nostro bacino e per il nostro comune aumentare la quota di raccolta differenziata e di recupero dei rifiuti che attualmente ci vedono al di sotto dei livelli previsti dalla normativa.
Tale potenziamento passa attraverso un potenziamento del servizio porta a porta almeno per l’indifferenziata e valorizzando il centro di raccolta di Montecchio.
E’ necessario superare progressivamente il sistema basato sulle discariche, e per il nostro territorio sovra comunale, chiudere quella di Cà Asprete.
La rete del metano dovrà essere estesa anche a quei nuclei attualmente non serviti, presenti anche nel nostro comune.
A livello provinciale è urgente attivare un progetto di sostituzione progressivo delle reti che stanno invecchiando, realizzate alcuni decenni fa con importanti finanziamenti pubblici.
La telefonia mobile e la rete internet devono essere migliorate ed estese, perché oggi hanno assunto una rilevanza sociale, ma soprattutto economica e commerciale capace di condizionare in maniera assoluta lo sviluppo economico.
Riteniamo necessario un miglioramento dei servizi di trasporto pubblico sia nella direttrice Pesaro – Urbino che tra le colline e la vallata.
8.4) - INFRASTRUTTURE SOCIO SANITARIE
Riteniamo che la realizzazione di un ospedale unico a valenza provinciale non sia più rinviabile, la localizzazione di Muraglia è condivisibile, questa scelta è l’unica risposta possibile all’esigenza di razionalizzare la spesa, migliorare la qualità delle prestazioni, diminuire la mobilità passiva.
Il luogo in cui va realizzato l’ospedale deve rispondere solo a criteri di economicità ed efficienza e non va confuso come spesso accade con il prestigio comunale o come fonte di occupazione, la sua unica finalità è quella di dare un buon servizio ai cittadini
L’Ospedale sulla costa non deve però significare un peggioramento del servizio nelle aree interne, a questo scopo va preservato l’ospedale di Urbino come struttura di primo intervento e vanno potenziati i presidi, in particolare il 118 e il servizio di eliambulanza in modo che sia garantita a tutti i cittadini la possibilità di arrivare in tempi brevi ad un ospedale adeguato.
Riteniamo che per la Bassa Valle del Foglia l’area industriale di Talacchio, essendo di facile accessibilità possa essere indicata per un eliporto anche ai fini di protezione civile.
Per quanto riguarda la prevenzione riteniamo che la struttura di poliambulatorio che si sta realizzando a Montecchio, se ben attrezzata e dotata di un numero di specialisti adeguato, possa essere un punto di riferimento importante e rappresentare una sinergia fondamentale con l’ospedale, ai fini di migliorare il nostro sistema sanitario.
Di rilievo per tutto il territorio della bassa val del Foglia sarà la realizzazione del centro socio-sanitario di Apsella, l’opera realizzata con un investimento notevole da un fondo privato, sarà convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale e va a colmare una lacuna rilevante per la nostra zona nell’assistenza agli anziani.
L’intervento prevede la realizzazione oltre che della struttura socio-sanitaria anche una palestra/palazzetto pensata per i portatori di handicap, l’unica della provincia con queste caratteristiche, di un auditorium per la musica e di altre strutture che la renderanno punto di riferimento per l’intera provincia.
8.5) - SISTEMA PRODUTTIVO - AREE INDUSTRIALI
La crisi economica che ha inciso pesantemente nel nostro sistema produttivo induce le amministrazioni a valutare in maniera approfondita le prospettive di tutto il comparto industriale della provincia di Pesaro Urbino ed in particolare di quello per noi di quello pesarese.
Un comparto nato negli anni 60/70’ quasi monotematico, arredamento/mobile e solo in parte inizialmente nel settore meccanico, ha subito un contraccolpo dalla crisi che ne ha evidenziato la sua fragilità, la sua debolezza strutturale, fatta di piccole aziende, poco capitalizzate a scarsa qualificazione tecnologica, la crisi forse ne ha solo accelerato le difficoltà.
In questi ultimi decenni il settore si è fortunatamente diversificato, accanto alle produzioni tradizionali si sono aggiunte produzioni complementari che hanno avuto anche un buon successo come il settore del vetro, della refrigerazione, delle macchine industriali ecc., anche se questi nuovi settori hanno compensato solo in parte le perdite di occupazione e di ricchezza provocata dalla crisi del mobile.
Un fenomeno interessante a cui assistiamo è quello della concentrazione di alcune medio grandi imprese che progressivamente attraverso acquisizioni successive tendono per gran parte a sovrapporsi e ad identificarsi con aree industriali che anni fa vedevano una notevole pluralità di aziende.
Nel nostro comune questo è evidente nell’area industriale di Montecchio dove un’industria del settore della refrigerazione rappresenta come superficie industriale utlilizzata percentualmente la maggioranza dell’intera area, la stessa cosa avviene nell’aera industriale Di Buca Ferrara dove un’industria di componenti per mobili ha quasi totalmente monopolizzato l’area industriale.
Cambiano le dimensione delle aziende e le aree si specializzano.
L’abbandono però, in generale, di diversi impianti oggi sfitti e inutilizzati, oltre a rendere impossibili investimenti di ristrutturazione sugli immobili, che invece sarebbero necessari per la precarietà delle strutture e per la presenza di materiale contenente cemento amianto, ha determinato di conseguenza anche un degrado complessivo delle aree industriali.
Questa situazione comporta una riflessione assolutamente necessaria a livello di distretto produttivo, che ci consenta di capire quali spazi di sviluppo avrà nei prossimi anni il settore manifatturiero.
E’ necessario per ciò accordarsi con gli altri comuni per bloccare ulteriori espansioni e occupazioni di terreni agricoli, favorendo invece il recupero delle aree oggi solo parzialmente occupate.
Inoltre nel caso in cui le aree attualmente realizzate o previste nei PRG, risultino eccedenti rispetto alle esigenze future, dovranno essere previsti degli interventi di riconversione.
8.6) - AGRICOLTURA E TURISMO
Nel nostro bacino territoriale l’agricoltura e il turismo rappresentano in termini di ricchezza prodotta e di occupazione, una quota non confrontabile con il manifatturiero, ma tutti e due i comparti, hanno delle importanti possibilità di sviluppo.
L’agricoltura, vista anche la situazione morfologica del nostro territorio si dovrà orientare sempre di più su colture specializzate e di nicchia, come l’olio, la frutta, il biologico e orticultura.
Produzioni con elevate possibilità di crescita anche per effetto della nuova condotta irrigua realizzata dal Consorzio di Bonifica che nei prossimi anni oltre a garantire un afflusso costante di acqua, garantirà anche una sua migliore qualità, per effetto del fatto che il suo prelievo e immissione in rete avverrà nella parte medio alta del corso del Foglia e non come oggi anche nella sua parte terminale, notoriamente più inquinata e sporca.
La condotta per le sue caratteristiche potrà avere anche un uso residuale plurimo a servizio ad esempio dell’antincendio nelle aree industriali e artigianali.
Il nostro territorio si potrà caratterizzare anche come punto di riferimento per la ricerca, la proposizione di nuove tecnologie ed il commercio di prodotti agricoli.
L’area della ex cantina sociale di Morciola potrebbe essere ideale per tale ruolo.
Il turismo che concepiamo per la bassa val del Foglia e soprattutto realizzabile nelle nostre colline, dovrà valorizzare la posizione strategica del territorio, vicino al mare a due passi dalla Romagna e a Urbino, la qualità ambientale, la cultura e la storia dei nostri centri.
Un turismo legato all’enogastronomia, imperniato sugli agriturismi, gli affittacamere, i bed & breakfast che potrebbero trovare un forte sostegno in una rete di percorsi ciclo pedonali ed escursionistici, nella realizzazione di parchi tematici e in eventi di qualità di carattere storico culturale e gastronomico.
8.7) - PIAN DEL BRUSCOLO
Siamo in un momento particolare per quest’area, che si è sempre caratterizzata per fornire servizi all’ambito, formato dai comuni dell’omonima unione.
Di recente la vecchia unione ha lasciato spazio ad un’unione più grande formata da sette comuni che complessivamente assommano a 140.000 abitanti.
E’ difficile per la tipologia di servizi che forniva (scuole, piscina, asilo nido) ad eccezione della sede stessa dell’unione che questi servizi possano assumere tale rilevanza territoriale è indubbio invece che in ogni caso possano essere potenziate, sicuramente la scuola e la piscina dovranno essere ristrutturate ed ampliate perché già oggi appaiono insufficienti.
La nuova unione potrà dare anche la spinta affinché l’area possa essere completata nelle sue previsioni iniziali, con la realizzazione di un campo d’atletica sovraccomunale e un centro di tecnologia e formazione tecnica e professionale a servizio dell’industria del comprensorio
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Fonte:
 

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