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27/02/2016 homepage  
Città di Vallefoglia:
le sue origini

Vallefoglia eredita storia e consuetudini dei Comuni di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo. Radici importanti che derivano da illustri famiglie come i Mamiani, i Perticari e altre figure di spicco come Giovanni Santi e i Conti Paciotti.
Terenzo Mamiani della Rovere (1799-1885), letterato, filosofo, deputato al Parlamento per la maggioranza cavouriana, Ministro dell’Istruzione del gabinetto Cavour, scrittore, statista e patriota italiano svolse un ruolo di primo piano nel Risorgimento italiano, fu l’ultimo conte di Sant’Angelo in Lizzola.
A Sant’Angelo in Lizzola nacque l’architetto e ingegnere Giovanni Branca (1571 – 1645) noto per aver ideato una macchina che precorreva il principio del motore a vapore. Fu impiegato presso la Sacra Casa di Loreto dove curò le riparazioni alla struttura, progettò monumenti funebri e migliorò le fortificazioni.
Colbordolo invece fu la patria di Giovanni Santi (1440 ca – 1494) padre e primo maestro di Raffaello e valente pittore egli stesso. Fu il primo pittore urbinate in quanto non ne esiste un altro, precedente a lui, di rilevanza tale da passare alla storia.
Il Borgo di Montefabbri, invece, conobbe un lungo periodo di tranquillità sotto i Paciotti, il cui castello fu acquistato da Paciotto (Pietro Francesco Tagliapietra – architetto e autore di numerose opere civili e militari del XVI secolo) per la somma di 6000 scudi, venendo nominato conte del feudo di Montefabbri nel 1578. Sotto la sua dinastia si intensificarono gli scambi e gli arrivi di maestranze e artigiani provenienti da altre zone italiane, si attivò una fabbrica di ceramiche e fu acquisito anche il mulino di Pontevecchio. Allievo a Urbino, il Conte Paciotto, prima di recarsi a Roma, lavorò in Emilia per i Farnese ai quali eseguì il primo progetto del Palazzo Farnese di Piacenza e i disegni per il palazzo di Caprarola.
Un patrimonio importante, sul quale l’Amministrazione comunale intende investire in un’ottica non solo di conservazione ma anche e soprattutto di valorizzazione, promozione turistica e di prospettiva futura.
Tenendo conto anche della particolare posizione strategica, Vallefoglia, che è oggi città capofila di un’area di 32.000 abitanti e di 4.000 imprese, luogo centrale che allora si rapportava con le famiglie dei Malatesta, Della Rovere e dei Montefeltro, oggi offre molte potenzialità in quanto funge da collegamento tra Marche, Umbria, Toscana e Romagna.

Fonte:
 

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