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21 Ottobre 2019 - 07:39

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POESIE E RACCONTI
Rubrica periodica di poesie e racconti curata da TOBEZ
 
Dalla parte dei Poeti
La cosa pi difficile, come ho gi detto, iniziare. Questa sera una di quelle sere che non sai bene quale sia il modo o forse il verso migliore per incominciare. Allora sono qui che cazzeggio un po in internet. Cerco e ascolto video musicali, entro nei siti, leggo qualcosa e sbircio nei blog. Vorrei riallacciarmi a quella poesia che ho trovato quando ho aperto per la prima volta questa rubrica, quella di Salvatore Quasimodo per intenderci. Cerco un aggancio coi poeti ermetici e inevitabilmente non posso non pensare a Mattina.

Di Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

Mattina

Millumino dimmenso


Bella. Tutti labbiamo studiata a scuola ed apprezzata se non altro per la sua brevit. Ci abbiamo riso sopra: Chiss che bolletta gli arrivata!!!

Ma la ricordiamo ancora e non possiamo non immaginare di aprire una finestra e ritrovarci di fronte ad unesplosione di sole e di luce, in fondo di gioia, ad unesplosione visiva che il poeta ha voluto regalarci. Con una semplicit sorprendente e con due sole parole riuscito ad esprimere un concetto di dimensioni infinite.

Chiss qual stato lintreccio dei suoi pensieri quando ha composto questi versi? E quale sar lintreccio per noi che leggiamo? Personalmente mi lascio prendere, mi immedesimo, vago nei meandri dei ricordi, delle immagini, rifletto, penso. Ed cos che, come in un domino, tutto si tocca e tutto ritorna, tutto confronto. Questo anche il senso che vorrei dare a questa rubrica: il confronto. Non voglio pensarla come qualcosa di statico, non posso copiare una poesia o una prosa e lasciarla ferma l, fine a se stessa. linteragire ed il confrontarsi che determina il movimento e levoluzione. Forse non sar questo uno spazio letto da molti. Siamo troppo immersi in questo mondo dove tutto frettoloso, frenetico, stressante; dove lapparire supera lessere, dove riusciamo a concedere poco anche a noi stessi. Ma se anche solo una persona avesse voglia di confrontarsi e poi dopo quella unaltra e poi unaltra ancora, potremmo dare movimento a queste pagine, animarle.
Non siamo in fondo un popolo di navigatori poeti e santi? In tanti si dilettano a scrivere. Ecco mandate le vostre cose alla redazione e qui saranno pubblicate. Abbiamo toccato con la poesia di Quasimodo il tema della solitudine e con questa di Ungaretti quello di saper gioire ed apprezzare le piccole cose anche in un momento bruttissimo come fu quello della guerra. Scrivete al nostro blog, mandateci i vostri pensieri, le vostre riflessioni; fateci domande, esprimete curiosit tutto sar molto gradito. E per concludere questa sera vorrei lasciarvi con una poesia bellissima, quella che io chiamo la Poesia.
Buona lettura
Tobez

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Di Pablo Neruda

Da 20 sonetti e una canzone disperata

Posso scrivere i versi pi tristi stanotte.

Scrivere, per esempio, La notte stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza.

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi pi tristi stanotte.
Io lho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa lho tenuta fra le braccia.
Lho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anchio lamavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi pi tristi stanotte.
Pensare che non lho pi. Sentire che lho persa.

Sentire la notte immensa, ancor pi immensa senza di lei.
E il verso scende sullanima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte stellata e lei non con me.

Questo tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna di averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli dallora, gi non siamo gli stessi.

Io non lamo pi vero, ma quanto lho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

Dun altro. Sar dun altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non lamo pi, vero, ma forse lamo ancora.
cos breve lamore e cos lungo loblio.

E siccome in notti come questa lho tenuta fra le braccia,
la mia anima non si rassegna daverla persa.

Bench questo sia lultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo


rubrica di poesia
Rubrica periodica di Tobez

Come iniziare a scrivere in questa rubrica? Mentre pensavo come incominciare, sembrava tutto pi semplice e le frasi mi scorrevano lineari in testa tanto da compiacermi con me stessa. La tastiera invece un po mi blocca e vorrei chiarire subito che non mi sento molto preparata ad affondare discorsi di poesia e prosa. Ma allora perch sono qui? Semplice. Unicamente per una passione che mi porto dentro. S, a me piace leggere e certe poesie mi toccano il cuore.
A tutti penso sia capitato di provare delle emozioni alla lettura di qualcosa che ci tocca, di qualcosa di bello e leggere non significa solo scorrere con gli occhi ci che troviamo di scritto, ma vedere trasformare in immagini, suoni, colori e profumi ci che noi stiamo comprendendo. Come non possiamo non vedere se leggiamo ..piove sulle tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti,. una pineta vicino al mare? Come non immaginarla col grigio di una giornata di pioggia, col profumo di terra riarsa e bagnata, col ticchettio dellacqua che scivola su ogni pianta, arbusto e cespuglio?
O come non possiamo soffermarci a pensare al significato di .come pu uno scoglio arginare il mare... uno scoglio. Un blocco di roccia, fermo, statico, ma pur sempre piccolo di fronte alla grandezza del mare, allimmensit di unimponente massa dacqua in continuo movimento. E come ancora non emozionarci con sentire la notte immensa, ancor pi immensa senza lei. E il verso scende sullanima come la rugiada sul prato
Sentire la notte immensa..a volte ancora mi stupisco della semplicit e allo stesso tempo della grandezza di alcuni versi che mi fanno pensare e scatenare limmaginario.
Ecco perch mi piace la poesia, e c tanta poesia che potremmo apprezzare saltando dai poeti classici ai contemporanei fino ad arrivare a molti cantautori che hanno fatto la storia della nostra musica, ed anche per questo che sono qui a parlarne nonostante la mia ignoranza. Sono qui a scoprire di tanto in tanto, insieme a voi, piccoli momenti, piccole emozioni, piccole carezze dellanima.

Trovo nellunica pagina di questa rubrica una poesia. Una bella poesia. Se ne sta tutta sola soletta. Senza titolo. Senza autore.
una delle pi belle poesie della prima met del novecento.

di Salvatore Quasimodo

Ed subito sera

Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed subito sera

Tre versi ad esprimerci un concetto profondo: la solitudine del singolo individuo e la solitudine dellumanit intera, ad esprimere il pensiero pessimista dellautore dove il raggio di sole che trafigge e svanisce una gioia passeggera della vita, data dagli affetti, prima della morte.
Salvatore Quasimodo poeta siciliano(1901-1968) ricevette il 10 dicembre 1959 a Stoccolma il premio Nobel per le letteratura.

Ho pensato a lungo quale opera poetica avrei potuto proporre in questa rubrica per la prima volta e me ne sono venute in mente tante, tantissime, senza tralasciarne una che a me piace in modo particolare e che io chiamo la poesia per antonomasia, ma ho deciso, anche dopo aver letto i versi cos tristi e pragmatici di Quasimodo, di inserire un brano di prosa.
Un brano che non si legge, ma che si vede.
Un brano nel quale credo che ogni donna possa in qualche modo riconoscersi ed ogni uomo possa ritrovarvi la propria compagna, moglie o figlia.
Buona lettura a tutti.
Tobez

Le parole di una di Alcatraz, Paoletta.

Donne in rinascita

Pi dei tramonti, pi del volo di un uccello, la cosa pi meravigliosa in assoluto una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: finita. No, finita mai per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce pi, che ti stai giocando lesistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarder deciderai se sei allaltezza o se ti devi condannare. Cos ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga laria, che non flirti con nessuno perch hai il terrore che qualcuno sinfiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che vuoi cambiare tu per tenertelo stretto. E cos stai coltivando la solitudine dentro casa.

Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: -io sto bene cos. Sto bene cos. Sto meglio cos.

E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,ci hai abitato Natali e Pasqua. In quelluomo ci hai buttato dentro lanima ed passato tanto tempo, e ce ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro allo specchio perch non sai pi chi sei diventata.

Comunque sia andata ora sei qui e so che c stato un momento che hai guardato gi e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed stata crisi, e hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente dacqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Cos, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perch laria buia tasciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia senso al tuo dolore.

-Perch faccio cos? Com che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?
Se lo sono chieste tutte.

E allora vai gi con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, qui che inizia tutto. Non lo sapevi? da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti cos, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perch una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trasciner sempre avanti. Ti servir una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perch ti toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi pi essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincer lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, come un diesel: parte piano, bisogna insistere, ma quando va, unavventura ricostruire se stessi. La pi grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo sono nuova con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perch tutti devono vedere e capire: Attenti: il cantiere aperto, stiamo lavorando per voi. Ma soprattutto per noi stesse.

Pi delle albe, pi del sole. Una donna in rinascita la pi grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.

la primavera a Novembre. Quando meno te lo aspetti

Jack Folla

 

SETTIMANA DI VALLEFOGLIA
A cura di Stefano Gattoni
Assessore comunale alla Pianificazione Territoriale

- Giunta gli argomenti principali
- Megabat, al via il campionato di B1 di pallavolo femminile
- Concerto in Chiesa a Montecchio per la festa del paese
- Via Mazzini, viabilit nella zona industriale


- Variante Rivacol
- Situazione Lavori Pubblici
- FC. Montecchio Borsa di studio
- Gran Gala Operistico, Coro Cittafutura, Chiesa di Sant'Egidio


- Primo consiglio dell'Unione dei comuni elezione presidente
- Circoli ricreativi a Vallefoglia, intervista al Consigliere delegato Ballerini e al Presidente del Circolo Arci di Montecchio Renzi


- In Giunta, rifiuti, occupazione spazi pubblici, telecamere;
- Pesaro Segreta a S. Angelo, teatro e storia alla Vecchia Fonte;
- Tonucci spiega i Giochi tra Quartieri 2019


- 21 gennaio 1944 , 75 anni dallo scoppio, cronaca della tragedia
- Aperto al pubblico il museo della mezzadria a Pontevecchio intervista al fondatore Adriano Campanari.



- All'oratorio 4 magnifiche signore insegnano a fare la pasta;
- Domenica al Gramigna di S. Angelo, Giornata della disabilit
organizzata dall'associazione La Casa di OZ;
- L'albero di piazza della Repubblica;
- Fantastico Betlemme a Talacchio, immagini suggestive.


Approvati dalla Giunta Comunale i progetti del Comune e delTeatro
- Ciclovia del Foglia, approfondimenti, intervista al Consigliere Regionale Andrea Biancani
- Pro Loco, Inconto, iniziative per Natale, la parola al Presidente FrancescoTonucci
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