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31/07/2013 homepage  
Fusione di Comuni appartenenti all’Unione Pian del Bruscolo
Mozione del Consiglio Comunale di Sant’Angelo in Lizzola approvata all’unanimità nella seduta del 30.07.2013
Il Circolo Culturale “Città Futura” e l’Associazione “Un Comune per Pian del Bruscolo” accolgono favorevolmente e con particolare interesse l’approvazione della mozione relativa alla fusione tra il Comune di Sant’Angelo in Lizzola e quello di Colbordolo.

Siamo, in un certo senso, orgogliosi per la scelta che le due amministrazioni si apprestano a perseguire, poiché abbiamo sempre sostenuto la necessità di giungere alla fusione di tutti e cinque i comuni dell’Unione Pian del Bruscolo. Chi ha seguito i nostri articoli, le nostre riflessioni e le nostre iniziative su tale questione, conosce le motivazioni che ci hanno spinto a forzare la mano affinché si giungesse ad una iniziativa del genere. Le stesse motivazioni si possono ritrovare nella mozione approvata nel Consiglio Comunale di Sant’Angelo in Lizzola che riportiamo qui sotto in modo integrale.
Non è propriamente quello che si sarebbe dovuto realizzare ( la nascita di un Comune Unico fra quelli che fanno parte dell’Unione Pian del Bruscolo), tuttavia è un passo molto importante in quanto da una parte impegna le amministrazioni di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo a giungere alla fusione, dall’altra costringe le altre tre amministrazioni di Monteciccardo, Montelabbate e Tavullia a fare le dovute riflessioni sulla stessa questione e finalmente decidere quale strada scegliere: quella della solidarietà, della collaborazione, della gestione unitaria del territorio oppure quella dell’egoismo, del campanilismo, della miopia politica che andrà a discapito dei propri cittadini.

Mozione ai sensi dell’art. 22 del regolamento del funzionamento del consiglio comunale

Oggetto: fusione di comuni appartenenti all’unione Pian del Bruscolo

Premesso che,

In questo momento storico è sempre più forte l’esigenza espressa dai cittadini di semplificazione e razionalizzazione dei livelli di governo ed in generale della Pubblica Amministrazione in funzione della necessità di ridurre i costi a fronte di un mantenimento o se possibile un incremento nel livello qualitativo e quantitativo dei servizi offerti.
La forte domanda di riforma delle istituzioni democratiche continua però a rimanere inascoltata ai vari livelli di governo. In questo modo l’esigenza espressa rischia di degenerare mettendo a repentaglio la tenuta delle istituzioni stesse.
Gli stessi cittadini riconoscono che i Comuni siano le istituzioni più vicine ai cittadini, ma nonostante ciò l’evolversi negli anni di normative nazionali che di fatto rischiano di paralizzare l’attività di queste istituzioni, renderanno questi enti incapaci di dare risposte ai numerosi bisogni delle popolazioni.
C’è da considerare inoltre che le attuali dimensioni dei Comuni risalgono ad un periodo lontano e c’è appunto da interrogarsi circa le inadeguatezze delle attuali dimensioni degli attuali enti locali a dare risposte alle vecchie e nuove domande sociali che vengono dall’attuale complessa realtà.

I trasferimenti statali sono i in progressiva riduzione pertanto sarà inevitabile una contrazione ulteriore delle prestazioni di servizio al cittadino;
Le recenti innovazioni normative impongono ai comuni sotto ai 5000 abitanti l’esercizio associato di tutte le funzioni in capo all’amministrazione comunale dal 2014;
L’amministrazione comunale di Sant’Angelo in Lizzola ha attivato da anni un percorso di collaborazione istituzionale e nella fornitura di servizi al cittadino con il Comune di Monteciccardo attraverso numerose convenzioni;

Ritenuto che

L’unica struttura amministrativa in grado di far fronte alla carenza di risorse degli enti pubblici e di sfruttare le economie di scala di gestione dei servizi è identificabile nella istituzione di un unico ente comunale mediante fusione tra comuni

Evidenziato che la legislazione vigente offre i seguenti benefici:
a) Con il DM del 10 ottobre 2012 e successive integrazioni e modificazioni lo stato ha fissato gli incentivi statali per i comuni che si fondono; questi incentivi sono pari al 20% dei trasferimenti assegnati nel 2010 e verranno erogati per 10 anni consecutivi a partire dall’anno di fusione;
b) Con il d.l. n.95 del 2012 e successive integrazioni e modificazioni si offre ai comuni il vantaggio di disapplicare il patto di stabilità per 3 anni in caso di fusione.

Visto che i vantaggi della fusione sono concreti ed identificabili immediatamente con il non-inasprimento della pressione fiscale grazie a maggiori trasferimenti e con la razionalizzazione delle strutture amministrative

Visto che dobbiamo lottare in ogni modo per poter garantire e possibilmente migliorare i servizi anche attraverso la razionalizzazione dell’offerta di servizi nonché con una maggiore razionalizzazione nella gestione delle strutture.

Visto altresì che non è possibile ignorare il fatto che avremo la concreta possibilità di attivare politiche anticicliche anche con investimenti pubblici con cui potranno essere realizzate nuove opere pubbliche al di fuori dal patto di stabilità liberando dal soffocamento i comuni del Pian del Bruscolo e le imprese che risiedono su tutto il territorio della provincia di Pesaro e Urbino.

Considerato che

il nostro comune fa parte da lungo tempo dell’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo insieme ai comuni di Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate, Tavullia;

tale esperienza per una serie di recenti disposizioni legislative subisce una serie di vincoli un tempo limitati solo ai comuni, sta diventando poco funzionale all’esigenza di rispondere in modo efficace alla crisi della finanza locale tuttora in atto col rischio di diventare un ente aggiuntivo rispetto agli stessi comuni, con spese fisse incomprimibili che in questa fase difficilmente risultano sostenibili, alla luce di tagli continui sia ai comuni che alle unioni stesse;

Tenuto conto anche che nel 2008 con delibera nr. 44 del 28.07.2008 il consiglio comunale di Sant’Angelo in Lizzola esprimeva all’unanimità il suo favore ad un progetto di fusione che interessava i 5 comuni dell’Unione Pian del Bruscolo.

Le amministrazioni comunali di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola intendono dare avvio ad un percorso per la fusione dei 2 comuni;
Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola appartengono al medesimo sistema territoriale, alla stessa Unione dei Comuni, allo stesso Ambito Sociale Territoriale nr. 1, che hanno un comune tessuto socio-economico;
il progetto si colloca alla guida dei temi relativi la riforma del sistema delle autonomie e più in generale della semplificazione delle strutture amministrative della Repubblica oltre a produrre una semplificazione del quadro istituzionale che pienamente si inserisce all’interno dell’attuale sistema territoriale della Bassa Val del Foglia

Partendo da queste considerazioni ed avendo ben presente il comune contesto socio-economico in cui sono inseriti i territori e le popolazioni dei Comuni dell’Unione Pian del Bruscolo, confermiamo in qualità di amministratori della cosa pubblica la volontà di fusione degli stessi comuni in un comune più grande (di circa 32.000 abitanti) ed in questo momento anche la volontà di fusione del nostro comune con il comune di Colbordolo, che ha lasciato intendere seppure attraverso i suoi attuali amministratori, la stessa volontà raggiungendo così la creazione di un unico comune di circa 15.000 abitanti (Colbordolo – Sant’Angelo in Lizzola).
E’ evidente che questo processo dovrà essere sancito secondo quanto stabilisce la stessa normativa regionale cioè sia attraverso la volontà dei consigli comunali, delle popolazioni attraverso apposito referendum ed infine con la volontà del consiglio regionale.

Oltre al quadro socio-economico sopradescritto sono evidenti anche i vantaggi derivanti dalle opportunità di sviluppo future che la fusione offre: vantaggi economici in termini di trasferimenti statali derivanti dalla premialità nazionale (per almeno 10 anni, fondo permettendo), vantaggi economici in termini di contributi regionali, esclusione per un triennio dal patto di stabilità interno che di fatto permetterà investimenti significativi sul territorio. A questo si aggiunge il progressivo processo di razionalizzazione delle spese derivante dalla riorganizzazione.
Tutto ciò potrà generare nel tempo maggiori risorse che il nuovo comune potrebbe destinare al non-innalzamento, se non alla riduzione, della tassazione locale e/o al mantenimento, se non all’ampliamento dell’attuale offerta dei servizi erogati, in nodo da garantire una diretta ricaduta su cittadini e imprese dei benefici conseguenti la fusione.

Con un Comune unico avremo anche una riduzione dei costi della politica che porterà almeno ad un risparmio di circa € 50.000 annui nel caso della fusione dei comuni di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola, e non ci sarebbe una drastica riduzione della rappresentanza perché la normativa nazionale vigente ha già previsto per la prossima tornata amministrativa una riduzione dei consiglieri per entrambi i comuni considerati singolarmente, da 16 a 12, mentre il nuovo Comune avrebbe un Consiglio Comunale di 16 membri.

I più importanti e strutturati benefici in termini economico-finanziari si otterranno soltanto nel medio periodo avendo riguardo alle strutture amministrative che diventeranno una sola, tramite l’accentramento delle funzioni istruttorie, la riduzione delle responsabilità di procedimento e del numero di titolari di posizioni organizzative, ma garantendo contemporaneamente il più ampio decentramento territoriale per quanto riguarda gli sportelli ai quali il cittadino si rivolge per chiedere servizi, con un radicamento territoriale almeno pari a quello degli attuali palazzi e delegazioni municipali.
L’unificazione delle strutture amministrative oltre a generare risparmi ed economie di scala, soprattutto in prospettiva di una riduzione della pianta organica rispetto a quella scaturita dalla fusione, rende possibile erogare servizi migliori agli utenti tramite un’adeguata formazione e specializzazione delle risorse umane, difficilmente perseguibile in comuni di più piccole dimensioni nei quali la singola persona si occupa di più questioni, spesso eterogenee, a discapito della qualità della prestazione. In tal modo si otterrà un miglioramento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’azione amministrativa, con una riduzione sensibile della spesa pubblica.

Relativamente alla riorganizzazione delle strutture amministrative il nuovo comune darebbe una risposta di lungo respiro anche alle recenti normative nazionali che dapprima hanno spinto e poi reso obbligatorio l’esercizio associato delle funzioni fondamentali dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, con la sempre più concreta possibilità di innalzare tale soglia ai 10.000 abitanti. In questa ipotesi di fatto le attuali amministrazioni si svuoterebbero rendendole di fatto poco più che un simbolo a difesa del campanile ma senza più possibilità di erogazione diretta dei servizi.
Lo strumento della fusione garantirebbe forme di efficientamento e risparmi di spesa superiori rispetto alla strada dell’associazione di funzioni.

Al tempo si conferma la necessità di mantenere la gestione associata tra i comuni dell’Unione Pian del Bruscolo ma la creazione di un comune di un comune di 15.000 abitanti dotato di una articolata struttura amministrativa porrà in discussione l’opportunità di mantenere la forma giuridica della Unione dei Comuni con la duplicazione delle strutture amministrative.
Sia il mantenimento dell’Unione che altre forme associative andranno prese insieme alle altre amministrazioni dei comuni dell’Unione Pian del Bruscolo.
La fusione dei 2 comuni costituenti l’Unione mira a razionalizzare le strutture amministrative e le spese in capo a Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola e non contraddice la politica di gestione associata dei servizi: la semplifica e offre una ulteriore possibilità di razionalizzazione.

Nel complesso del territorio attualmente suddiviso nelle 2 amministrazioni comunali è riscontrabile un importante vantaggio comparato in ciascuno dei tre settori economici, vantaggio che potrà essere accresciuto e valorizzato con l’unificazione delle 2 amministrazioni.
Il nuovo comune potrà meglio promuovere il suddetto vantaggio potendo operare una reale perequazione delle risorse che consentirà di tutelare pienamente il patrimonio paesaggistico dell’area collinare del territorio garantendo al contempo un pieno sviluppo dell’area più propriamente manifatturiera ed artigianale. La presenza di un unico PRG ed unici regolamenti riusciranno a semplificare notevolmente la vita non solo dei cittadini ma degli operatori economici che potranno operare in un contesto di maggiore chiarezza e certezza normativa.
Le diverse espressioni economiche potranno essere meglio valorizzate ed integrate, stimolando le naturali e plurali vocazioni dei territori, senza che nessuno prevalga sull’altra ma creando un circuito virtuoso che vada a vantaggio di tutte le espressioni economico-produttive del territorio.
Un nuovo più grande e popolato comune potrà inoltre maggiormente tutelare le esigenze del proprio territorio con l’esterno sia nei contesti sovra comunali che in quelli intercomunali rispetto a quello che rispettivamente può fare un comune con meno di 10.000 abitanti.
Tutto ciò senza rinunciare alle proprie identità di appartenenza che il nuovo comune non dovrà appiattire ma valorizzare per far si che i richiamati vantaggi comparati crescano e non si depauperino a vantaggio dell’uno o dell’altro.

Queste son in sintesi i motivi che rendono vantaggioso questo inedito progetto che dovrà essere consegnato ai cittadini affinché valutino liberamente questa opportunità essendo gli unici titolari a decidere il destino delle proprie istituzioni.

Con la presente mozione il Consiglio Comunale e la Giunta Municipale di Sant’Angelo in Lizzola si impegnano:

a. Verificare la possibilità tecnica di raggiungere l’obiettivo della fusione tra il nostro comune ed il comune di Colbordolo entro la fine della presente legislatura;
b. Concludere operazioni di consultazione ufficiale e formale con il comune di Colbordolo e con altri comuni dell’Unione Pian del Bruscolo entro la fine del mese di agosto al fine di attivare le fasi amministrative e istituzionali del processo di fusione tra i comuni che avranno formalmente manifestato interesse a prendere parte alla fusione;

Nel caso in cui il comune di Colbordolo confermi l’adesione al progetto di fusione il Consiglio Comunale autorizza il Sindaco del Comune di Sant’Angelo in Lizzola di concerto con il Sindaco del Comune di Colbordolo a richiedere al Presidente della Giunta Regionale l’elaborazione e la presentazione di una proposta di legge regionale per la fusione dei suddetti comuni;
al tempo stesso le amministrazioni dei 2 comuni promuoveranno le più ampie forme di partecipazione e consultazione tra i cittadini quali unici titolari a disporre delle proprie istituzioni, anche mediante la costituzione di appositi gruppi di lavoro tematici

Infine qualora a seguito delle operazioni di consultazione con le altre amministrazioni dei comuni dell’Unione Pian del Bruscolo si dovessero verificare ulteriori adesioni al progetto di fusione i Sindaci interessati saranno autorizzati a richiedere al Presidente della Giunta Regionale l’elaborazione e la presentazione di una proposta di legge regionale per la fusione dei comuni interessati ed al tempo stesso le amministrazioni interessate promuoveranno le forme di partecipazione e consultazione tra i cittadini dei comuni interessati per le stesse motivazioni più sopra riportate.

Montecchio di Sant’Angelo in Lizzola, li 24.07.2013

Formica Guido
Ghiselli Angelo
Torcolacci Barbara
Giombini Germana
Gambini Franca
Urbinati Urbano
Trapanese Francesco
Murgia Fernando
Rossini GianLuca
Balzano Giuseppe
Renzi Roberto
Ugolini Giovanni
Tiboni Enrico
Pedini Roberto
Scatassa Ettore
Ballerini Anna Maria
Tonucci Francesco


Fonte:
 

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